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Caldaie e condizionatori. Nuovo libretto impianto. Ecco cosa fare tra costi e multe

Occhio al vostro impianto tra sicurezza, norme e balzelli

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Caldaie e condizionatori. Nuovo libretto impianto. Ecco cosa fare tra costi e multe


ABRUZZO. Arriva il nuovo libretto per gli impianti di riscaldamento e condizionamento domestico e arrivano due novità.  
 La nuova normativa, spiega Lorenzo Epis, consulente di Domotecnica, la prima e unica rete nazionale indipendente in franchising per le aziende di installazione che operano nel campo dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, prevede che si debbano registrare tutte le tecnologie presenti in casa per riscaldare e raffrescare e devono essere previsti controlli non più solo sull'efficienza energetica come il controllo del funzionamento della caldaia, ma anche per la sicurezza degli impianti. Per sicurezza e salubrità si intendono i controlli sulla presenza di eventuali agenti dannosi per la salute di chi abita in casa.
La periodicità della manutenzione per l’efficienza, e quindi la sua periodicità, rimane a discrezione delle singole Regioni e potrebbe variare dai due ai quattro anni (salvo indicazioni diverse).
 
In Abruzzo la Legge Regionale 17 del 2007 stabilisce che la manutenzione della caldaia vada effettuata annualmente salvo indicazioni differenti della casa produttrice dell'apparecchio.
La normativa prevede  dunque che a partire dal 15 ottobre, e secondo le scadenze di manutenzione degli impianti già regolamentate dalle singole Regioni, ogni cittadino si doti del libretto d’impianto, che affianca quello vecchio che non deve essere buttato.
La vera novità del DPR 74/2013 è rappresentata da quanto previsto al comma 4. È infatti prescritto che il tecnico abilitato, sia esso l’installatore che il manutentore dell’impianto dichiari per iscritto al proprio cliente quali siano le operazioni di controllo e manutenzione di cui necessita l’impianto da loro installato o manutenuto per garantirne la necessaria sicurezza nonché la frequenza con la quale queste operazioni devono essere effettuate.
 In sostanza il tecnico, sulla scorta della documentazione tecnica del progettista e/o del fabbricante degli apparecchi nonché su valutazioni in ordine alla tipologia di impianto, al suo effettivo utilizzo, alla tipologia del generatore di calore, deve stabilire la frequenza dei propri interventi.
 La periodicità della manutenzione pertanto, non è più preordinata per tutti ma dipende dalla tipologia e dall’effettivo utilizzo dell’impianto.
 
Inoltre ogni due anni, per non incorrere in sanzioni, è necessario effettuare il controllo della caldaia con la verifica combustione (cosiddetta prova fumi) e quindi apporre il "bollino" provinciale o comunale.
 Qualora invece questo adempimento venisse meno, l’Ente preposto ai controlli è tenuto ad ispezionare l’impianto ed i costi che ne conseguono sono posti completamente a carico del cittadino inadempiente.
 Il rapporto di controllo verrà inviato dal manutentore agli enti preposti. Le verifiche non verranno più effettuate a campione, ma si partirà da coloro che non hanno effettuato gli interventi e del cui impianto non è arrivata alcuna notifica al catasto preposto. A seguire verranno effettuati controlli sugli impianti ‘segnalati’.
 
  Capitolo costi: quando il tecnico arriverà a casa dovrà verificare il controllo e l’eventuale manutenzione, monitorare le funzionalità  dell’impianto, verificarne il rendimento e la salubrità, controllare non solo caldaie e generatori di caldo o freddo, ma ogni componente dell’impianto. Se un intervento di controllo su un impianto domestico variava in media tra i 100 e i 120 euro, con l’aggiunta dei controlli e della sanificazione,  prevista dal nuovo libretto, una famiglia con una caldaia collegata a 4/5 caloriferi ed un impianto di climatizzazione con 2 o 3 split verrà a spendere mediamente 200 euro.
A farsi carico della spesa è l’occupante dell’abitazione, sia proprietario o inquilino come è avvenuto fino a oggi. Per i cittadini è prevista una sanzione che parte dai 500 euro e arriva sino ai 3mila euro. Anche per l’installatore che comunica in maniera errata o incompleta l’esito del controllo è prevista una multa che va dai mille ai 6mila euro.