SANITA'

Abruzzo. Ok del Governo al ticket sulla riabilitazione

Si sbloccano così 40 mln per la sanità

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Abruzzo. Ok del Governo al ticket sulla riabilitazione

D'Alfonso e Paolucci




ABRUZZO. L’assessore Silvio Paolucci incassa l’ok del Governo ai provvedimenti per la compartecipazione (ticket) sui ricoveri per la riabilitazione e la sanità abruzzese fa un piccolo passo avanti verso al fine del commissariamento.
Questo almeno stando alle comunicazioni appena arrivate all’assessorato regionale alla sanità “sull’adempienza” alle prescrizioni del Tavolo di monitoraggio romano. Come noto infatti – ma come molti dimenticano - da tre o quattro anni il Ministero insisteva sul commissario Gianni Chiodi per l’applicazione anche in Abruzzo del ticket sulla riabilitazione a carico delle famiglie o dei Comuni, così come avviene in tutta Italia.
Prossima “inadempienza” da sanare è la chiusura dei Punti nascita, un altro degli argomenti molto contestati nei verbali del monitoraggio romano e che ora dovrà trovare una soluzione. Ma il corollario più importante della notizia è che proprio l’aver adempiuto ad uno degli obblighi del Piano di rientro dai debiti farà sbloccare i 70 mln di euro per la premialità 2011 tenuti fermi dal Ministero e c’è la possibilità reale che dopo questo primo ok ne arriveranno almeno 40-50 mln da destinare alle casse della sanità. Basterà questo ad attutire le polemiche politiche che hanno infiammato il dibattito di questi ultimi giorni tra i favorevoli ed i contrari alla compartecipazione?
Non sembra. E questo per due motivi. Il primo è che l’opposizione al provvedimento sui ticket è stata condotta solo con motivazioni strumentali, visto che tutti quelli che hanno contestato l’introduzione della compartecipazione fanno finta di ignorare  i contenuti dei verbali del monitoraggio romano  con i conseguenti obblighi ad adempiere a carico del commissariamento Chiodi (sarebbe infatti gravissimo ed imperdonabile che non li avessero letti). Il secondo è che proprio la difficoltà ad accettare l’introduzione del ticket in questo momento economico avrebbe dovuto produrre – anche da parte della maggioranza che governa la Regione – un maggiore approfondimento del problema. Invece è stato necessario affidarsi alle acrobazie contabili dell’assessore Silvio Paolucci che è riuscito in qualche modo a spostare l’onere della compartecipazione sui fondi del sociale. Insomma non guasterebbe un dibattito politico più mirato ai contenuti del diritto alla salute, senza amnesie rispetto alla gestione del precedente commissario che dava importanza al Tavolo romano quando ne otteneva la promozione, ma che ora nega l’evidenza delle bocciature a cui l’attuale gestione commissariale sta cercando di porre rimedio.

CITTADINANZA ATTIVA CHIEDE L’INTERVENTO DEL DIFENSORE CIVICO
Più seria e più motivata appare l’iniziativa di Cittadinanza attiva contro questo ticket. Infatti il segretario Aldo Cerulli ha dato incarico all’avvocato Roberto Di Loreto di attivare la Commissione mista conciliativa presso il Difensore civico contro i decreti del commissario che stabiliscono la compartecipazione a carico delle famiglie e/o dei Comuni. Secondo l’atto di diffida già inviato, questa imposizione onerosa va ad incidere «sul diritto di ciascuno di accedere ai servizi sanitari, come previsto dal Patto per la salute 2014-2016. Il che non può essere».
 Tra l’altro – continua la diffida – le disposizioni dei decreti impugnati «non tengono conto delle differenti soglie di esenzione comunali con conseguenze paradossali ed inammissibili».
 Di qui la richiesta di sospensione o di proroga dei provvedimenti, in attesa che il Difensore civico convochi la Regione e decida sulla richiesta di «predisporre quanto necessario per consentire une ragionevole partecipazione dei cittadini alle specifiche forme di assistenza e servizi socio-sanitari».

Sebastiano Calella