LE CARTE DELL'INCHIESTA

Sorgi, D’Alfonso e le intercettazioni: gli incontri, le telefonate e le fughe di notizie

Il governatore smentisce Sorgi davanti ai pm. Gli investigatori sospettano l’ennesima fuga di notizie

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Sorgi, D’Alfonso e le intercettazioni: gli incontri, le telefonate e le fughe di notizie



ABRUZZO. L’attenzione dell’inchiesta su Antonio Sorgi, super dirigente della Regione, rischia di spostarsi sempre più su Luciano D’Alfonso e diventare un caso più che giudiziario, politico.
Il neo governatore non è indagato né sembra vi sia questa possibilità (e questo è il piano penale) mentre, invece, sul piano politico pare sarà costretto a dare molte risposte pubbliche sui suoi rapporti con quello che lui stesso definisce un personaggio chiacchierato di cui «si parla sia bene che male». E nonostane l'avvertimento di Legnini di «stare alla larga», dalle carte della inchiesta emergono contatti telefonici ed incontri tra D'Alfonso e Sorgi.
Molti degli aspetti emersi, infatti, hanno bisogno di chiarimenti pubblici e di trasparenza per allontanare ogni tipo di sospetto vista l’altissima carica pubblica che D’Alfonso oggi ricopre.
Intanto il Movimento 5 stelle chiederà spiegazioni martedì prossimo in occasione del prossimo Consiglio regionale mentre il deputato Gianluca Vacca ha già annunciato una interrogazione parlamentare.
«Il rapporto tra D'Alfonso e la magistratura abruzzese è un capitolo da approfondire», scrive Vacca, «Già la sua candidatura è stata moralmente inaccettabile per il ‪#‎M5S: indagato, imputato e prescritto per finanziamento illecito ai partiti. Dalle intercettazioni pubblicate sembra che Sorgi affermasse come D'Alfonso fosse a conoscenza delle intercettazioni su Rimborsopoli prima che la notizia divenisse pubblica. Se ciò fosse vero, come faceva Lucianone a conoscere il contenuto di intercettazioni ancora secretate? E chi avrebbe passato queste notizie? D'Alfonso lo chiarisca alla Regione. Intanto noi lo chiederemo con un'interrogazione parlamentare».

SORGI OSSESSIONATO DAL FANTASMA DI D’ALFONSO
L’inchiesta che ha portato agli arresti domiciliari Sorgi e il funzionario architetto del Comune di Francavilla, Antonio Giordano, può beneficiare di una serie di intercettazioni ambientali e telefoniche nonché di pedinamenti e prove fotografiche perché gli investigatori hanno avuto la possibilità di seguire la turbativa dell’appalto del cimitero di Francavilla in tempo reale.
Dalle intercettazioni emerge chiaramente come Sorgi sospettasse che dietro i suoi diretti concorrenti nella gara vi fosse D’Alfonso. Ne parla spesso con la moglie e con i soci occulti, più volte discute e ragiona di contattare l’ex sindaco di Pescara per chiedergli una mano e fare pressioni sul sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, ma è combattuto e non vorrebbe mettersi con le sue stesse mani nei guai e consegnarsi “al nemico”. Dice chiaramente che Marramiero di Alma Cis «è D’Alfonso» mentre e Massimo De Cesaris (che chiama De Cesare più volte) Sorgi dice che è «entrato a Pescara grazie a D’Alfonso» avendo vinto il project financing e poi lo lega allo «scandalo dei cimiteri» riferendosi all’inchiesta Housework nella quale sia D’Alfonso che De Cesaris sono stati coinvolti ma assolti pienamente in primo grado.
E’ talmente ossessionato che ad un certo punto rimasto solo in macchina Sorgi sbotta e dice: «devo smetterla di parlare di Luciano».
Sta di fatto che dopo vari tentennamenti i due si incontrano più di tre volte per parlare, per prendere un caffè, per discutere di un convegno a Milano organizzato dall’ambasciata canadese. Gli investigatori sono convinti che Sorgi e D’Alfonso abbiano parlato proprio della gara di Francavilla perché sia prima che dopo è lo stesso indagato che ne parla riservatamente alla moglie.
Spesso si tratta di colloqui registrati nell’auto di Sorgi e tra gli argomenti quotidiani e familiari (dove andare a fare la spesa) il super dirigente racconta che andrà ad incontrare D’Alfonso o fa il resoconto di quello che si sono detti. Sorgi potrebbe anche aver mentito alla moglie ma in questo caso non se ne conoscono le ragioni.
Poco prima della fine di novembre 2013 Sorgi parla ancora con la moglie e dipinge uno scenario (economico) fosco per gli affari di famiglia nel caso in cui l’appalto di Francavilla dovesse sfumare. Cita più volte anche “Ortona”, riferendosi al contenzioso aperto proprio sul cimitero con il Comune e nel quale è direttamente interessato.

