STORIE ANTICHE

Sorgi e l’oro di Ortona: lavori, consulenze, doppi incarichi e rimborsi d’oro

Un dirigente voluto a tutti i costi dalle giunte di centrodestra (anche contro la legge)

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ORTONA




ABRUZZO. Emergono carte e circostanze dal passato e specialmente da Ortona. Carte che raccontano la storia professionale del super dirigente Antonio Sorgi finito agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Re Sole” su una presunta turbativa d’asta al Comune di Francavilla.

Dopo l’arresto è parso chiaro a molti che il potere accentrato nelle mani di un solo dirigente fosse davvero enorme e anche per certi versi incontrollato. E dal passato emergono indizi (alcuni ininfluenti ai fini dell’inchiesta penale, meno per la comprensione generale dei fatti) che forse potevano avitare un epilogo spiacevole per tutti se solo qualcuno si fosse preso la briga di controllare.

UNA STORIA ORTONESE 

L’architetto Sorgi viene chiamato ad Ortona dall’allora giunta del sindaco Gianfrancesco Puletti (centrodestra) e dal vice Nicola Fratino a cavallo del nuovo millennio, quando inizia a maturare il progetto del Centro Oli (era l’11 settembre 2001). Mentre le Torri gemelle crollavano a New York, in Abruzzo cominciava ufficialmente la derifa petrolifera.
Il progetto dell’Eni è per ora congelato ma all’epoca si spianò la strada alle trivellazioni tra mille polemiche: una tra tutte alcune presunte irregolarità urbanistiche. Vennero aperte almeno un paio di inchieste in seguito ad alcuni esposti giunti alla procura di Chieti poi finite nel nulla.
«Dalla documentazione risalente al periodo 2002-2004 emergono una serie di passaggi piuttosto singolari circa i ruoli assunti presso il Comune di Ortona dall'architetto Antonio Sorgi», si legge nell’esposto del Wwf firmato da Francesco Di Tizio e Augusto De Sanctis, poi finito agli atti dell’inchiesta “Re Sole”: «appena nominato dirigente del settore Urbanistica gli viene assegnato l'incarico per la redazione del Piano Regolatore. Subito dopo la giunta assegna all'architetto Giampiero Piccorossi una consulenza per l'assistenza al Piano (architetto che risulterà poi esaminare le osservazioni dopo il 2008, quando Sorgi rinuncerà – senza alcuna nota scritta – all'incarico). Sorgi si pone quasi subito in aspettativa presso il Comune per assumere il ruolo di Dirigente presso la Regione Abruzzo».
Ma di fatto la giunta ortonese non vuole lasciarlo andar via e così gli viene affidato un nuovo incarico gratuito mentre è in aspettativa.

ASPETTATIVA CON INCARICO “GRATUITO”
Gratis non proprio visto che i rimborsi spesa sono “importanti” e in un mese arrivano a costituire un signor stipendio: a febbraio 2002 il dirigente “gratuito” Sorgi costa 1985 euro, poi 909 euro, poi ancora 2106 euro, 2020 euro per il mese di gennaio 2003…
Chi non ci vede chiaro all’epoca è il senatore Pd, Tommaso Coletti, che scrive alla prefettura, che scrive al ministero, che scrive al Comune di Orton:a parole di fuoco e sanziona l’incarico durante l’aspettativa.
Dunque Sorgi deve astenersi perché l’incarico è giudicato irregolare. Fine dei giochi luglio 2003: Sorgi non è più dirigente (in aspettativa) dell’ufficio tecnico.
Reciso il rapporto con il territorio ortonese?

INCARICO PER IL PRG
«A quel punto Sorgi», ricorda l’esposto del Wwf agli atti dell’inchiesta Re Sole, «opta per la Regione ma contestualmente il Comune di Ortona gli assegna un altro incarico esterno (con 15.000 euro di parcella + un importo fisso per l'esame di ciascuna osservazione) per proseguire l'iter del Piano regolatore».
Sul piano regolatore la storia è stata particolarmente travagliata ed è finita male per il Comune di Ortona con una sonora bocciatura al Tar. Totale costo dello studio-carta straccia: 350 mila euro nonostante tutto Sorgi ha continuato a difendere a spada tratta il suo lavoro. Anche alla luce di alcuni passaggi tecnici discutibili e controversi dell’allora responsabile dell’ufficio comunale, Antonio Giordano, lo stesso che è finito agli arresti domiciliari nell’ultima inchiesta.

