BALCONE CON SVISTA

Crollo balcone L’Aquila: rischiano avviso di garanzia 40 persone

Dalla protezione Civile al Comune, ecco dove sono puntati gli occhi degli inquirenti

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Crollo balcone L’Aquila: rischiano avviso di garanzia 40 persone




L'AQUILA. Il Corpo Forestale dello Stato ha consegnato alla Procura della Repubblica dell'Aquila il rapporto di polizia giudiziaria sulla maxi operazione degli 800 sigilli ad altrettanti balconi in legno di 494 alloggi antisismici dislocati in 5 delle 19 new town del progetto Case.
Il documento riguarda la prima parte delle indagini scattate in seguito al crollo per «difetti di costruzione e utilizzo di materiale scadente» di un balcone in legno a Cese di Preturo.
Nel rapporto è contenuta anche una lunga lista di potenziali indagati: secondo quanto si è appreso, sarebbero almeno 40 (ben oltre le 15 di cui si parlava nei giorni scorsi) le persone nel mirino, visto che è coinvolta l'intera filiera di enti che hanno avuto competenza nella realizzazione di quelle cinque cittadelle del progetto Case, il mega insediamento costruito subito dopo il sisma del 2009, costato 1 miliardo di euro, costituito da circa 4.500 appartamenti che hanno dato un tetto a oltre 16mila aquilani rimasti senza casa. 

Sotto accusa potrebbero finire funzionari della Protezione civile, stazione appaltante del progetto Case, del Comune dell'Aquila, proprietario delle palazzine, della Manutencoop, società incaricata della manutenzione, e i rappresentanti delle ditte che hanno realizzato le cinque new town e di quella fornitrice del legno: le aziende del raggruppamento temporaneo d'impresa (Rti) costituito dalle napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, oggi tutte e tre fallite, che hanno realizzato le palazzine nei cinque siti dove ci sono stati crolli, e la piacentina Safwood, indagata dalla Guardia di finanza di Piacenza con una presunta fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che, secondo le Fiamme Gialle emiliana sarebbe "fasulla".
Ieri mattina, in un summit seguito alla consegna della relazione, il procuratore della repubblica, Fausto Cardella, il sostituto Roberta D'Avolio, il comandante provinciale del Cfs, Nevio Savini, e il rappresentante della sezione di polizia giudiziaria della procura, Alberto Maurizi, hanno approfondito la questione per stabilire la tempistica degli avvisi di garanzia. 

Per ora il fascicolo, con le ipotesi di reato a vario titolo di crollo colposo, frode nelle pubbliche forniture e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, è ancora contro ignoti. Nelle prossime ore con le iscrizioni sul registro degli indagati l'inchiesta diventerà contro noti. I provvedimenti saranno notificati perché il pm D'Avolio ha già manifestato l'intenzione di fissare l'incidente probatorio.
L'inchiesta finora ha portato il giudice per le indagini preliminari del tribunale dell'Aquila Giuseppe Romano Gargarella a emettere un provvedimento di sequestro di 800 balconi in legno «per la sicurezza dei cittadini e per conservare la prova» in cinque delle 19 New Town costruite al costo di un miliardo di euro dopo il terremoto per dare un tetto a oltre 16 mila aquilani sistemati in circa 4.500 alloggi.
Nei giorni scorsi il sindaco ha firmato anche una ordinanza di sgombero dell'edificio 19 del progetto Case di Cese di Preturo - realizzato come altri dopo il sisma del 2009 - dove si è verificato nelle scorse settimane il crollo di un balcone in legno il cui materiale è stato fornito da una ditta Piacentina al centro di un'inchiesta della Procura emiliana per il suo fallimento.

PEZZOPANE: «SERVE PIENA CHIAREZZA»

«La magistratura faccia piena luce sulle responsabilità dei crolli e delle costruzioni scadenti del progetto CASE. I difetti di costruzione non sono certo colpe imputabili al Comune dell’Aquila. Credo sia doveroso rintracciare a monte la filiera delle responsabilità», commenta la senatrice Stefania Pezzopane, che come affermato nei giorni scorsi ha presentato un’interrogazione al governo.

«Non giochiamo a nascondino- prosegue- È preoccupante l’atteggiamento della Protezione Civile, che i si è lavata le mani delle gravi carenze strutturali che sono emerse nella costruzione delle CASE. Un atteggiamento pilatesco, davvero irresponsabile. Credo invece che si debba promuovere un confronto positivo con la Protezione Civile e il governo per affrontare nella sua complessità la questione.  La Protezione Civile è stata la stazione appaltante del progetto CASE e MAP e dovrà chiarire il modus agendi, collaborando per far emergere le responsabilità. Responsabilità gravissime, dal momento che si è acclarato che oltre ai materiali scadenti ci sono difetti di costruzione ingenti, tali da costringere la magistratura a disporre il sequestro di 800 balconi in 500 appartamenti e il sindaco ad evacuare un’intera piastra. Più di 20 famiglie  sono state nuovamente costrette ad un nuovo trasloco, perché l’abitazione che avrebbe dovuta essere antisismica, in realtà rischiava di cadere a pezzi, come è successo per i balconi».