SORGI: «cioè dobbiamo farlo per forza, cioè ... sennò cosa facciamo? Dobbiamo farlo per forza …, per forza perchè ... sennò non abbiamo futuro è fatta, a Ortona secondo me si sta a mette male ... ci paga e finisce male ... mo con coso non che fare .. .. mo mi ha chiamato Luciano D'Alfonso .. mi ha detto il 28 andiamo insieme ... vieni a Milano ... con me ... coso ... ci sta una conferenza importante ... vieni .. ci tengo ... sto una giornata intera con lui .....»
LORELLA CRESCENTINI (MOGLIE): «tanto questo qualche imbroglio sicuro ...»
SORGI: «eh...»
MOGLIE: «ci sia qualche imbroglio sicuro ...»
SORGI: «si ... va bene ... io gli dico di questi ... gli dico ... ci sta un amico che sta là.. .l'altro ieri ... è venuto a trovarmi ... questi ... e quello ... sta in. .. (incomprensibile) ... di questa gara, ... si capisce chi è ... e gli dico ... gli dico chi è ... in modo tale che se per caso .... perchè si è "incancherinito" ... incancherinito di brutto .... e allora se ... Ortona finisce perchè ... non si fa sentire per niente ... abbiamo fatto....»

E le intercettazioni confermano effettivamente la telefonata tra Sorgi e D’Alfonso

D’ALFONSO: «... eh. .. si fa a Milano una cosa di grandissimo livello, organizzato dall'ambasciata del Canada...»
SORGI: «sì!»
D’ALFONSO: «sulle... (incomprensibile) di cadute, punto di vista economico, per quanto riguarda l'utilizzo delle opportunità connesse ... agli investimenti energetici»
SORGI: «sì!»
D’ALFONSO: «organizza .. .lo (incomprensibile) ... di qualità l'Ambasciatore del Canada a Milano, dove vengono per organizzare con quegli amici che ti ho fatto conoscere quel giorno...»
SORGI: «sì ..».
D’ALFONSO: «una giornata ... (incomprensibile) .. ,per entrare nel merito sulle opportunità che ci sono»
SORGI: «va bene!»
D’ALFONSO: «allora ti faccio avere ... mi organizzo...».
SORGI: «... (incomprensibile) .... mi dai le date … , perchè devo vedere come sto messo ... ,però ....»
D’ALFONSO: «giovedì 28 novembre …»
SORGI: «28 novembre»
D’ALFONSO: «sì .. . organizzo io…»
SORGI: «.... il 28 novembre ... ciò ... vabbè ma devo vedere ... se riesco a spostà .. . ho il comitato di sorveglianza del FAS ... però ..... possiamo ....»
D’ALFONSO: «vabbò .... renditi libero .. che è una cosa sfruttabile …»
SORGI: «no .... la devo presiedere io ... però mo.... ancora non lo conosco.... devo far spostare la data ... dai...»
D’ALFONSOLI: «non lo convocà.... renditi libero...»
SORGI: «ciao ...»
D’ALFONSO: «ciao …»

