RIFIUTI E TASSE

A Chieti bollette rifiuti ridotte con la nuova Tari

Pronto un ricorso per far pagare una sola tassa a chi ha più case

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A Chieti bollette rifiuti ridotte con la nuova Tari

Comune di Chieti


CHIETI. Sorpresa. A Chieti la bolletta dei rifiuti è diminuita. E non è solo un’impressione. Infatti secondo le statistiche di Teate servizi, un’abitazione privata risparmia dal 20 al 28% e le utenze commerciali hanno avuto un taglio medio del 18%.
Allora si inverte la spirale degli aumenti?
Dietro l’angolo del costo della raccolta rifiuti c’è l’adeguamento Istat del canone, il che per il prossimo anno produrrà una lievitazione dei costi che – secondo il Patto di stabilità – sarà tutta a carico degli utenti. Infatti dal 2013 le bollette debbono coprire l’intero costo del servizio di raccolta, dal canone che si paga alla società che ha vinto l’appalto a tutti gli altri costi connessi.
Quindi l’unica vera speranza di una diminuzione ulteriore sarà solo quella di vedere ridotto il canone del prossimo appalto rifiuti. Queste le cifre su cui a Chieti si muove il costo della raccolta dell’immondizia, quella che in bolletta viene chiamata Tari (lo scorso anno era la Tares, prima ancora la Tarsu).
Nel 2014 il costo da coprire è di circa 10 mln di euro, a fronte degli oltre 13 mln dello scorso anno, in cui al costo dei rifiuti si sommò il pagamento del lodo perso dal Comune con la Deco e si sottrasse un contributo della Regione pari ad 1,3 mln (che quest’anno però non ci sarà), almeno stando alle valutazioni dell’Ufficio Ambiente del Comune approvate dal Consiglio comunale.
Infatti in tutta questa vicenda, a vedere le file kilometriche negli uffici di Teate servizi che riscuote la Tari, si dimentica che chi spedisce le bollette non c’entra nulla con le proteste di chi ritiene di pagare troppo. 

In sostanza, come detto, la Tari di quest’anno si ferma al costo globale della raccolta rifiuti e prevede anche una serie di criteri di tassazione e di agevolazioni per le utenze domestiche che pagheranno secondo la superficie in mq dell’abitazione e secondo il numero degli occupanti.
Le categorie sono tre: monolocale (fino a 60 mq), appartamento (100 mq), villetta (150 mq). Riduzioni ancora più consistenti (fino al 33%) sono previste per i non residenti e per i locali tenuti a disposizione.
Per gli occupanti si va da un solo componente della famiglia a 6 per abitazione. Anche per le utenze commerciali sono previste diverse categorie di pagamento secondo il tipo di attività.
Nel panorama degli utenti tartassati da queste bollette, si fa avanti una proposta choc per chi paga la Tari in più località, per esempio per il possesso di una seconda casa al mare, in montagna o nel paese dei genitori o dei nonni. In questi casi la stessa persona paga due o tre Tari, pur essendo una sola a produrre immondizia, anche se al mare o in queste doppie case ci va solo un mese l’anno al massimo. L’avvocato Florenzo Coletti sta studiando infatti un ricorso contro questo doppio o triplo pagamento, poiché la Tari si basa sull’occupazione dell’abitazione tassata e perché se un cittadino di Chieti (ma vale anche per altri Comuni) ad agosto produce immondizia a Francavilla o altrove, perché deve pagare la Tari per un anno in entrambe le località?

Sebastiano Calella