TROPPI IMPEGNI

L’Aquila, slitta ancora la visita di Renzi. Pezzopane assicura: «verrà ma non per passerella»

Critiche dall’interno del partito: Della Ventura: «governo inadeguato»

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L’Aquila, slitta ancora la visita di Renzi. Pezzopane assicura: «verrà ma non per passerella»

Matteo Renzi




L’AQUILA. Slitta ancora la prima visita all'Aquila del premier, Matteo Renzi, prevista inizialmente per la metà di ottobre.
Il presidente del Consiglio non arriverà in città almeno fino a quando non saranno inseriti in finanziaria i fondi per la ricostruzione per il 2015.
In tal senso, «sarà direttamente il Pd nazionale a presentare emendamenti per assicurare le risorse per il 2015 alla ricostruzione post-sisma dell'Aquila, non sarà più solo una battaglia dei parlamentari abruzzesi».
È quanto emerso dal vertice della delegazione del Pd abruzzese con il vice segretario democrat, Lorenzo Guerini, il quale «si è detto disponibile a essere il primo firmatario degli emendamenti», come viene sottolineato in una nota di consuntivo dell'incontro del segretario comunale dell'Aquila, Stefano Albano.

Al momento si ignora, però, la questione chiave di quale possa essere la copertura delle somme, per questo nei prossimi giorni si terrà un'ulteriore riunione operativa con i vertici del partito per condurre la battaglia sul superamento del 3% del rapporto tra deficit e Pil imposto all'Italia dall'Unione europea.
I fondi sono sufficienti a coprire a malapena fino alla fine dell'anno, il 2015 è scoperto.
Ma proprio questa mattina Pezzopane ha scritto su Facebook di aver parlato con Matteo Renzi: «Mi ha confermato che verrà all'Aquila non per la solita passerella, ma per dare una svolta alle politiche per la ricostruzione». Renzi «ha anche confermato il sostegno agli emendamenti in Legge stabilità. Dopo i fondi di 250 milioni messi all'interno dello Sblocca Italia. Il presidente del Consiglio è qui in Senato per la discussione sul Consiglio Europeo - aggiunge la parlamentare abruzzese - Ne ho approfittato per sedermi dieci minuti al suo fianco e porgli le questioni più urgenti per la ricostruzione».

«Verrà quando alcuni nodi saranno sciolti. Verrà a L’Aquila e in Abruzzo con risultati concreti, evitando inutili strumentalizzazioni del dolore, per il profondo rispetto che ha della nostra terra e della nostra tragedia.  Certo non ci troveremmo in questa penosa situazione se nel 2009 fosse stata approvata la tassa di scopo proposta dal Pd e bocciata dal centrodestra».  

«Impegno concreto e piena assunzione di responsabilità» anche sul testo di legge normativo che era stato messo a punto da Giovanni Legnini, ex sottosegretario di Renzi che ha lasciato governo e Parlamento per diventare vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.
A tale proposito, ieri non si è affrontata l'altra questione nodale della sostituzione dell'esponente teatino come rappresentante abruzzese al governo, considerata attinente a quest'ultimo e non al partito.
«L'Aquila ha avuto e ha tutto il sostegno del governo regionale e della comunità abruzzese», la sottolineatura di Albano. All'incontro erano presenti il sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, che aveva più volte annunciato a giorni la visita di Renzi, e il deputato Pd abruzzese Toni Castricone, il vice presidente della Regione Giovanni Lolli, la senatrice Stefania Pezzopane, il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, l'assessore alla ricostruzione Piero Di Stefano, il capogruppo in Consiglio comunale all'Aquila, Maurizio Capri, e il capo di gabinetto del sindaco Mauro Marchetti.

«CRATERE NON È PRIORITÀ DI GOVERNO E PD NAZIONALE»
Non mancano critiche da parte di Paolo Della Ventura, della segreteria comunale e provinciale Pd L’Aquila.
Critiche, dunque, interne allo stesso partito: «questo governo è del tutto inadeguato a gestire il Paese e le emergenze dei territori che le affrontano, a partire dalla ricostruzione dell’Aquila e dei 55 comuni del cratere sismico; e questo partito nazionale, inadeguato insieme con il governo. Nello scorso dicembre, (eravamo alla prima assemblea nazionale, e stava nascendo il partito post congresso)», ricorda Della Ventura, « chiesi al neo segretario Renzi di riportare il problema fondamentale della ricostruzione al centro dell’agenda politica nazionale e sicuramente nell’agenda nazionale del partito democratico. Non è stato così, neanche dopo che il segretario è diventato Presidente del consiglio. D’altra parte ha disdegnato Genova, in questi ultimi giorni, così come da tre anni sta disdegnando L’Aquila ed i comuni colpiti dal terremoto.

La dimostrazione che L’Aquila e la ricostruzione non sono una priorità di questo governo e del Pd nazionale si riscontra banalmente nel fatto che, dopo oltre 5 anni e mezzo, misure e risorse finanziarie a favore non sono automatiche come tema da affrontare nella legge fondamentale dello Stato, quella di Stabilità, ma vanno richieste, ancora oggi, attraverso incontri a Roma, come se bisogna ricordarlo ogni sei mesi cosa è successo e spiegare ai vertici (di governo e di partito) cosa sia necessario».
«Ogni volta ci sono impegni», continua Della Ventura, «ma gli unici che contano sono impegni di spesa, a proposito di contabilità di Stato. Se fosse – e se fosse stata – una priorità, come dovrebbe essere L’Aquila ed il cratere sismico, non ci si dovrebbe accorgere ad ottobre (come puntualmente da cinque anni in qua) che non ci sono risorse in bilancio: in questo periodo dell’anno, infatti, non si può che intervenire con emendamenti alla legge di Stabilità (una volta Finanziaria), o a fine anno con i decreti Milleproroghe. Va affrontato all’inizio dell’anno il problema, una volta per tutte, e l’unica strada possibile è con una legge organica che affronti le necessità ed i fabbisogni. Ad oggi mancano le risorse e governance e relativa filiera non sono state ridefinite.
Bene ha fatto il consigliere regionale Pietrucci ad evidenziare che vigileremo, rispetto agli impegni del partito nazionale. Fino ad oggi, infatti, non si sono trasformati in altrettanti impegni di spesa dei governi che si sono avvicendati, se non in maniera frammentaria, disorganica, e su richiesta (emendativa)».