LA POSTILLI RICCIO
Sulla Postilli-Riccio per 10 anni gli ortonesi si sono lambiccati il cervello per capire per quale ragione l’amministrazione comunale volesse costruire una “autostrada” a ridosso del mare in mezzo a sabbia e dune, qualche orto e tra le serre, dove non se ne sentiva la necessità. Di sicuro quel progetto scriteriato, costosissimo e incompiuto ha arricchito la combriccola di Sorgi. Almeno una ragione oggi è stata trovata… 10 anni dopo.
Nel 2004 il Comune di Ortona con Determinazione 561 del 5/11/2004 assegna alla società “LT Progetto srl” il cui proprietario all’epoca è lo stesso Antonio Sorgi (amministratrice la moglie Lorella Crescentini) un incarico di “assistenza al RUP”, peraltro senza precisare esattamente l'importo, per la realizzazione della strada Postilli – Riccio.
Ma che Sorgi tenesse a quell’opera in maniera particolare lo dimostra anche il fatto che da pubblico ufficiale ha firmato alcuni passaggi fondamentali: nel 2005 il parere paesaggistico favorevole all'intervento (parere prot.14041/05 del 25/10/2005).
Nel 2006 il Comune di Ortona paga alla società di Sorgi una somma di euro 75.000 per la consulenza svolta sul progetto (determina 671 del 16/10/2006).
L’ultimo atto noto al riguardo arriva nel 2011 quando Antonio Sorgi firma, assieme ad un altro funzionario della Regione, il geometra Stornelli, un rinnovo dell'autorizzazione paesaggistica per la strada Postilli – Riccio rilasciata nel 2005.
«E' interessante notare che», spiega il Wwf, «in maniera del tutto irrituale, tale rinnovo è inserito in un'altra procedura, quella relativa all'approvazione del Piano demaniale marittimo del Comune di Ortona (parere prot.3981/BN69059 del 03/05/2011)», un parere che forse non doveva essere così “pubblicizzato” ma che di fatto potrebbe costare a Sorgi nuove incriminazioni non ancora prescritte.
E’ tuttavia curioso che al Comune di Ortona abbiano chiamato proprio la ditta di Sorgi e che nessuno nel corso degli anni si sia domandato di chi fosse quella impresa che di volta in volta ricompariva da sola o insieme ad altre. Il più delle volte la ditta veniva «contattata per le vie brevi» ed oggi sappiamo quanto fossero brevi quelle vie.
Qualche altra volta comparivano proposte sempre di quella ditta sui tavoli giusti dell’ufficio tecnico che Sorgi conosceva molto bene per averlo diretto.

IL PARCHEGGIO EX CILENTI
Certe volte è un attimo. Così il Comune prevede nel 2004 -in uno dei primi curvoni che scendono alla marina- un mega parcheggio interrato (perché quello dello sfortunatissimo Ciavocco non bastava…) e «entro il termine» arriva puntuale la proposta delle società oggi molto note finite nell’inchiesta: Di Ferdinando, LT Progetto e Sincretica srl, ovvero il “Consorzio Progetti&Finanza” della combriccola di Sorgi.
Di altre proposte non vi è menzione nei documenti del Comune che naturalmente affida l’incarico e la progettazione per un costo iniziale di 1,3 mln di euro che doveva essere a totale carico dei privati.
La procedura si interrompe anche perché poi in Comune arriva il commissario prefettizio dopo la caduta del sindaco Fratino, grande amico di Sorgi, ma il consorzio di imprese non si arrende e batte cassa, chiedendo i soldi per il lavoro svolto (la progettazione dell’opera non realizzata).
A marzo 2013 in Comune arriva la diffida dell’avvocato del Consorzio, Guglielmo Marconi (che oggi difende Sorgi), per chiedere la somma di 517mila euro. Il contenzioso è ancora in corso e magari il Comune rischia anche si perdere.
Eppure il meglio delle commesse il Sorgi-imprenditore le ha incassate con i lavori in somma urgenza al porto e con i lavori al cimitero di Ortona che è stato –di fatto- il prologo della vicenda francavillese che è costata l’arresto per presunta turbativa d’asta.
(continua…)

Alessandro Biancardi

*** SECONDA PARTE: IL GRANDE INCIUCIO DEI LAVORI AL PORTO