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Trivelle: D'Alfonso ci prova, «alla Leopolda ribadisco il no dell’ Abruzzo»

Su Bussi: «a breve registro dei tumori»

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Trivelle: D'Alfonso ci prova, «alla Leopolda ribadisco il no dell’ Abruzzo»
ABRUZZO. «Alla Leopolda parlerò delle emergenze dell'Abruzzo e ribadirò quindi anche la posizione della Regione sull'opportunità delle perforazioni petrolifere in Adriatico».
È quanto ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, che ha così anticipato il suo intervento alla convention renziana che si terrà oggi a Firenze.
La posizione di D'Alfonso è nota: tutte le forze politiche della Regione, le associazioni ambientaliste e di volontariato, sono contrarie alle trivelle in mare; il governatore ha più volte ribadito le sue perplessità specie per quelle autorizzazioni a limite delle cinque miglia marine.
La posizione di D'Alfonso è condivisa da tutto il Pd regionale: anche l'attuale vicepresidente del Csm ed ex sottosegretario del Governo Renzi, Giovanni Legnini, ha più volte detto di non condividere i permessi d'estrazione nel tratto di mare antistante l'Abruzzo considerandoli in contrasto con la tutela ambientale della regione dei parchi. D'Alfonso ha confermato la sua posizione a margine di un convegno Pd sulle vicende della megadiscarica dei veleni della Montedison a Bussi sul Tirino, nella Val Pescara.
«Ma andrò anche - ha concluso - a spiegare il progetto di una 'Regione facilissima', cioè come l'Abruzzo sta cercando di semplificare la vita normativa delle imprese», ha concluso.
Gli ambientalisti in questi giorni sono in allarme proprio per quello che accadrà nel settore petrolifero.
Dopo un incontro con il presidente Ermete Realacci e i parlamentari della Commissione Ambiente della Camera è stato evidente che su questa voce dello Sblocca Italia «non ci sono aperture su eventuali modifiche».

Intanto anche l’emendamento del deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano, al decreto Sblocca-Italia che ripristinava i limiti previsti dal decreto Prestigiacomo, scongiurando la deriva mineraria dell’Abruzzo, nei giorni scorsi ha ricevuto parere contrario dal Governo e dal Presidente della Commissione Ambiente, Ermete Realacci, ex presidente di Legambiente. «E’ evidente», ha detto Di Stefano, «che il centrosinistra abruzzese è rimasto completamente assente su questa vicenda come è evidente la loro ipocrisia: sfilano nelle piazze abruzzesi e si nascondono a Roma quando c’è da bloccare queste iniziative».

BUSSI, A BREVE REGISTRO DEI TUMORI
Intanto ieri si è svolta a Bussi sul Tirino, la terza 'Giornata sull'ambiente e la legalità', organizzata dal Gruppo del Pd alla Camera dei deputati. Sono state incontrate le forze economiche e sociali, le organizzazioni di categoria e le associazioni ambientaliste della provincia di Pescara.
Nel corso della giornata, e dell'iniziativa pubblica, sono intervenuti anche il presidente della Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il vicepresidente Giovanni Lolli, l'assessore all'Ambiente Mario Mazzocca.
D’Alfonso ha annunciato a giorni un registro tumori per Bussi.
Secondo quanto emerge dalla mappa dei tumori realizzata dall'Agenzia sanitaria regionale (Asr), su richiesta del presidente della Regione l'incidenza dei tumori negli undici comuni della Val Pescara che rientrano nel Sito di interesse nazionale (Sin) per la vicenda della megadiscarica dei veleni della Montedison è al di sotto della media regionale, pari a cento, mentre solo i comuni di Bussi sul Tirino e Popoli (Pescara), superano tale media, rispettivamente con 117 e 110. Tale studio, secondo quanto appreso, relativo agli anni 2004-2013, fa da preludio proprio alla creazione del registro dei tumori, di cui il governatore ha parlato.
Secondo uno studio dell' Istituto Superiore della Sanità (Iss), agli atti del processo in corso in Corte d'Assise a Chieti, sarebbero 700mila le persone che, fino al 2007, avrebbero bevuto acqua avvelenata. (ANSA).Discarica Bussi: mappa tumori, Bussi e Popoli sopra media.

«E' stata una giornata proficua, utile a recepire indicazioni puntuali e istanze che subito verranno avanzate al ministero dell'Ambiente. La nostra idea di stabilire le priorità per l'utilizzo dei fondi per la bonifica del sito di Bussi sul Tirino ha trovato convergenza e comune volonta' di passare ai fatti», ha commentato il deputato abruzzese del Partito Democratico Antonio Castricone.
«Il confronto del gruppo del Pd della Camera con le rappresentanze industriali sindacali e ambientaliste a Bussi e' stato proficuo per le indicazioni ricevute», ha detto invece Alessandro Bratti, deputato del Partito Democratico, e presidente della Commissione sul ciclo dei rifiuti delle Camera, a valle degli incontri della mattinata.
«Non c'e' dubbio - ha spiegato Bratti - che l'area di Bussi presenta problemi complessi di natura ambientale ed economica purtroppo comune a tanti siti di interesse nazionale».
«Credo che il governo, collaborando con la Regione e gli Enti locali, debba lavorare insieme alle rappresentanze sociali e industriali per definire un percorso certo sia per quello che riguarda la messa in sicurezza delle falde e della salute dei cittadini e per il rilancio industriali delle aree disponibili».