L'UDIENZA

Grandi Rischi, l’Avvocatura dello Stato chiede assoluzione: «nessuno disse ‘state tranquilli’»

«La causa delle morti è stata una causa fatale, terremoto non prevedibile»

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Grandi Rischi, l’Avvocatura dello Stato chiede assoluzione: «nessuno disse ‘state tranquilli’»



L'AQUILA. L'Avvocatura dello Stato ha chiesto l'assoluzione o «perché il fatto non sussiste» o «perché il fatto non costituisce reato» per i 7 componenti della Commissione Grandi Rischi, condannati in primo grado a 6 anni con l'accusa di aver fornito false rassicurazioni alla popolazione cinque giorni prima del sisma del 2009.
Per i sette imputati, tutti scienziati ed ex vertici della Protezione Civile, il procuratore generale Romolo Como ha chiesto la conferma della pena di primo grado.
A rappresentare l'Avvocatura dello Stato Carlo Sica e Massimo Giannuzzi. «Nessuno ha detto: state tranquilli perché non ci sarà un terremoto – ha spiegato l'avvocato Sica -. E se anche fosse stato detto, manca il passo successivo, ossia non c'è stata la comunicazione alla popolazione».
Sica, nel corso dell'udienza ha ricalcato alcuni argomenti di cui aveva parlato due anni fa nell'arringa al processo di primo grado. «Il dolore non può essere dimenticato ma non sono d'accordo con la causa di quel dolore - ha detto - La causa di quelle morti è una causa fatale, il terremoto non è prevedibile».
Sica ha poi sottolineato l'impegno dello Stato nella ricostruzione post-sisma del capoluogo abruzzese.
«Lo Stato si sta impegnando per la ricostruzione dell'Aquila, nei prossimi sei anni arriveranno molti fondi in questa città». «C'è stato un corto circuito mediatico con le dichiarazioni di De Bernardinis prima della riunione inserite in un articolo sul post-riunione», ha detto invece l'avvocato dello Stato Massimo Giannuzzi.
«Non esiste un nesso causale tra l'esito della riunione e il comportamento delle persone perché la riunione e i suoi contenuti erano privati, non pubblici».