IL FATTO

Abruzzo. Ossessionati dal "politico": piazzarono ordigno per Bonanni, 3 arresti

Tra talebani e Isis, ecco chi sono i fanatici catturati a Francavilla al mare

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Raffaele Bonanni

Raffaele Bonanni

CHIETI. Tre persone sono state arrestate dalla polizia della Questura di Chieti per una telefonata anonima fatta lo scorso 21 marzo ai carabinieri nella quale si annunciava l'imminente esplosione di una bomba nell'abitazione estiva di Francavilla al Mare di Raffaele Bonanni, ex segretario nazionale della Cisl, abruzzese di origine.
L'ordigno, avevano poi accertato le forze dell'ordine, non sarebbe mai esploso perchè rudimentale.
In manette sono finiti Davide Nunziato, 32 anni, di Francavilla al Mare, la ex moglie Valeria Di Stefano e Donato Colasante, un giovane di Guardiagrele. Per Nunziato, ritenuto l'autore della telefonata, è stata disposta la custodia cautelare in carcere, per la donna i domiciliari. Colasante, invece, è già detenuto da una decina di giorni per un presunto caso di estorsione nei confronti della madre. L'abitazione di Nunziato si trova accanto alla casa di Bonanni, particolare che rendeva assai facile seguire gli arrivi, gli spostamenti e le partenze dell'ex numero uno della Cisl.

Nei confronti di Nunziato e Colasante le accuse sono quelle di minaccia aggravata da finalità di eversione dell'ordine democratico, mentre la donna è accusata di falso, cessione di stupefacenti, e violazione della normativa in materia di armi.

«ATTENZIONE OSSESSIVA NEI CONFRONTI DI BONANNI»
Le intercettazioni telefoniche ambientali hanno svelato, riferisce la Squadra Mobile di Chieti che ha eseguito l' ordinanza di custodia cautelare «l'attenzione ossessiva di Davide Nunziato e della ex moglie  nei confronti di Bonanni, del quale veniva attentamente studiata la presenza a Francavilla al Mare monitorando i movimenti della scorta a seguito del sindacalista».
Grazie alle microspie installate nell'auto di Nunziato è stato scoperto anche che lui e Donato Colasante, il terzo arrestato, in almeno un'occasione avevano 'pattugliato' le strade di Francavilla al Mare alla ricerca di persone di colore alle quali sparare con una pistola soft-air in modo indiscriminato per solo odio razziale.
Inoltre gli inquirenti hanno monitorato l'attività sui social network, e in particolare su Facebook dove Nunziato ha in uso un profilo con il nome di Viktor Al Zarqawi. L'indagine ha permesso di scoprire anche altri reati commessi da Colasante che è stato arrestato anche per aver estorto denaro ai propri familiari e per aver indotto alla prostituzione una ragazza minorenne, evento sventato dall'intervento tempestivo della polizia. 

A Colasante proprio per questi fatti si trovava già in carcere dove gli  è stato notificato il provvedimento; Nunziato è stato invece condotto in carcere e la ex moglie, che ha una figlia in tenera età, è stata posta agli arresti domiciliari.

L’ORDIGNO PER BONANNI

Era un contenitore di plastica tenuto insieme con nastro adesivo isolante con bulloni e fili elettrici con nessuna carica esplosiva dentro l'ordigno posizionato sotto la casa di Francavilla al Mare (Chieti) di Raffaele Bonanni. L'indagine è partita nella primavera scorsa quando nella notte tra il 20 e il 21 marzo una telefonata anonima al 112 avvisava che nella località costiera, davanti all'abitazione di Bonanni era stata posizionata una bomba. L'immediato intervento degli artificieri dei carabinieri aveva permesso di neutralizzare il pacco sospetto, all'apparenza un ordigno rudimentale composto da un contenitore in plastica tenuto insieme con del nastro isolante a un involucro pieno di bulloni dal quale fuoriusciva filo elettrico, poi risultato privo di carica esplosiva. 

LA TELEFONATA

«A Francavilla al Mare, dove abita Bonanni 'il politico', c'è un involucro strano, sembra un ordigno, una bomba. Se potete mandare qualcuno...». Questo uno dei passi della telefonata al 112 che partì da una cabina telefonica a Francavilla al Mare, nella notte tra il 20 e 21 marzo scorso. A telefonare il sedicente Carmine Di Pietro, poi identificato in Nunziato. «C'è un ordigno, non lo so, una cosa strana vicino al cancello», disse ancora l'uomo ai carabinieri, come si legge nell'ordinanza di custodia cautelare. «Sì il cancelletto lì, grigio, un cancellettino, c'è questa busta. Io non tocco perché ho paura». La telefonata anonima, fatta ascoltare a un militare profondo conoscitore del territorio, ha permesso di identificare Nunziato come colui che, sotto falso nome, aveva avvisato dell'esistenza di una bomba. Si tratta di vecchia conoscenza della squadra mobile di Chieti che nel gennaio del 2013 in un'operazione congiunta con i carabinieri, lo aveva arrestato perché trovato in possesso di alcune pistole e di una mitraglietta Skorpion

NEI PC LE FOTO DELLE DECAPITAZIONI DELL’ISIS

 Il 32enne era molto legato a Donato Colasante. Entrambi condividevano la passione per le armi in generale e una sorte di insoddisfazione nei confronti della societa' e del potere in generale. A luglio in casa di Nunziato la polizia aveva rinvenuto due pistole e un fucile e nel pc di Colasante le istruzioni per costruire ordigni artigianali anche con il Nepal.  Non solo: c'erano anche diverse immagini relative alle decapitazioni dell'Isis. Fondamentali, poi, sono risultate le intercettazioni ambientali e telefoniche ma anche cio' che il telefonista anonimo scriveva su Facebook. Bonanni lo chiamavano 'il politico' e nei suoi confronti i tre arrestati avevano un' attenzione ossessiva. La donna, 30enne pescarese, separata dal marito, madre di una figlia piccola, e' accusata di falso e concorso in detenzione illegale di armi ed anche di aver ceduto del metadone all'uomo. Era lei, secondo quanto accertato dalla polizia, a fornire le armi all'ex marito potendole acquistare perche' in possesso di un'autorizazione per il tiro al volo. Oltre agli agenti della squadra mobile le indagini sono state portate avanti dal personale della quarta sezione contro gli stupefacenti e il crimine diffuso coordinata dall'ispettore capo Licio D'Antuono.

L'indagine è coordinata dalla Procura distrettuale dell' Aquila, procuratore Fausto Cardella, e sostituto Antonietta Picardi. Il Gip che ha firmato il provvedimento è Giuseppe Romano Gargarella.