RICOSTRUZIONE

Sisma L'Aquila: solo 3 parlamentari su 21 all’ incontro con i sindaci del cratere

Allarme su rischio blocco ricostruzione per mancanza di fondi

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L'AQUILA. Sono stati tre su 21 i parlamentari abruzzesi che hanno risposto all'appello dei sindaci dei 56 Comuni del cratere sismico che hanno lanciato l'allarme del rischio di blocco della ricostruzione, per mancanza di risorse finanziarie.
Nella sede dell'ufficio speciale per la ricostruzione dei Comuni del cratere sono intervenuti la senatrice del Pd, Stefania Pezzopane, il deputato di Sel, Gianni Melilla, e il deputato del Pd, Antonio Castricone; Vittoria D'Incecco, anche lei deputata del Pd, ha delegato invece il vicesindaco di Manoppello.
A convocare i parlamentari era stato il coordinatore dei Comuni del cratere, Emilio Nusca.
«L'invito è stato fatto a tutti e 21 gli onorevoli eletti in Abruzzo - ha spiegato - peccato non siano venuti. L'importante comunque è che siano ben presenti e attivi in Parlamento e portino avanti la causa della ricostruzione post-sismica».
Nel dibattito con gli amministratori è emersa la necessità di prevedere risorse nella legge di stabilità.
«Con 250 milioni del Cipe per L'Aquila e il cratere copriamo il 2014, il buco nero è il 2015, ma fino ai primi di dicembre dobbiamo riuscire a inserire fondi nella legge di stabilità - ha detto la Pezzopane - Ora abbiamo un problema in più, il vuoto lasciato da un abruzzese come Giovanni Legnini nella postazione decisiva di sottosegretario all'Economia. A Roma, infatti, nessuno ci regala nulla, la coperta è molto stretta e noi ci stiamo facendo molti nemici, perché passiamo per quelli che si lamentano sempre perché siamo quelli che chiediamo sempre soldi, togliendoli ad altre poste di bilancio».
Castricone ha sottolineato che «il premier Renzi è estremamente attento alla ricostruzione aquilana e non è necessario che arrivi domani mattina, la sua agenda è molto complicata. Daremo battaglia a chi pensa che per la ricostruzione del 'cratere' sismico non sia una priorità, e ci possa prendere tutta la calma, diluendola nei prossimi decenni».
Per Melilla, «bisogna destinare risorse sufficienti per velocizzare la ricostruzione, ma da Roma le notizie non sono buone. Dovremo dare battaglia in sede di approvazione di legge stabilità. E c'è bisogno di massima trasparenza, in quanto, in modo evidente, lo spirito pubblico, l'atteggiarsi dei cittadini nei confronti della ricostruzione dell'Aquila rischia di diventare negativo, davanti a tanti casi di corruzione e sprechi di denaro. Ed è per questo che ho proposto l'istituzione di una commissione d'inchiesta».
Il punto della situazione è stato fatto dal direttore dell'ufficio speciale, Paolo Esposito: in base al ritmo con cui si completano le pratiche e l'approvazione dei progetti, ogni mese per aprire cantieri potrebbero essere impiegati non meno di 42 milioni di euro, ovvero sarebbero necessari oltre 500 milioni di euro l'anno.
Tutto questo per completare nel 2024 la ricostruzione di tutti e i 56 Comuni del cratere, eccetto L'Aquila che fa storia a sé, ricostruzione stimata in 3,5 miliardi di euro per gli edifici privati e 800 milioni per gli edifici pubblici. Ma il tiraggio di risorse che garantisce il governo centrale è stato finora insufficiente rispetto a tale cronoprogramma: circa 500 milioni sono stati spesi, ma complessivamente dal 2009. E a novembre nessun cantiere potrà aprire se non saranno stanziate altre risorse.

LA PROTESTA A ROMA
Intanto è polemica per la possibile rinuncia da parte del Pd aquilano a partecipare alla manifestazione di protesta a Roma.
«Se non parteciperanno sarà una condanna a morte della città voluta da Renzi», dice Guido Quintino Liris, vicepresidente regionale di Forza Italia e capogruppo azzurro al Consiglio comunale dell'Aquila.
Dunque - dice - «avanti con la protesta. Se il Pd non ha il coraggio, lasci difendere ad altri le sorti dell'Aquila e del Cratere. Non e' possibile annunciare la propria volontà di difendere il territorio anche a costo di sfidare la compagine governativa nazionale guidata dal Pd, e poi essere immediatamente ricondotti a più miti consigli mediante una ridicola e carbonara riunione di partito a Roma. La verità - sottolinea Liris - fa male: non si ha il coraggio di protestare solo per meri e squallidi interessi personali, perchè a Roma c'è Renzi, perchè il Pd richiama all'ordine, perchè gli interessi di partito sono più importanti delle grida d'aiuto che si alzano dalla popolazione aquilana, dalle imprese, dalle associazioni di categoria. Le bugie di Renzi sono sotto gli occhi di tutti. Ricordo come per chiedere lo stanziamento di fondi per la ricostruzione, questa città e questo territorio sono scesi in piazza per contestare i governi Berlusconi e Letta, 'rei' di aver distribuito sul territorio aquilano rispettivamente soltanto 11,3 miliardi e 1,8 miliardi; come si fa a tacere nei confronti di Barca, di Monti ed ora di Renzi che hanno stanziato zero euro per la ricostruzione? Come si giustificheranno i rappresentanti Pd nei confronti del duro giudizio della storia? I sindaci del Cratere, in primis quello dell'Aquila - commenta infine Liris - devono guidare la mobilitazione a Roma, una mobilitazione istituzionale, ma tanto determinata quanto efficace nella capacità di rappresentare la rabbia di un popolo: rinunciare a combattere in questo momento significherebbe scegliere l'agonia e poi la morte del nostro territorio».