ENERGIA E CONTESTAZIONI

Centrale idroelettrica Corfinio, Enel Power dice no

La protesta del Cospa: «osservazioni facilmente smontabili»

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Centrale idroelettrica Corfinio, Enel Power dice no




ABRUZZO. Il Cospa accende i riflettori sulla centrale idroelettrica di Corfino nota per essere diventata vecchia di 15 anni senza aver mai funzionato, costata un miliardo di vecchie. Per metterla in funzione il Consorzio di Bonifica Interno Bacino Aterno e Sagittario ha presentato un nuovo progetto, che forse sarà finanziato dall’ex Agensud, in quanto la centralina non rispetta le nuove norme sulla sicurezza e molte attrezzature sono diventate con il tempo obsolete.
Al momento la società Enel Green Power è proprietaria di una centrale idroelettrica sul fiume Aterno, denominata Molina Aterno. Il Consorzio attualmente preleva dal canale di derivazione, ricostruisce Enel, 1080 litri al secondo ad uso irriguo dal 31 maggio al 31 ottobre, «sottraendo tale portata a quella concessa ad Enel».
Il progetto presentato dal Consorzio, secondo la società, prevede un ulteriore prelievo per uso idroelettrico nel restante periodo dell’anno e l’attivazione dell’impianto idroelettrico «andrebbe a ridurre nel periodo non irriguo la portata di alimentazione e quindi la produttività dell’impianto di Molina Aterno». Dunque il parere espresso è negativo.
«E’ arrivata come un macigno», denuncia Dino Rossi del Cospa, «l’osservazione della Enel Green Power, come se non bastassero, le osservazioni fatte in passato dal Parco Velino Sirente & company. Infatti, dalle osservazioni emerge che la centrale del consorzio una volta attivata, andrà a ridurre la portata del fiume che alimenta l’altra centrale di proprietà dall’ente osservante, ovvero quella di Molina Aterno. Inoltre», aggiunge ancora Rossi, «dai documenti si nota la poca conoscenza da parte del presidente del consorzio degli atti amministrativi, che puntualmente viene smentito quando parla di riattivazione della centrale idroelettrica, che in realtà non è mai partita».
Secondo il Cospa le osservazioni della Green Power sarebbero facilmente smontabili, ma per il momento l’associazione degli allevatori aspettano di conoscere, qualora ce ne saranno, le contra deduzioni del presedente del consorzio.
E mentre le carte rimbalzano da un ufficio all’altro, i contadini sono costretti a pagare le bollette sempre più care. Sempre il Cospa si sta mobilitando per un ricorso alla commissione tributaria per scongiurare l’aumento del 140% su un territorio, «dove l’acqua è razionata a 4 ore al giorno e non è sufficiente per soddisfare le aziende che ne fanno richiesta. Nemmeno i contadini ricadenti nel comprensorio del comune dell’Aquila sono messi bene, visto che sono costretti a pagare comunque la bonifica, nonostante il consorzio abbia chiuso i rubinetti per l’inquinamento da salmonella».

OSSERVAZION I- EnEL GREEN POWER - Riattivazione Centrale Idroelettrica Esistente