IL PARERE

Donazione di organi: «la volontà espressa all'anagrafe è contro-legge»

Inviata lettera a 8 mila sindaci per far bloccare il progetto

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Donazione di organi: «la volontà espressa all'anagrafe è contro-legge»




ABRUZZO. Da oltre un anno, in alcuni Comuni d’Italia (tra questi anche L’Aquila) esiste la possibilità di esprimere la volontà di donare organi e tessuti sulla carta d’identità.
L'iniziativa è sostenuta da una campagna del Ministero della Salute, che ha per slogan: è sufficiente compilare un modulo, affinché la scelta del cittadino sia registrata in tempo reale nel Sistema Informativo Trapianti; un database a disposizione di tutti i Centri Regionali Trapianti, in modalità sicura e 24 ore su 24.
Nei giorni scorsi Giampiero Riccardo (Pd) aveva contestato il fatto che questa opzione non sia possibile nel Comune di Chieti. Se dal Comune non c’è stata alcuna replica, si è fatta però sentire La ‘Lega nazionale contro la predazione di organi’: «Il decreto menzionato da Gianpiero Riccardo (PD) è illecito e contro-legge». La presidente Nerina Negrello spiega: «per i trapianti esiste una sola legge Legge 1°Aprile 1999, n. 91 “Disposizioni in materia di prelievi e trapianti di organi e tessuti”, detta del silenzio-assenso, che all'articolo 5 prevede un Decreto attuativo con 10 direttive per la manifestazione di volontà favorevole o contraria, su richiesta delle ASL”».
Una ragione dell’idea contraria alla campagna è nelle stesse parole della Negrello: «andando al pratico, all'anagrafe l'impiegato ti presenta un modulo prestampato ingannevole. E' una dichiarazione facoltativa, non obbligatoria, da rifiutare, perché in contrasto con la definitiva regolamentazione della materia. I cittadini che danno il consenso sono i più truffati, perché la legge specifica ci considera già donatori salvo opposizione scritta, e comunque la loro famiglia perde il diritto di opposizione. Inoltre se cambiano idea che fanno? Devono revocare su tre fronti (Anagrafe, CNT, FSE).
Coloro che firmano il diniego non sono garantiti perché il CNT è luogo di promozione dei trapianti e il diritto di vita non va messo in mano al nemico. Non cediamo il nostro diritto di libertà, la facoltà di tenere aperto il nostro destino. Manteniamo la nostra sovranità, il nostro potere».
Appello ai sindaci da parte di Nerina Negrello: «i sindaci corretti devono respingere il coinvolgimento e ricordare al Ministro della Salute che la L. 91/99 art.5 demanda questo compito alle ASL, devono sollecitare l'emanazione del Decreto attuativo, secondo le 10 direttive della legge, per la dichiarazione di volontà positiva o negativa di ciascun cittadino. La legge non può essere cambiata da decreti temporanei ed estemporanei …” In effetti, se la legge ci considera già donatori a priori che senso ha tutto questo? Altre questioni su cui riflettere: perché se cambio volontà, è compito mio revocare sia alla ASL, sia al Centro Nazionale Trapianti e non solo all’anagrafe?
Al di là delle convinzioni pro o contro i trapianti, il progetto “una scelta in comune” ha troppe incognite legislative da un lato e non tutela né il cittadino, né la sua scelta, né il Sindaco che la promuove dall’altro».