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Teramo Lavoro, chiesto concordato preventivo per tutelare i lavoratori

La richiesta avanzata dal liquidatore Gabriele Recchiuti

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Teramo Lavoro, chiesto concordato preventivo per tutelare i lavoratori



TERAMO. La Teramo Lavoro chiede il concordato preventivo: «solo così sarà possibile assicurare ai lavoratori un equo pagamento degli stipendi ancora dovuti», spiega il liquidatore Gabriele Recchiuti che martedì ha depositato presso il tribunale di Teramo, ufficio fallimentare, il ricorso con la richiesta di essere ammessa alla procedura con riserva.
Nel testo del ricorso viene descritta la situazione che ha indotto la società e il socio unico a compiere questo passo.
«Dal 2013 la Provincia di Teramo ha cessato l’affidamento dei servizi alla Teramo Lavoro», ricostruisce il liquidatore per far capire come si è arrivati alla crisi attuale.
«Inoltre la Provincia, e nello specifico il settore B8, mutando radicalmente il comportamento tenuto fino ad allora in materia di rimborsi di spese su progetti del Fondo sociale Europeo, ha bloccato i pagamenti per i servizi già ricevuti, nel convincimento che nessun pagamento potesse essere più eseguito senza applicare l’Iva».
Questa circostanza ha comportato l’impossibilità di eseguire il pagamento dei debiti già maturati nei confronti dei lavoratori, dell’erario, degli enti previdenziali e dei fornitori.
«La debenza dell’Iva sui rimborsi delle spese autorizzate, documentate e sostenute nell’ambito del progetto di Fse affidato alla società», continua il liquidatore, «è esclusa non soltanto nella prassi ministeriale ma anche nella prassi e nei vademecum elaborati dalle regioni italiane in relazione al trattamento di tali operazioni. Tant’è che l’applicazione dell’iva su tali rimborsi di spese non era stata prevista neppure nell’originario progetto approvato dalla Regione ed affidato per l’esecuzione alla Provincia di Teramo, con la conseguenza che, non essendo stata considerata in tale sede la rivalsa dell’iva sui rimborsi delle spese, alla Teramo Lavoro sarebbe stata così affidata un’esecuzione evidentemente sottocosto di un progetto pubblico».
Addirittura, ricorda Recchiuti, «la stessa Agenzia delle Entrate, unica amministrazione dello Stato competente in materia, a distanza di ben oltre un anno dall’avvio degli accertamenti svolti sulla Teramo Lavoro sulla specifica questione, a tutt’oggi non ha contestato alcuna irregolarità».



 

TERAMO LAVORO. CONCORDATO PREVENTIVO