L'ALLARME

Serbatoi Gpl, l’allarme di Confconsumatori: «900 mila impianti a rischio esplosione»

L’associazione di categoria abruzzese chiede di fare chiarezza

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3067

Serbatoi Gpl, l’allarme di Confconsumatori: «900 mila impianti a rischio esplosione»

ABRUZZO. La Confconsumatori di Chieti - Pescara lancia l'allarme sulla pericolosità di 900 mila serbatoi di distributori Gpl a rischio in Italia (presenti ovviamente anche in Abruzzo) e dichiara di appoggiare il discusso progetto del serbatoio "Amico Gpl" della Walter Tosto Serbatoi di Chieti Scalo per risolvere il problema della sicurezza degli impianti.
I dirigenti abruzzesi dell'associazione dei consumatori basano i loro timori sulla base di quanto denunciato il 9 ottobre 2013 da Luca Pellizer, presidente dell' Associazione nazionale dei costruttori di caldareria ( Ucc - Anima di Confindustria), secondo cui centinaia di migliaia di serbatoi sarebbero interrati senza rispettare le norme che impongono una nuova certificazione per i manufatti ricondizionati e questo provocherebbe «grave pericolo per l'ambiente e per l'incolumità di migliaia di famiglie» e, quindi, in assenza di interventi «potrebbe scoppiare una nuova Ilva sottoterra».
Una vera e propria emergenza ambientale, sostiene Pellizer.

Assogasliquidi (Federchimica), l'Associazione nazionale delle imprese distributrici di Gpl e Gnl, replica all'allarme spiegando che si tratta di affermazioni che «'oltre a non avere alcun riscontro, non tengono in alcun conto la normativa vigente e l'attivita' di controllo e certificazione svolta dall'Inail'», l'Ente preposto dal Governo che, sulla questione, ha in preparazione un dossier da presentare nei prossimi giorni. '
«In Italia - spiega Assogasliquidi in una nota - i piccoli serbatoi di Gpl interrati sono di nuova fabbricazione oppure 'ricondizionati'» e sono pertanto «apparecchi esistenti che vengono sottoposti a una procedura tecnica di verifica e di applicazione di un apposito sistema di protezione, cosi' come prevede la normativa in materia».
Sui serbatoi in questione «i controlli sono continui tanto che, negli ultimi 15 anni, la Banca dati incidenti del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco non ha evidenziato alcun caso di incidente riconducibile a piccoli serbatoi di Gpl».
«'Gli impianti - conclude la nota dell'Associazione aderente a Federchimica - sono dunque assolutamente sicuri, cosi' come ineccepibile e' l'operato delle imprese rappresentate da Assogasliquidi'', tanto che ''la stessa Inail ne ha dato riscontro in una recente nota scritta». Assogasliquidi ritiene dunque «insensato creare falsi allarmismi nei confronti dei cittadini, che possono invece considerarsi al sicuro dal punto di vista dello stato di conservazione dei serbatoietti».

CONFCONSUMATORI: «FARE CHIAREZZA»
«Anche se Assogasliquidi (Federchimica), l'impresa nazionale delle imprese distributrici di Gpl e Gnl - hanno dichiarato i responsabile della Confconsumatori - ha tentato di rassicurare gli utenti sulla sicurezza dei serbatoi di Gpl interrati prodotti e commercializzati dalle ditte da loro rappresentate, noi vogliamo maggiori garanzie. Per questo - hanno continuato gli esponenti della Confconsumatori - abbiamo deciso di appoggiare il progetto portato avanti dalla Walter Tosto Serbatoi di Chieti Scalo, che dal 1994 ha messo sul mercato, e ancora oggi è l'unica azienda in grado di realizzarlo, il serbatoio interrato "Amico Gpl", con le stesse caratteristiche di sicurezza di quelli fuori terra, eliminando i disagi di manutenzione».

La Walter Tosto Serbatoi ha da alcuni anni intrapreso una battaglia legale in nome della convinzione che i serbatoietti monoparte non sono sicuri che ha portato, tra l'altro, alla  espulsione dall'Assogasliquidi della ditta di Chieti.
«Pertanto - hanno concluso gli esponenti della Confconsumatori - noi chiediamo che venga fatta chiarezza sulla sicurezza dei serbatoi interrati, attualmente presenti ovviamente anche in Abruzzo, affinché, non si verifichino più le tragedie che di tanto in tanto vengono pubblicizzate dagli organi d'informazione e che vengano utilizzate le tecnologie che rendano più sicuri possibili i serbatoi, affinché sia tutelato l'interesse della collettività».