LA DENUNCIA

Donazione organi, la scelta finisce sulla carta d’identità. Riccardo (Pd): «a Chieti non si può»

«In città l’acquisizione dei diritti civili è tortuosa»

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Donazione organi, la scelta finisce sulla carta d’identità. Riccardo (Pd): «a Chieti non si può»





CHIETI. Dal marzo 2012 esiste la possibilità di recarsi presso il proprio Comune di residenza ed esprimere la volontà di donare organi e tessuti sulla carta d’identità.
L'iniziativa è sostenuta da una campagna del Ministero della Salute, che ha per slogan «Per salvare una vita non servono superpoteri, basta una firma». Infatti è sufficiente compilare un modulo, affinché la scelta del cittadino sia registrata in tempo reale nel Sistema Informativo Trapianti; un database a disposizione di tutti i Centri Regionali Trapianti, in modalità sicura e 24 ore su 24.
I benefici sono già tangibili: dove il sistema è partito si registra il 30% di indicazioni espresse, il 90% delle quali corrisponde a un sì. Inoltre i tempi di attesa risultano drasticamente ridotti. A un maggior numero di donatori si accompagna quindi la possibilità di agire in modo incisivo e tempestivo, rispetto a patologie debilitanti non solo per i pazienti ma anche per le loro famiglie.
A prescindere dall'approccio che ogni cittadino ha rispetto alla donazione degli organi, si tratta di poter scegliere in maniera autonoma, discreta, consapevole e gratuita; evitando di doverlo fare in momenti inevitabilmente drammatici.

Solo 24 Comuni in tutta Italia (tra cui L'Aquila) hanno finora aderito. Chieti non è inclusa nell'elenco e Giampiero Riccardo (Pd) protesta: «non è mia intenzione utilizzare questo tema per farne una polemica politica, e quindi, non mi sento d’imputare questo ritardo ad una diretta responsabilità dell’amministrazione Di Primio. Ma se il sindaco afferma di voler rispettare la legge nel non ritenere valide le trascrizioni dei matrimoni gay contratti all'estero, dovrebbe quanto meno avere lo stesso metro di giudizio e quindi attuare anche questa di legge, mettendo a disposizione l'apposita modulistica e promuovendo in maniera opportuna questo diritto in tempi certi. Certamente il Partito Democratico farà la sua parte».

«Il percorso per la piena acquisizione dei diritti civili, qui a Chieti è più tortuoso che altrove», sostiene Riccardo; «ma non bisogna demordere. Permettere ai cittadini di scegliere liberamente, evitando di doverlo fare in momenti inevitabilmente drammatici; rappresenti un atto di umanità, necessario anche a riabilitare in parte l'immagine di Chieti, dopo tutti gli scandali che l'hanno recentemente danneggiata».