POLITICA E PETROLIO

Sblocca Italia, «non ci sono i soldi per L'Aquila». Ma Castricone (Pd) smentisce

Cassati gli emendamenti passati nei giorni scorsi in Commissione Ambiente

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Sblocca Italia, «non ci sono i soldi per L'Aquila». Ma Castricone (Pd) smentisce

La mappa del petrolio in Italia

ABRUZZO. Doccia fredda, gelata, per L’Aquila: dallo Sblocca Italia cancellati i fondi per la ricostruzione. Motivazione: non ci sono i soldi.

L'annuncio l'ha fatto giovedì mattina il deputato di Sel Gianni Melilla che fa parte della Commissione Bilancio.
Dunque dopo i festeggiamenti dei giorni scorsi da parte del Pd aquilano adesso arriva questa notizia. In pratica, spiega Melilla, lo stesso Governo, che in Commissione Ambiente aveva approvato gli emendamenti di Pd e Sel, in Commissione Bilancio ha detto che non ci sono risorse. Ora il testo tornerà in Commissione Ambiente per la stesura, ma senza l'articolo 4 comma 8, L'Aquila ormai è cassata. In aula andrà un testo su cui il governo chiederà la fiducia.
In Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici erano stati presentati emendamenti corposi relativi, per esempio, allo smaltimento delle macerie e all'istituzione di un fondo dell'1% per i Comuni.
«Il Governo», denuncia il deputato di Sel,  Melilla , «ha deciso di togliere dalla legge di conversione del decreto 'Sblocca Italia', all'esame della Camera, la parte riguardante la ricostruzione dell'Aquila, inserita con emendamento approvato in Commissione Ambiente, con la motivazione che non c'è copertura finanziaria nel Bilancio 2014. Un fatto grave che testimonia una disattenzione nei confronti dei problemi della ricostruzione dell'Aquila e del lavoro difficile dei 56 comuni del cratere, a partire dal capoluogo abruzzese». 

A questo fatto Melilla aggiunge anche un altro elemento negativo: «la gravissima scelta della proposta di Legge di Stabilità del Governo Renzi che, per la prima volta dal 2009, non prevede stanziamenti per l'annualità 2015 per la Ricostruzione, a fronte di una necessità di almeno 600 milioni: ci si rende conto di come siamo arrivati a una situazione allarmante e inaccettabile per l'Abruzzo e per L'Aquila».
Critico anche il deputato del Movimento 5 Stelle, Gianluca Vacca: «gli emendamenti sono stati cassati dalla stessa maggioranza: ormai non è più un decreto Sfascia Italia ma anche Anti Abruzzo».
Per Vacca «i sospetti sulle mancate coperture per gli emendamenti potrebbero essere anche legittimi, ma questo dimostra il pressapochismo e la incapacità dei deputati Pd. La verità è che come nel caso delle trivelle e del Parco della Costa Teatina il Pd abbandona l'Abruzzo, anzi lo affonda», chiude Vacca.

Secondo il coordinatore di Forza Italia, Nazario Pagano, la questione testimonierebbe lo scarso peso politico del presidente Luciano D’Alfonso e dei parlamentari del PD nelle scelte del partito nazionale.

«Voglio ricordare che grazie al Governo Berlusconi – aggiunge Pagano – i fondi per gestire l’emergenza e la ricostruzione sono stati garantiti; oggi, invece, il PD ha bloccato la rinascita del nostro Capoluogo di regione». «Questa scelta – osserva ancora Pagano – è la testimonianza del pressapochismo mostrato dalla maggioranza di centrosinistra e del lavoro insoddisfacente svolto finora dalla governance locale composta dal Sindaco Cialente, dal Vice Presidente della Regione Giovanni Lolli e dalla Senatrice Pezzopane, che in tema di ricostruzione, evidentemente, al di là delle bugie raccontante finora ai cittadini e dalla sindrome di apparire i “primi della classe” – conclude Pagano – contano molto poco nel PD nazionale e stanno affondando L’Aquila e l’Abruzzo»

