SINDACATI

Denso, Cobas contro dirigenza: «atteggiamenti vessatori ed arroganti»

«Pretestuose ed ingiustificate contestazioni disciplinari»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2276

Denso, Cobas contro dirigenza: «atteggiamenti vessatori ed arroganti»




SAN SALVO. «In questi ultimi mesi nello stabilimento Denso la vita lavorativa è diventata ancora più faticosa per l’aumento dei ritmi produttivi e stressante a causa di atteggiamenti vessatori ed arroganti perpetrati, nei confronti dei lavoratori, da giovani rampolli emergenti, inopportunamente collocati ai vertici aziendali, senza aver mai conseguito risultati di particolare rilevanza».
E’ duro l’attacco dei coordinamenti provinciali di Slai-Cobas e Confederazione Cobas contro la dirigenza. I sindacati non nascondo le difficoltà per una situazione che, a loro dire, sarebbe divenuta insostenibile: «con frequenza inaudita, la direzione aziendale, composta da ben 6 direttori dirigenti e 15 funzionari con disponibilità di cospicuo parco auto e lautamente retribuiti, emette nei confronti delle maestranze, ritenute arbitrariamente colpevoli di pezzi di scarto o non in tolleranza, pretestuose ed ingiustificate contestazioni disciplinari». 

Le sanzioni conseguenti a tali provvedimenti, spiegano in una nota Slai Cobas e Confederazione Cobas, «sono giorni di sospensione dal lavoro o addirittura richieste di risarcimento danni di centinaia di euro da restituire con trattenute rateali mensili».
Ma non solo, sempre secondo la denuncia dei sindacati, ci sarebbero anche registrate «minacce di licenziamento nei confronti di attivisti Cobas. La situazione attuale è notevolmente peggiorata, con episodi gravi e antisindacali: Terziarizzazione silente in loco di alcuni reparti, con l’utilizzo di maestranze precarie (circa 100 lavoratori) e non qualificate di alcune ditte esterne, per svolgere lavorazioni in precedenza eseguite dai dipendenti Denso. ‘Prove tecniche’ su turni lavorativi simili agli stabilimenti FCA diretti da Marchionne con sabati e domeniche lavorative (18 turni). E’ intollerabile e palesemente discriminatorio che ci siano operai obbligati a prestare servizio 6 ore al giorno per un massimo di 2 o 3 giorni a settimana , altri che lavorino in straordinario il sabato e la domenica notte, mentre ad alcuni è concessa la volontarietà della prestazione lavorativa in straordinario».

«Il lavoro – concludono i coordinamenti provinciali – dovrebbe essere redistribuito tra le maestranze in servizio, integrato con eventuali nuove assunzioni e non con la perversa logica della sostituzione dei dipendenti attuali con precari facilmente ricattabili e licenziabili. Con il presente comunicato facciamo appello alla sensibilità ed alla coscienza dei lavoratori e delle istituzioni locali affinché tali comportamenti lesivi della dignità dei lavoratori non continuino a verificarsi».