LA PROTESTA

Corso Vittorio Pescara: 3.700 no alla riapertura del traffico

Ma nella prima decade di novembre torneranno le auto.

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Corso Vittorio Pescara: 3.700 no alla riapertura del traffico

PESCARA. Politici, commercianti e semplici cittadini - tutti con adesivi no smog, no traffico sui vestiti - contrari al ritorno delle auto su Corso Vittorio Emanuele, hanno manifestato sabato pomeriggio a Pescara.
Una contrapposizione che, oltre ai commercianti, riguarda ex amministrazione comunale di centrodestra (che ha aperto il cantiere in corso Vittorio per la pedonalizzazione e promosso una raccolta di firme) e l'attuale amministrazione di centrosinistra.
In piazza anche il popolo di Facebook che ha creato la pagina 'Corso Vittorio'. Ma il sindaco di Pescara, Marco Alessandrini, pensa ad un referendum consultivo tra i cittadini perché, dice, «credo che la pedonalizzazione sia un valore, ma non posso esprimere che delle perplessità se questo concetto attiene ad una via così importante come Corso Vittorio».
Alla fine, gli sono state consegnate 3.700 firme a favore dalla pedonalizzazione: circa 3000 raccolte dai consiglieri di centrodestra negli ultimi week end; le rimanenti raccolte tra i commercianti.
«Vogliamo una città vivibile - ha detto il consigliere comunale di minoranza Carlo Masci (Pescara Futuro) - e in linea con le città europee. Riportare le auto sul Corso sarebbe come tornare indietro di anni. Oggi c'è un sentimento diverso e in città cresce sempre più chi vuole che Corso Vittorio resti così».
Alcuni commercianti presenti hanno sottolineato come «in questa strada stia rinascendo il commercio. Stanno riaprendo i negozi e sta tornando la vita. Riaprire la strada alle auto significherebbe smog, rumore, inquinamento e anche morte del commercio». 


Il sindaco Marco Alessandrini e il vice Enzo Del Vecchio, dopo aver accolto la delegazione, hanno spiegato: «il dibattito é per noi un arricchimento. Siamo per il confronto e il dialogo perché questa é democrazia. Noi crediamo che questa pedonalizzazione non sia sostenibile perché bisognerebbe garantire fruibilità di mezzi pubblici e auto. Noi dobbiamo considerare tutta la città e il traffico cittadino. Venerdì con la pioggia la città si é letteralmente paralizzata per cui credo che vadano fatte delle riflessioni e delle politiche di viabilità non più miopi. Cercheremo di segnare una nuova viabilità con un'eventuale pedonalizzazione nel fine settimana».
Il sindaco ha confermato dunque che si punta a riaprire il corso alle auto in direzione sud-nord e al trasporto pubblico in entrambe le direzioni con limite di velocità fissato a 30 chilometri orari. Il tutto dovrebbe avvenire entro la prima decade di novembre. Intanto si stanno definendo gli ultimi dettagli, proprio in questi giorni, per cancellare la grossa rotatoria spartitraffico di via De Gasperi che faceva parte della viabilità alternativa al Corso.
«L'idea di chiudere un pezzo del corso è molto suggestiva - ha insistito Alessandrini - ma ho il dovere di considerare la viabilità complessiva", ha detto ai cittadini ricordando che ogni giorno Pescara e' attraversata da centomila auto».
Sull’ipotesi referendum il centrodestra si è mostrato scettico: «la città si è già appropriata di quella infrastruttura - ha osservato Marcello Antonelli, capogruppo di Fi. Vi invitiamo a non essere miopi e non innamorarvi di una posizione»