VERGOGNE INFINITE

Sisma L'Aquila: dopo crollo balcone c'è sgombero palazzina

Cialente: «sono mortificato come italiano»

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Sisma L'Aquila: dopo crollo balcone c'è sgombero palazzina



 


L'AQUILA. Emessa l'ordinanza del sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per lo sgombero dell'edificio 19 del progetto Case di Cese di Preturo - realizzato come altri dopo il sisma del 2009 - dove si è verificato nelle scorse settimane il crollo di un balcone in legno il cui materiale è stato fornito da una ditta Piacentina al centro di un'inchiesta della Procura emiliana per il suo fallimento.
Lo sgombero, stabilisce l'ordinanza (che non è presente fino a questo momento sull’albo on line), è «per motivi di pubblica incolumità». Gli inquilini dovranno lasciare gli alloggi in 10 giorni e saranno sistemati in appartamenti vuoti del progetto Case, il mega insediamento prefabbricato antisismico, costituito da circa 4.500 case dopo il terremoto del 6 aprile 2009. 


La piastra Ces 19 era stata già oggetto dei sigilli a tutti i balconi; analogo sequestro era avvenuto per i balconi di tutti i prefabbricati antisismici costruiti nel post terremoto dell'Aquila a Collebrincioni, Coppito, Sassa e Arischia.
Il tutto su disposizione del Gip del tribunale dell'Aquila nell'ambito dell'inchiesta successiva della Procura della Repubblica. Tra le motivazioni dell'ordinanza, anche la relazione tecnica del Corpo forestale dello Stato dopo gli accertamenti svolti durante i sequestri in cui si parla di «situazioni di grave criticità del sistema strutturale dell'edificio».

L'inchiesta della Procura, contro ignoti, va avanti. La Forestale ha apposto sigilli a 800 balconi di 494 abitazioni situate in 5 delle 19 new town del Progetto Case, ha consegnato alla Procura verbali sulla situazione di altri balconi pericolanti e anche di solai a Cese di Preturo.
Gli approfondimenti dei pm saranno indirizzati non solo al balcone crollato il 2 settembre scorso, ma anche ad altri balconi sensibilmente pericolanti e a solai particolarmente rovinati. Anche a Collebrincioni potrebbero essere evacuate famiglie per questioni di sicurezza.
Il sindaco su Facebook, nell'annunciare il provvedimento, si è detto addolorato come primo cittadino «perché capisco il dramma di queste famiglie, costrette a traslochi e spostamenti, con enormi e ingiusti disagi. Di loro comprendo e condivido la frustrazione, la rabbia, il senso di impotenza. So di tutelare così la loro salute fisica, ma non certo il loro stato d'animo e serenità».
«Sono mortificato come italiano», va avanti il sindaco. «Queste Case, come peraltro i Map, presentati al mondo come il grande miracolo, ancora una volta mostrano i pesanti limiti, le tare, i vizi, le miserie di questo Paese. Le stesse miserie e vergogne dell'Expo di Milano, o del Mose, dove sotto gli occhi del mondo si è ripetuto il rito degli approfittatori, degli avvoltoi e sciacalli che trasformano in occasione di ruberie ed imbrogli anche gli appuntamenti decisivi dell'Italia. Comincio a chiedermi seriamente se l'Italia potrà farcela, e mi chiedo se non serva ancora più coraggio nelle scelte politiche. Ormai spero solo nei giovani, ma quelli veri, non quelli che sotto l'ombrello di una data anagrafica ....recente, ragionano con le vecchie categorie».

L'AQUILA. BALCONI CROLLATI. Ordinanza sgombero n. 99-1 (1)