SCIOPERO E DISAGI

Sciopero treni, aerei, mezzi e servizi pubblici. Venerdì di disagi

Manifestazione di protesta a Roma e in altre 26 città

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Sciopero treni, aerei, mezzi e servizi pubblici. Venerdì di disagi




ROMA. “Licenziamoli Per Giusta Causa”, lo striscione di apertura dei molti cortei in 27 città d’Italia: dai vigili del fuoco ai lavoratori del commercio, gli esternalizzati della sanità e i lavoratori della logistica, i dipendenti del fisco e quelli comunali, autoferrotranvieri ed insegnanti, insieme a precari e senza casa, migranti e rifugiati, lavoratori cassaintegrati e in mobilità.
Una protesta contro la modifica dell’articolo 18, contro il precariato del mondo del lavoro, per modificare la Legge Fornero «che ha peggiorato i requisiti previdenziali per tutti».
Servizi bloccati, sportelli chiusi o a singhiozzo nei comuni, nella sanità e negli uffici territoriali, con forte adesione in INPS, hanno dato il segno della risposta dei lavoratori pubblici al blocco dei contratti e alla riforma Madia.
Alla testa del corteo romano i lavoratori Meridiana, che hanno poi proseguito in presidio sotto al ministero del Lavoro. Attorno a Ilario Ilari e Valentino Tomasone, i due autisti sospesi dal lavoro dopo aver partecipato a “Presa Diretta”, il calore ed il sostegno di tanti altri manifestanti.
Una protesta sentita particolarmente dai ferrovieri che svolgono attività usuranti connesse alla sicurezza dell’esercizio per la quale è richiesta una severa idoneità fisica, i quali hanno visto allontanarsi drasticamente il limite di età pensionistico, passato da 58 a 67 anni. «Disoccupazione giovanile, precariato, minor diritti per i lavoratori che trovano la risposta nella riforma Fornero, quest’ultima accentuata dai recenti provvedimenti governativi», denuncia l’Orsa. «Riforme che hanno bloccato per sei anni il ricambio generazionale dell’intero Paese dove per lavorare si è spesso sottopagati dove, a breve, avremo anche pensioni povere. Un Paese in cui il 10% della popolazione detiene oltre il 70% del potere economico».
Relativamente alle conseguenze della protesta si sono registrati disagi che, nonostante l’effettuazione dei servizi indispensabili, hanno subito i viaggiatori. Centinaia di treni cancellati ed altri con limitazioni di orari per i passeggeri.
«Ci avrebbero voluto invisibili, abbiamo bloccato le città», dice con soddisfazione l’Usb: «lo gridano forte le 27 piazze riempite dai 100.000 che questa mattina hanno manifestato in tutta Italia, in rappresentanza del milione di lavoratori oggi sciopero generale con l’USB contro le politiche sul lavoro e sullo stato sociale del governo Renzi».
«Perché quando si chiama a lottare e scioperare, e su una piattaforma netta e senza ambiguità, le lavoratrici i lavoratori rispondono. Chi li chiama in piazza a fare passeggiate, se ne assuma tutte le responsabilità», è la valutazione espressa da Pierpaolo Leonardi, a nome dell’Esecutivo Nazionale USB, nel corso del corteo di circa 10.000 manifestanti che ha sfilato nella capitale.
Forte la risposta nella prima fascia di sciopero nel settore dei Trasporti, con una media nazionale del 60% di adesione. Il 100% ha scioperato a Napoli in tutte le società del tpl, con una media del 60% nelle aziende della regione Campania. A Trento sciopera il 90%. A Bologna e Forlì fermi il 70% dei bus; il 50% a Reggio Emilia; a Rimini, Cesena e Ferrara oltre il 40%. Soppresso il 90% dei treni regionali in Emilia Romagna. A Roma bloccati il 70% dei bus; metro A e B rallentate e ferma la Roma-Giardinetti. Adesione al 30% nel Cotral del Lazio. A Venezia fermo il 70% del trasporto urbano ed extraurbano; a Verona, Sala SCC, 50% degli operatori in sciopero, con ripercussioni in tutto il traffico ferroviario del Veneto. In Friuli, media del 40%. Fermo il tpl extraurbano in Sicilia. Cancellazioni, ritardi e disagi anche nel Trasporto aereo, con il tavolo sulla vertenza Meridiana in corso oggi al ministero del Lavoro.