AMBIENTE E VELENI

Arresto Sorgi, «adesso fermate progetti Powercrop e Cesca»

La richiesta del comitato provincia dei Marsi

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Arresto Sorgi, «adesso fermate progetti Powercrop e Cesca»





ABRUZZO. Dopo l’arresto del dirigente regionale Antonio Sorgi il Comitato territoriale provincia dei Marsi chiede di bloccare i progetti Powercrop e Cesca.
Si tratta della centrale a biomasse che dovrebbe sorgere nella frazione “Borgo Incile” di Avezzano, e dell’impianto di compostaggio presso il Comune di Massa d’Albe.

Due giorni fa il comitato ha inoltrato richiesta formale di sospensiva dei due procedimenti al presidente della regione Abruzzo Luciano D’Alfonso. Una copia per conoscenza è stata inviata anche al prefetto, Francesco Alecci, ed al procuratore generale dell’Aquila, Giuseppe Falcone.
«Bisogna tener conto», sottolinea il presidente del comitato Attilio Francesco Santellocco, «che Sorgi ha
controfirmato, in qualità di presidente del Comitato di Coordinamento Regionale per la Valutazione d’Impatto
Ambientale, entrambi i giudizi. Dopo le notizie dell’inchiesta, dunque, si chiede cautela. «Sollecitiamo», continua Santellocco, «l’adozione di misure cautelari volte a tutelare i diritti e gli interessi dei cittadini Marsicani, e dall’altro ad avviare le necessarie verifiche di correttezza e legittimità di tutte le
delibere, risoluzioni e atti amministrativi riguardanti detti progetti».
«Progetti», continua il presidente, «che sebbene contestati da tutte le amministrazioni comunali, dagli enti di rappresentanza territoriale e dalle popolazioni interessate per i loro risvolti negativi non solo per l’ambiente e la salute dei cittadini ma per l’economia ed il futuro stesso della Marsica, sono riusciti ad ottenere pareri favorevoli grazie a risoluzioni disattese, inadempienze politiche, contro-pareri “equivoci”, che il Comitato Territoriale Provincia dei Marsi ritiene sia giunto il momento di analizzare attentamente da parte delle autorità preposte».

Tra l’altro tra le carte dell’inchiesta Re Sole che la settimana scorsa ha portato all’arresto di Antonio Sorgi, si parla anche del progetto Powercrop.
Secondo la nuova indagine della Squadra mobile di Pescara si sono potute scoprire una serie di circostanze nelle quali ritornano il Sorgi-dirigente regionale in qualità di presidente del Comitato di valutazione di impatto ambientale (Via) e altre consulenze girate alla società del socio, Giovanni Vaccarini.
Intanto si ricorda che il progetto del centro di produzione di energia elettrica a biomasse ad Avezzano della Powercrop è passato dal comitato Via presieduto da Sorgi il quale ha rilasciato un parere favorevole con prescrizione con il giudizio numero 1559 del 7 settembre 2010.
«Tale fatto», ha scritto il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, «assume valore nell'ottica anzidetta se lo si collega alla circostanza che la Powercrop, società milanese, in epoca coeva alla emanazione del suddetto parere favorevole, abbia affidato un incarico professionale all'architetto Vaccarini (socio di Sorgi nel consorzio) nell'ambito della progettazione di una centrale a biomasse nel comune di Russi in provincia di Ravenna».
Agli inquirenti è parso particolarmente strano il tipo di consulenza perché si trattava di un incarico di progettazione per rendere la centrale più bella e stilisticamente moderna e con linee accattivanti.
Perché allora la Powercrop ha sentito il bisogno di affidare proprio a quell'architetto quella consulenza così particolare? 

FEBBO: «PD DOVREBBE INVOCARE L’INTERVENTO DELLA PEZZOPANE»
«Più che al Presidente del Consiglio Di Pangrazio il Pd di Avezzano dovrebbe rivolgersi alla Senatrice Pezzopane, magari in questo momento impegnata in altre faccende, che sostenne la realizzazione dell’opera in questione».   
Il Presidente della Commissione di Vigilanza del Consiglio regionale, Mauro Febbo interviene in merito alla vicenda che il riguarda il Progetto Powercrop e per il quale è stato sollecitato dal circolo avezzanese del Partito democratico, tra gli altri, anche un intervento del Presidente del Consiglio regionale.
«Voglio ricordare ai rappresentanti del Pd - prosegue Febbo - che il progetto Powercrop è il frutto di una filiera interamente di centrosinistra e si stanno schierando contro un’opera che esponenti della loro corrente politica hanno fortemente voluto. Stiamo parlando di un percorso iniziato nell’agosto del 2007 e sottoscritto dell’allora Giunta Del Turco, con la firma dell’Assessore Marco Verticelli, del Direttore dell’Arssa Donatantonio De Falcis (responsabile agricoltura del Pd), della stessa Stefania Pezzopane (Presidente della Provincia dell’Aquila) e del Presidente Asi-Avezzano (di nomina Pd); fu sottoscritto anche da tutte le organizzazioni professionali (Coldiretti, Confagricoltura ecc.) e da quelle sindacali (Cgil, Cisl e Uil).  Successivamente le OO.PP. avevano ritirato la loro firma e quindi il loro assenso mentre il Comune di Avezzano (Giunta Floris) votò una Delibera per testimoniare la propria contrarietà (confermata anche dalla nuova Giunta di centrosinistra)».
«Siamo di fronte a una sconcertante forma di demagogia che genera solo confusione», continua Febbo, «non solo tra cittadini e gli elettori. Il centrosinistra che prima avalla e poi si oppone un’opera del genere da che parte sta? Mi chiedo: magari tra uno o due anni ci ripenseranno? A sostegno di queste mie preoccupazioni vorrei ricordare al Pd di Avezzano, che forse ha la memoria corta, alcuni cambi di rotta che hanno visto come protagonisti illustri rappresentanti del loro partito. Silvio Paolucci e Tommaso Coletti ad esempio, quando si candidarono per la poltrona di sindaco rispettivamente a Tollo e Ortona, erano favorevoli al Centro Oli salvo poi cambiare registro dichiarandosi contrari. Lo stesso vale per il progetto Ombrina Mare che non solo aveva sostenitori di centrosinistra a livello locale (leggasi il sindaco di Ortona D’Ottavio) ma anche nazionale come il deputato della provincia di Chieti Maria Amato nonché Romano Prodi. Non da ultimo il dualismo riguardo la deriva petrolifera nel mare Adriatico con il presidente D’Alfonso che si dichiara pronto a dare battaglia agli “ufo” mentre a Roma si vara il decreto “sblocca trivelle”».