IL CAFFE’ A PESCARA
Il 26 novembre ancora una chiamata tra i due per concordare un incontro e prendere «un caffè » a Pescara.
Il 27 novembre a Pescara all’appuntamento c’è anche la Squadra mobile di Pescara che guarda, filma e scatta qualche fotografia. Secondo gli investigatori in quell’occasione Sorgi ha parlato dell’appalto di Francavilla (ma D’Alfonso nega categoricamente) perché subito dopo ne parla con la moglie.
Si ricorda che in quel momento D’Alfonso non aveva cariche pubbliche, non era nemmeno candidato alle elezioni anche se nelle segreterie dei partiti le trattative erano già ampiamente avviate.
MOGLIE: «senti e D'Alfonso invece che possibilità ha»
SORGI: «non lo so D'Alfonso!»
MOGLIE: «perchè? Non lo candidano? Lui che pensa?»
SORGI: «lui ... che gliene frega ... lui si candida .... lui male che va sfascia ... (incomprensibile) .... a lui interessa entrare in consiglio.... alla fine che se ne frega …»
MOGLIE: «tu se ti capita ... non gli puoi chiedere ... qualcosa per Alessandro a lui o no?»
SORGI: «mo gli ho chiesto di Francavilla ... vediamo se me lo fa ... se mi fa Francavilla... mi ha risolto un problema grosso!»
MOGLIE: «... assumi tu Alessandro!»
SORGI: «mi ha risolto un problema grosso essenziale! (…)»


«STAI MOLTO PRECISO NEL PARLARE»
E poi il discorso vira sulle intercettazioni…
SORGI: «mi ha detto che ci stanno un sacco di intercettazioni ... ci sono indagini pesanti sulle spe… sui costi .... anche sulla giunta ... anche sulla giunta …»
MOGLIE: «tu ci puoi avere dei problemi ...»
SORGI: «no ... me lo ha detto per questo ..... mi ha detto ... stai attento... vedi .... ci stanno tutti sti intercettati ..... mi ha detto .... coso ....»
MOGLIE:: «la giunta che significa...»
SORGI: «sulle spese ... e qualcuno della giunta ... avrà speso ... rendiconto a cazzo...»
MOGLIE : «chi rendiconta»
SORGI: «eh ... iI consiglio... no a me non mi frega un cazzo ... cioè ... si trascina qualche membro del cazzo..... tipo Giuliante... eh ... se si trascina qualcuno tosto ... tipo Mauro..... Gatti .... e ... cazzi .... . eh ... però ha chiesto di me ... ha dello che io ci sto... sto perfetto… sono intercettato... non ci sta niente... anzi mi ha detto che emerge che tu stai ... molto preciso nel parlare ...»


«ANCHE PAOLO ED ENRICO CONFERMANO»
Il tema delle inchieste interessa molto e così Sorgi ne parla e sembra spillare informazioni utili anche da altri. Qualche giorno dopo ne parla con Enrico Mazzarelli, segretario generale della Giunta della Regione Abruzzo e con l’onorevole Paolo Tancredi (ex Pdl oggi Ncd)

