L'INCHIESTA

Terremoto L'Aquila, non solo balconi: dubbi anche su sicurezza dei solai

Oggi ultimi sequestri da parte della Forestale

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Terremoto L'Aquila, non solo balconi: dubbi anche su sicurezza dei solai



L'AQUILA. Si potrebbe allargare l'inchiesta della Procura della repubblica dell'Aquila sul crollo di un balcone in legno per «difetti di costruzione e materiale scadente» in una palazzina del progetto Case di Cese di Preturo (L'Aquila).
La Forestale che sta ultimando l'apposizione di sigilli a 800 balconi di 494 abitazioni situate in 5 delle 19 new town del Progetto Case, ha consegnato alla Procura verbali sulla situazione di altri balconi pericolanti e anche di solai a Cese di Preturo, dove ci sono state altre due evacuazioni di famiglie dopo quelle ordinate dal Comune in seguito al grave fatto, e a Collebrincioni.
Gli approfondimenti dei pm saranno indirizzati non solo al balcone crollato il 2 settembre scorso, ma anche ad altri balconi sensibilmente pericolanti e a solai particolarmente rovinati. Anche a Collebrincioni potrebbero essere evacuate famiglie per questioni di sicurezza.
La mega operazione dei sigilli è stata disposta dal gip del tribunale dell'Aquila per evitare che gli inquilini utilizzassero i balconi ritenuti non sicuri e per conservare la prova.
Per ora l'inchiesta è contro ignoti, ma potrebbe essere contro noti, con i primi avvisi di garanzia nelle prossime settimane: questo anche con l'arrivo dei documenti dell'inchiesta della Procura di Piacenza che ha fatto indagini sulla fornitura in legno da parte della ditta Safwood al raggruppamento temporaneo di imprese Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa, che ha costruito una parte del progetto Case, l'insediamento abitativo prefabbricato e antisismico voluto dall'allora premier, Silvio Berlusconi, per dare un tetto a oltre 16mila aquilani dopo il terremoto del 2009.

La Safwood è nata nel 1991 e dal 2006 era quotata in borsa: è stata sempre considerata uno dei principali operatori del legno in Europa.
La società capogruppo oltre che occuparsi della commercializzazione dei prodotti, gestiva direttamente le partecipazioni produttive in Russia e Polonia.
Ad occuparsi delle varie fasi di lavorazione del legno erano altre società dello stesso gruppo, la Leskom e la Sldk, che erano principalmente impegnate nell’abbattimento delle foreste, mentre la Md Sp si occupava  di pannelli lamellari, travi lamellari  e liste giuntate. Il gruppo contava 1400 persone impiegate, di cui 1200 in Russia.
Oltre alla frode in pubbliche forniture (si parla, in particolare, del legno proveniente dalla Russia), i reati ipotizzati nel fascicolo aperto (si ripete, fino ad ora contro ignoti) sono di crollo colposo e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina.
Intanto è giunta alla fase finale l'operazione dei sigilli: mancano circa 150 balconi in 50 appartamenti del progetto case della frazione di Sassa, oggi la Forestale conta di terminare, anche se da fonti interne si apprende che la parte rimasta è quella più difficile perché ci sono alloggi non abitati e alloggi poco frequentati. Su quest'ultimo fenomeno gli uomini del Corpo Forestale consegneranno una relazione al Comune che potrà attivare controlli.