SANITA'

Asl Pescara, sindacati contro D’Amario: «ennesimo atto di prevaricazione»

Lettera a Paolucci: «intervenga la Regione»

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PESCARA. La Cisl Fp di Pescara attacca i vertici della Asl e parla di «ennesimo atto di prevaricazione delle relazioni sindacali da parte della direzione generale».
Mercoledì scorso il manager Claudio D’Amario ha presentato il piano delle ristrutturazioni delle posizioni organizzative del ruolo tecnico/sanitario. La Cisl Fp e la Fials aveva chiesto un momento di consultazione, previsto dal Contratto Collettivo Nazionale, per approfondire le ragioni di natura organizzativa che hanno portato a certe scelte. Il sindacato contesta infatti «decisioni discrezionali finalizzate a dare rilievo e riconoscimento all’interesse di qualche singolo operatore».
Ma la direzione generale ha tirato dritto per la propria strada. «Non è più tollerabile e sostenibile», contesta Davide Farina, segretario Cisl Fp, «questa continua mortificazione delle professioni sanitarie conseguenza di una strategia che tende ad instaurare un sistema di tipo “feudale” nella gestione della “cosa” pubblica volta piuttosto all’asservimento che all’esaltazione di principi come merito, competenza e professionalità quali elementi cardini di giudizio per concorrere a quegli ambiti ruoli di prestigio. E così, da questa collettiva percezione vassalla, si scatena la rincorsa alla famigerata “raccomandazione” del politico, del sindacalista, del primario o del semplice amico di turno che si presume possa trovare accoglienza ed influenza presso la Direzione Strategica della Asl di Pescara per vedere coronate le proprie legittime ambizioni professionali. E’ quello che, purtroppo, sta accadendo in questi giorni presso l’Azienda Sanitaria Locale».

«Mentre a livello nazionale», continua Farina, «con l’ultima manovra di stabilità che taglia 4 miliardi ai trasferimenti alle Regioni si raccomanda di non toccare i servizi essenziali quali sanità, welfare e trasporti ma di operare esclusivamente sugli sprechi come ad esempio il ripensamento del numero delle ASL e dei Direttori Generali, il nostro Governo Regionale, tanto sensibile su questo tema da farne un vincente cavallo di battaglia durante le elezioni regionali, sembra vivere, in questo periodo, una fase di “narcotico attendismo” che non dà indirizzi né prende posizione sulle politiche individualistiche dei Direttori Generali e che lascia, conseguentemente, spazio e discrezionalità a provvedimenti come quelli esaminati tanto deprecati ed esposti alla pubblica censura durante la campagna elettorale appena passata».
La Fials ha invece scritto una lettera al presidente della Regione e all’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci ai quali chiedono «un utilizzo razionale ed efficiente delle risorse nel proseguimento della corretta gestione di un settore di grande interesse della società come è quello della Salute che è e resterà un bene primario».
«Riteniamo che il tempo dell’attesa e delle riflessioni sia finito», commenta il segretario provinciale, Gabriele Pasqualone, «perché sia i tagli previsti dalla legge finanziaria, che la crisi economica stanno allargando il disagio sociale aumentando la richiesta di maggiore tutela. Ritardare ancora di intervenire, di aprire un vero tavolo di confronto non solo per conoscere l’esistente ma per iniziare a cambiare a dare i primi segnali non farebbe che accrescere la delusione ed il disagio per quanti avevano risposto, nel rapido cambiamento, tanta speranza. Eravamo e siamo tutt’ora convinti che questa battaglia sulle regole e sul rispetto non potrà essere persa».