MA CASTRICONE E PEZZOPANE SMENTISCONO: «CONFERMATI 250 MILIONI»
Il deputato Pd Antonio Castricone però smentisce la ricostruzione dei colleghi Vacca e Melilla e assicura che nello Sblocca Italia sono confermati 250 milioni di euro per la ricostruzione in Abruzzo.
«Gli unici rilievi posti dalla Ragioneria dello Stato, riguardavano parte dell'emendamento relativi alla riorganizzazione normativa sulla ricostruzione dell'Aquila e dei comuni del cratere sismico, in particolare sulla rimozione delle macerie e sul personale degli uffici preposti alla ricostruzione. - spiega Castricone- Vista la complessità della materia e la necessità di mettere ordine, da un punto di vista normativo e di risorse, su una materia di primaria importanza per l'Abruzzo, dico fin da ora che ripresenteremo le nostre istanze anche nella legge di stabilità e con idonee iniziative legislative».

«Lo sappiamo tutti che L'Aquila è una battaglia politica, ma nello Sblocca Italia sono rimasti i 250 mln e gli emendamenti bocciati riguardano cose come il trasferimento dei rifiuti e quell'1% di risorse da destinare al personale che la Ragioneria non ritiene possibile destinare», conferma anche la senatrice Stefania Pezzopane.

«E' stata bocciata solo la parte finale di quell'emendamento, ed era una riproposizione, un ulteriore tentativo dopo precedenti stop - dice la Pezzopane - Forse l'opposizione poteva lavorare meglio in Commissione Bilancio, e va segnalato come la vicenda delle risorse non riguarda lo Sblocca Italia ma la Legge di Stabilità, argomento per il quale mi sono già incontrata con Renzi», chiude la senatrice Pd.(

CAPITOLO TRIVELLE: QUASI CERTE
E un altro capitolo che preoccupa dello Sblocca Italia è infatti quello che riguarda le trivellazioni petrolifere. Anche in questo caso l’Abruzzo è coinvolto in prima persona e il Pd pare spaccato. A livello regionale avanza il fronte del no mentre a livello nazionale non si registrano posizioni altrettanto nette.  «Come purtroppo avevo previsto, il Governo ha posto la questione di fiducia sul Decreto Sblocca Italia. Pur essendo tornato in Commissione tra ieri e oggi per varie modifiche, nessun parlamentare abruzzese del centro sinistra ha speso una parola per provare a reinserire una norma "blocca trivelle"», commenta oggi il parlamentare di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano.

«E' chiaro- continua Di Stefano-  che ora con la fiducia i nostri colleghi abruzzesi non saranno più chiamati a pronunciarsi sullo specifico argomento e così se ne laveranno le mani. Ma a questo punto non si azzardassero più a darci ancora lezioni di tutela dell'ambiente e di come si gestisce un territorio». «E non sarà certo con la nomina e la remunerazione di un commissario di un eventuale parco, ed ovviamente mi riferisco a De Dominicis- conclude-  che si tutelerà l'Abruzzo ed il suo patrimonio ambientale e paesaggistico». Intanto Confcommercio Pescara chiede al Pd di prendere una posizione chiara sul petrolio: «siamo pienamente d’accordo», scrive Ezio Ardizzi ai deputati del Partito Democratico, «con l’impegno a bonificare il sito di Bussi, ma non è pensabile che mentre ci si dedica a porre rimedio ad uno dei più grandi scempi del recente passato ci si prepari a compierne degli altri che potrebbero arrecare domani danni ancora maggiori all’ambiente. Si tratta di una palese contraddizione che sta creando diversi imbarazzi anche in alcuni esponenti regionali di spicco del Vostro partito che si erano spesi personalmente nella battaglia contro Ombrina e contro tutte le minacce petrolifere che avrebbero potuto danneggiare il territorio abruzzese. Auspichiamo quindi che dal confronto di venerdì e dall’Abruzzo emerga un forte richiamo al Governo Renzi ad effettuare un netto dietrofront relativamente ad un’idea di sviluppo basata sugli idrocarburi al fine di imboccare con determinazione la strada, mai attuata fino ad oggi, di un vero piano del turismo che rappresenta il vero petrolio della nostra regione e del nostro Paese».