SORGI: «allora sono andato a Teramo ... dopo la bicicletta ... avevo appuntamento con Enrico e con Paolo»
MOGLIE: «su quel paese sperduto?»
SORGI: «no ... no ci sono andato là ... sono andato in bicicletta»
MOGLIE: «ma ho capito che avevi un appuntamento con Enrico e Tancredi .... tu avevi un appuntamento!»
SORGI: «no a Teramo .... avevo un appuntamento a Teramo ... siccome mi dovevo vedere quando rientravo da su ... in bicicletta ... Enrico mi ha detto di questo ... pure Enrico (Mazzarelli ndc) mi ha detto pure Paolo... pare che ci sia un indagine con me e Enrico e c’è coso Pierluigi… Enrico sta tranquillo… non ci sta un cazzo!»
MOGLIE: «pure tu dovresti stare tranquillo»
SORGI: «Sì io infatti sto tranquillo ... i1 problema è la merda ... (…) e poi Paolo mi ha detto un po’ meglio perché Paolo ... mi ha detto Paolo vediamoci a Roma ... (…) Enrico dice che cazzo stiamo parlando!»
MOGLIE: «dice che? Ma poi se tu pensi che sia quella pratica che è stata bocciata!»
SORGI: «oh ... però su coso ... secondo me è un’altra... perchè Paolo mi ha dato indicazioni è un’altra pratica che noi abbiamo approvato e che il parere mi sono astenuto... perchè ... è un tizio questo qui .... Michele ...non mi ricordo come ... Pollistro .... che a me mi ha ... adula mi dice ..... e ce l'ha a morte con Pierluigi ... a morte... (…) è lui lo ha detto (…) e Paolo mi dice che questo ci coglie… perché ha avuto per una cosa che gli anticipò lui… poi… è successo…»
MOGLIE: «Scusa ma pure D’Alfonso ti ha detto che su di te non c’è niente…»
SORGI: «sì ma perché capito….comunque ci sono anche tanti procuratori… che ne sai tu… ma questo qui… da una parte è un coglione… (…) lui mi ha detto dovete stare attenti a questo tizio perché questo qui è pericoloso e non ha nulla da perdere (…)»

D’ALFONSO:«LEGNINI MI HA DETTO DI STARE ALLA LARGA DA SORGI»
In meno di mezz’ora il 9 luglio 2014 il neo governatore di buon mattino viene convocato dai pm Picardi e Ciccarelli ed in quella occasione dice:
«Conosco Sorgi, posso riferire che sia una persona di cui si parla bene o male secondo il caso. Non vi è uniformità di giudizio. In particolare, l'ex sindaco di Ortona Fratini (in realtà Fratino ndr) ne ha parlato molto bene apprezzando la sua opera per il nuovo piano regolatore di Ortona. Peraltro me ne ha parlato bene Lorenzo Sospiri e male Giovanni Legnini, che mi ha suggerito di tenerlo a distanza. Peraltro, mi è stato riferito che il Sorgi, oltre ad espletare la propria opera per conto dell'Ente di appartenenza, abbia anche interessi di natura economica indipendenti. Su Francavilla al Mare, tornando alla domanda, non saprei per quale ragione io potrei essere stato chiamato in causa. Escludo di aver potuto parlare con Sorgi per questioni afferenti bandi di gara per Francavilla al Mare o per altri aspetti riguardanti la sua dimensione economica».
E poi ancora «non conosco la società LT PROGETTI Srl. Mai sentita nominare…», «non conosco Olivieri Roberto», «non conosco Vaccarini. Non ritengo di conoscere Di Ferdinando (…). Escludo nella mia maniera più assoluta di aver mai saputo che la coppia De Cesaris e Marramiero avessero partecipato alla gara indetta dal Comune diFrancavilla (…). Non ho mai saputo da figure pubbliche e/o amministratori del Comune di Francavilla dell'esistenza di una procedura selettiva riferita ai lavori oggetto del bando. Con il sindaco di Francavilla Luciani ho parlato di altri lavori».

Poi i pm leggono a D’Alfonso una seconda intercettazione

«Nella seconda conversazione capisco che si faccia riferimento a Giordano, persona che io ho avuto modo di conoscere e che reputo non competente: la conoscenza a cui faccio riferimento è più antica dei fatti di cui mi parlate e riferita a ben altri argomenti. (…) Nego di aver parlato mai con Sorgi di notizie riguardanti intercettazioni telefoniche in corso, tanto meno sul suo conto. Preciso che effettivamente io ho invitato Sorgi ad un convegno a Milano organizzato dall' Ambasciata canadese; ricordo che lui non venne e che io ero interessato alla sua presenza in virtù della sua funzione pubblica riferita alla accelerazione delle procedure autorizzative per il mondo d'impresa».

Alessandro Biancardi