I VOTI OLTRE LE CHIECCHIERE

Sblocca Italia, ecco i parlamentari abruzzesi che hanno detto sì

Di Stefano (Fi), Piccone (Ncd) e Colletti (M5S), invece, al momento del voto erano assenti

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Sblocca Italia, ecco i parlamentari abruzzesi che hanno detto sì

Favorevoli allo Sblocca Italia



ABRUZZO. Lo Sblocca Italia ha mobilitato partiti politici e movimenti civici. Uno dei temi più caldi per l’Abruzzo, è soprattutto quello che riguarda le trivelle e il rischio di deriva petrolifera.
Ma all’interno del decreto ci sono anche risorse per il post sisma aquilano (250 milioni).
Il Partito Democratico abruzzese dice no a gran voce al petrolio ma in Parlamento proprio il Pd, e gli esponenti abruzzesi, hanno votato compatti e senza esitazione la fiducia il 23 ottobre scorso (quello definitivo è in programma stamattina).
Non sono mancate sorprese dal Movimento 5 Stelle e da Forza Italia.
Tutti i fari sono puntati sull'articolo 38 del decreto che qualifica le attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi e quelle di stoccaggio sotterraneo di gas naturale come «attività di interesse strategico, di pubblica utilità, urgenti e indifferibili».
Secondo Greenpeace Italia, Legambiente e WWF Italia in questo modo si dà carta bianca agli appetiti dei petrolieri e il rischio sarebbe quello «di un’Italia trasformata in colonia per le trivelle». 

Proprio gli ambientalisti si sono appellati alle Regioni perché impugnino l’articolo 38 davanti alla Corte Costituzionale.
E se da una parte il governo regionale targato Pd continua a dire no al petrolio (solo qualche giorno fa l’assessore all’Ambiente Mazzocca al fianco degli ambientalisti ha ribadito che «la battaglia sarà dura» ma che la Regione non si tirerà indietro) alla Camera i deputati abruzzesi hanno votato compatti e senza esitazioni, facendo arrivare il sì anche all’articolo sulle trivelle.
Maria Rita D’Orsogna sul suo blog ha pubblicato la lista dei deputati ai quali gli abruzzesi che sono contrari al petrolio «devono dire grazie» (ovviamente in modo ironico).
Il voto favorevole al decreto è arrivato da tutti i rappresentanti del Pd: Maria Amato, Antonio Castricone, Vittoria D’Incecco, Gianluca Fusilli, Tommaso Ginoble, Izthak Yoram Gutgeld.
Favorevole anche Giulio Sottanelli (Scelta civica) e Paolo Tancredi (Ncd).
«Notare che nessuno del Pd», sottolinea D’Orsogna, «ha avuto il coraggio di votare contro il decreto trivellante. Quando diranno "ma, se, io, il partito, non potevo fare altrimenti, blablabla" occorre rispondere: no caro, no cara. Nella vita c'e' sempre una scelta e lei ha scelto di votare sì, sì allo sblocca Italia, sì alle trivelle, sì alla distruzione dell'Italia, dell'Abruzzo, della Basilicata, e di tutte le regioni coinvolte e quindi la responsabilita' e' anche sua».

Ci sono poi gli assenti Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) , Andrea Colletti (Movimento 5 Stelle) e Filippo Piccone (il suo partito, Ncd, ha votato compatto sì). Sui primi due D’Orsogna esprime perplessità: «mi fa strano la posizione di Di Stefano», scrive la professoressa, « attacca il governo regionale sul petrolio un giorno sì ed un giorno no, promette ferro e fiamme contro le trivelle, ma poi al momento del voto, scompare. E' assente infatti, come lo e' stato nel 43% dei voti. Quasi tutto il suo partito ha votato a favore dello sblocca Italia. Chissa', magari se fosse stato presente, avrebbe votato no, e sarebbe stato uno dei pochi statisti della questione, ma non lo sapremo mai, appunto perche' era assente. Ripenso a quel 43% di assenze: non so, ma io se faccio il 43% delle assenze al mio lavoro, mi cacciano, quali che siano le scuse presentate».
Per D’Orsogna «non brilla neanche Andrea Colletti del M5S, assente pure lui al momento del voto».
I colleghi Gianluca Vacca e Daniele Del Grosso hanno invece dato parere contrario, così come il deputato di Sel, Gianni Melilla. 

COLLETTI: «ASSENTE PER MALATTIA»

«In verità», replica Colletti, «il provvedimento, nel merito, è stato votato solo oggi in Aula. Inoltre mi preme farvi sapere che la mia assenza al voto di fiducia è  dipesa da una assenza per malattia a causa di una operazione sanitaria  alla quale mi sono dovuto sottoporre».

OGGI NUOVA VOTAZIONE
Via libera della Camera al decreto legge «Sblocca Italia». Il provvedimento, che scade l’11 novembre prossimo, passa ora all’esame del Senato. I voti favorevoli a Montecitorio sono stati 278, 161 i contrari e sette gli astenuti. "No Trivelle, sì rinnovabili": è il testo dello striscione giallo che è stato esposto dalle tribune del pubblico dell'Aula della Camera da un gruppo di attivisti di Greenpeace poco prima della votazione finale sul decreto legge Sblocca Italia. In Aula è scoppiato un parapiglia mentre i commessi facevano ritirare lo striscione.
“Il Presidente Renzi e la sua maggioranza non vogliono ascoltare i cittadini che da mesi si stanno opponendo a questa folle politica fossile - dichiara Giorgia Monti, responsabile della Campagna mare per Greenpeace Italia - Per questo oggi abbiamo deciso di portare il messaggio nostro e di decine di migliaia di persone e comitati locali direttamente dove vengono prese le decisioni. Lo stesso messaggio che abbiamo ripetuto negli ultimi mesi con il tour della nostra nave Rainbow Warrior. Nessuno potrà più dire di ignorare qual è il volere della popolazione sulle trivellazioni”.
Non sono ancora disponibili i dati sui singoli voti dei deputati per conoscere i parlamentari che hanno votato sì al provvedimento.

DI STEFANO A D’ORSOGNA: «ECCESSO DI PERSONALISMO»
«Vorrei precisare alla dott.ssa D' Orsogna alcune cose», replica invece Di Stefano. «Ricordo a me stesso che la dott.ssa D'orsogna  vive e lavora negli Stati Uniti, uno dei paesi maggiormente responsabili dell'inquinamento mondiale; nonostante ciò non proferisce alcuna parola di contestazione alla nazione che la ospita, forse perché altrimenti metterebbe in gioco il suo lavoro e la sua stessa permanenza in America. La invidio per le sue doti di preveggenza che non conoscevo: il voto finale sul Decreto Sblocca Italia è stato espresso infatti questa mattina alle 11:45 ed io ero presente in Aula e, come tutto il gruppo di FI, ho votato contro il decreto. Il suo eccesso di personalismo ed il suo voler essere la prima della classe a volte la porta a strafare. Nel frattempo ho cercato su internet le sue prese di posizione in merito alla politica ambientale statunitense, in particolare sul non rispetto dei vincoli del Trattato di Kyoto da parte degli USA né ho avuto notizia di sue manifestazioni sulle spiagge americane  per contestare il Governo statunitense dopo il disastro ambientale della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon, avvenuto nel 2010 nelle acque antistanti la  Louisiana, il  Mississippi,l' Alabama e la Florida. Lei ne parla solo oggi,  dopo 4 anni sul suo blog  e per giunta in italiano. Cercherò meglio perchè sicuramente qualcosa avrà detto e tanto di più ancora avrà fatto».