LA PROTESTA

Gasdotto Snam: «ad un passo dall’autorizzazione definitiva»

La preoccupazione dei cittadini: «la politica intervenga»

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Gasdotto Snam: «ad un passo dall’autorizzazione definitiva»




SULMONA. «Non ci facciamo illusioni e non vogliamo che se ne facciano i nostri concittadini : con la Conferenza di Servizi di ieri la Snam è ormai vicinissima ad ottenere l'autorizzazione per la costruzione della centrale di compressione a Case Pente».
Ne sono certi i Comitati cittadini per l'ambiente di Sulmona secondo i quali quanto successo nei giorni scorsi segna la strada al futuro del progetto.
Dieci giorni fa la Regione ha abbandonato il tavolo tecnico al Ministero e la conferenza dei servizi è stata invece rimandata al prossimo 8 novembre

Dunque altri 30 giorni di tempo in più rispetto a quelli previsti per avviare le interlocuzioni necessarie, politiche e amministrative, per vedere se le posizioni degli enti locali e della Regione Abruzzo possano trovare punti di contatto e coincidenza con quelle dei Ministeri interessati al procedimento e la Snam che sul territorio abruzzese vuole realizzare una centrale di compressione del gas a Sulmona e un metanodotto da Sulmona lungo la dorsale appenninica.
Ma per i Comitati, come detto, il futuro appare ormai già segnato: «se vivessimo davvero in un paese democratico la conclusione dovrebbe essere una sola : il Governo dovrebbe prendere atto del "no" di tutte le Istituzioni elette dai cittadini - Camera dei Deputati, Regione, Provincia, Comune, Comunità Montana - e respingere la richiesta della Snam. Ma la realtà è ben diversa: il Governo nazionale, attraverso il decreto "sblocca Italia" e la riforma del titolo V° della Costituzione, intende togliere ogni potere decisionale alle Regioni in materia energetica e il Ministero dello Sviluppo Economico, alterando le procedure e venendo meno al suo ruolo di garanzia e neutralità, ha già messo in atto, interpretando appieno il volere del Governo nazionale, sia il decreto prossimo alla conversione che l’annunciata riforma costituzionale».

«Schierandosi inequivocabilmente dalla parte della Snam», continuano i cittadini, «dimostra come gli interessi dei poteri forti e delle multinazionali siano considerati prevalenti rispetto alla volontà dei cittadini e degli atti deliberativi espressi dai loro rappresentanti istituzionali. E' evidente a questo punto che siamo di fronte ad un vero e proprio conflitto istituzionale tra il governo nazionale e tutti gli altri Organi elettivi».
La questione è, quindi, essenzialmente politica e solo a quel livello può essere risolta se davvero c’è la volontà di farlo: «ogni decisione è nelle mani del principale partito, il PD, che governa sia a Roma che in Abruzzo», insistono i comitati.
Il presidente della Regione, Luciano D'Alfonso, ha dichiarato a Sulmona il 22 settembre scorso, che «la Regione non intende essere il cameriere dello Stato». «Allora», chiedono i cittadini contrari al progetto, «dica al presidente del Consiglio Renzi (che peraltro dovrebbe essere in Abruzzo il 15 ottobre) che la Regione non è disponibile ad accettare nessuna imposizione dall'alto e che intende far valere fino in fondo i diritti e i poteri che la vigente normativa le riconosce. Avendo la Regione negato l'intesa, qualsiasi forzatura sarebbe inaccettabile, antidemocratica ed incostituzionale essendo, a tutt’oggi, l’energia materia concorrente tra Stato e Regione».