TELEVISIONI

Editoria: Rete8, stato di agitazione dopo annuncio esuberi

Sindacati, «motivazioni inesistenti, è primo passo per disimpegno»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

7077

Editoria: Rete8, stato di agitazione dopo annuncio esuberi




CHIETI. «Esuberi immotivati», secondo Slc-Cgil e Uilcom-Uil, quelli comunicati dalla direzione dell'emittente televisiva abruzzese Rete8.
Dopo la redazione de Il Tempo che chiuderà i battenti tra pochi giorni, c’è ansia anche per un’altra vertenza lavorativa che riguarda il mondo dell’editoria locale. Già da alcuni giorni il sindacato dei giornalisti aveva espresso perplessità per la situazione dei dipendenti di Rete 8. E adesso sono Slc Cgil e Uilcom Uil a confermare che la situazione è di quelle gravi.
«La scelta di azzerare ed esternalizzare l'attività amministrativa e di rinunciare a gran parte del personale tecnico attualmente occupato - scrivono in una nota i due sindacati -, non risponde alle attuali esigenze aziendali; inoltre l'efficientamento attribuito al virtual set sembra una forzatura volta all'individuazione di esuberi immotivati, considerando che proprio il digitale ha portato un aumento dell'attività lavorativa ed un maggior numero di canali da gestire». 

«Secondo l'azienda - dicono i due sindacati - l'innovazione tecnologica dovuta all'avvento del digitale, unitamente alla persistente crisi economica richiederebbe una riorganizzazione del settore tecnico e amministrativo con la riduzione della maestranze in esubero pari a 9 risorse così distribuite: 4 nel settore amministrazione, 3 impiegati tecnici di ripresa e 2 impiegati tecnici di messa in onda».
«Questo atto - aggiungono Slc-Cgil e Uilcom-Uil - è il primo passo diretto ad un ridimensionamento e disimpegno dell'azienda in questo settore con il timore che a breve possano essere interessati, con ulteriori interventi aziendali, anche il settore giornalistico ed altri lavoratori nell'intero perimetro aziendale». Sindacati e assemblea dei lavoratori hanno proclamato lo stato di agitazione e chiesto una soluzione che «preveda la revoca di quanto comunicato e il mantenimento dei livelli occupazionali in un settore strategico come quello televisivo che vede Rete 8 protagonista storica sul territorio abruzzese».