ECONOMIA

Agricoltura Abruzzo, appello della Cia alle banche: «linee di credito agevolate per il settore»

Il presidente Mauro Di Zio si rivolge agli Istituti di credito e alle Istituzioni

Redazione Pdn

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ABRUZZO. La Cia regionale d’Abruzzo, in considerazione dei risultati fortemente negativi registrati in agricoltura, si è attivata per cercare soluzioni capaci di rispondere con immediatezza alla necessità di liquidità per le imprese del settore.
Per questo motivo il presidente Mauro Di Zio ha inviato una lettera agli Istituti bancari che operano in Abruzzo sensibilizzandoli ad assicurare al sistema agricolo regionale linee di credito agevolate da poter utilizzare per attuare i miglioramenti e le innovazioni indispensabili per competere sul mercato.
Il presidente Di Zio ha inoltre investito del problema l’assessore regionale all’Agricoltura Dino Pepe affinché, nelle pieghe del bilancio 2015 della Regione Abruzzo, vengano reperite le risorse necessarie a garantire il prestito di conduzione per la prossima annualità. 

Le linee di credito agevolate sono necessarie per sostenere adeguatamente l’intero settore agricolo anche in previsione delle linee attuative del prossimo PSR 2014/2020; a tal riguardo la Cia d’Abruzzo avanza la proposta di attivare, anche con il concorso della FIRA, un Fondo di garanzia agricolo.
Il presidente Di Zio ha sottolineato il fatto che la drammaticità della situazione è tale da aver assunto caratteristiche di rilevanza nazionale, per cui tutti gli attori economici, politici ed istituzionali devono sentirsi impegnati, sinergicamente ed in prima linea, nella ricerca delle vie d’uscita e di rilancio.
Tanto più oggi, visto che accanto ad una crisi generalizzata dei consumi si è assistito ad una costante caduta dei prezzi dei prodotti all’origine, i quali unitamente al forte aumento dei costi di produzione hanno portato ad un ennesimo calo del reddito degli agricoltori; come se ciò non bastasse, l’andamento climatico sfavorevole ha colpito alcune produzioni trainanti della nostra agricoltura, quali la vitivinicoltura e l’olivicoltura, sia nella quantità che – si teme – nella qualità.
Da parte loro le produzioni ortofrutticole, che già avevano subìto gli effetti negativi primaverili, hanno risentito il contraccolpo dell’embargo russo alle nostre esportazioni.
La stessa zootecnia, infine, è alle prese con gli effetti negativi derivati dalla blue-tongue. Considerato tutto ciò, la Cia ha ritenuto di dover rappresentare direttamente la situazione anche al Ministro Martina ed alle Istituzioni nazionali e comunitarie.