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Agricoltura. Consorzio Bonifica Aterno Sagittario: «rincari per le aziende del 140%»

Cospa protesta e chiede intervento assessore Dino Pepe

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Agricoltura. Consorzio Bonifica Aterno Sagittario: «rincari per le aziende del 140%»




OFENA. «E’ tempo di crisi, le aziende agricole sono in difficoltà, il consorzio Aterno-Sagittario vuole aumentare la tassa sulla bonifica del 140%».
Protesta il Cospa, l’associazione degli allevatori diretta da Dino Rossi. Il settore è in forte difficoltà economica e gli aumenti da sostenere vengono visti come una vera e propria sciagura.
Il consorzio di bonifica Aterno Sagittario con sede a Pratola Peligna, comprende il territorio della valle Peligna, del comune di Sulmona, della conca aquilana e della valle del Tirino: un tempo erano quattro consorzi, in seguito accorpati dalla regione Abruzzo per risparmiare sui contributi nei confronti di questi enti. Ogni consorzio con tipologia diverse di irrigazioni e con terreni con redditi differenti.
«Da quando questo consorzio si è accorpato non ha fatto altro che aumentare le tasse ai consorziati», contesta Rossi, «senza mai fare i lavori per migliorare il servizio, tanto è vero che nella valle del Tirino l’acqua è razionata, si può irrigare 4 ore scarse al giorno. Per fortuna, in questi ultimi anni abbiamo avuto stagioni umide, si è irrigato solo per due mesi contrariamente agli altri anni quando il periodo di irrigazione era molto più lungo fino ad arrivare a cinque mesi. Quindi, c’è stato un grande risparmio di energia elettrica per il pompaggio delle acque nelle vasche di raccolta. In questi due anni ci sono stati forti risparmi di spese per il consorzio, ma sembra che il “piatto del bilancio” abbia un grosso buco che ammonta a più di un milione di euro, creato non certo da i consorziati, ma da chi ha sempre amministrato».
«Mentre il consiglio di amministrazione, costa ai consorziati più di 55.000 € l’anno», continua Rossi, «non è stato in grado di accedere a finanziamenti per modernizzare le infrastrutture allo scopo di ridurre le spese, ma nemmeno si è preoccupato di mettere in funzione la famosa centralina idroelettrica nel comune di Corfinio, ferma con le quattro frecce da venti anni, costata oltre un miliardo di vecchie benedette lire».
Intanto, l’ex consorzio del Tirino, con la sua vecchia centrale produce 2 milioni di kw/h l’anno, di cui un terzo viene adoperato per il sollevamento delle acque, il resto venduto al Gse per un incasso di circa 150 mila euro.
«Ora il nuovo consiglio di amministrazione vuole altri soldi dalle aziende agricole e dai pensionati proprietari dei terreni, la cui pensione ammonta a 500 euro al messe, ma solo per i consorziati ricadenti nei comuni di Ofena e Capestrano», contesta il Cospa. «A questo punto chiediamo all’assessore regionale all’agricoltura Dino Pepe di commissariare l’ente con una persona che capisca i problemi, al fine di scongiurare un altro salasso ad una categoria in difficoltà, danneggiata dai danni degli animali selvatici a cui si aggiungono i danni di un amministrazione consortile incapace di amministrare, solerte a chiedere soldi a pensionati agricoli e artigiani e alle aziende agricole rimaste già in difficoltà per i costi di gestione alle stelle».