RICOSTRUZIONI

Crollano i balconi, fioccano le promesse: a L’Aquila Gabrielli: «parte civile se…»

L’ex prefetto si dice disposto a chiedere i danni ma le società sono fallite.

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Crollano i balconi, fioccano le promesse: a L’Aquila Gabrielli: «parte civile se…»

Franco Gabrielli

L’AQUILA. Coincidenze beffarde e condizioni ipotetiche della quasi irrealtà sono andate in scena questa mattina a L’Aquila dove è tornato in grande spolvero il capo della Protezione civile, Franco Gabrielli.
L’occasione è stata data dall’inaugurazione della Accademia della Protezione civile ma molte sono state le domande sull’argomento degli ultimi giorni: il progetto Case che cade a pezzi.
La coincidenza beffarda è data dal fatto che mentre la parata si svolgeva contemporaneamente la Forestale metteva i sigilli ai balconi in 494 appartamenti del Progetto Case, dopo il sequestro disposto dal Gip nell'ambito dell'inchiesta della Procura sul crollo di un balcone in legno a Cese di Preturo, avvenuto il 2 settembre scorso.
Insomma balconi non sicuri, anzi pericolanti, in case antisismiche dove il cemento non c’è e dove abbondano pareti prefabbricate di legno, truciolato e balconi con travi non bullonate che cedono sotto il “peso” delle intemperie e del tempo.
Il vero problema che non si affronta con il necessario tempismo in realtà è la “data di scadenza” di quelle case perché dopo i balconi rischiano di cadere a pezzi, ringhiere, pareti, intonaco, protezioni in legno, tubature fatiscenti e speriamo più nulla.
Per il momento per via precauzionale è arrivato il sequestro giudiziale e poco prima l’incredibile ordinanza del sindaco Cialente che vietava “l’affaccio”.
Le “condizioni ipotetiche”, invece, riguardano la possibilità della Protezione civile di costituirsi parte civile nel processo che forse ci sarà tra molti mesi proprio sul crollo del balcone ma al momento le indagini sono appena iniziate e non si presentano facili.
Infatti per un’altra incredibile coincidenza (ma quante ce ne sono) alcune ditte che hanno in qualche modo contribuito alla costruzione delle case sono già fallite appena un paio di anni dopo i lavori. Il problema è che giuridicamente sarà impossibile chiamarli in causa e dunque avere risarcimenti.
E questo basterebbe per demotivare gli inquirenti nella ricerca delle responsabilità.

Stamattina Gabrielli tuttavia ha precisato: «qualora venisse accertata la frode nelle pubbliche forniture la Protezione civile si costituira' parte civile».
Oltre alla frode in pubbliche forniture (si parla, in particolare, del legno proveniente dalla Russia), i reati ipotizzati nel fascicolo aperto per ora contro ignoti, sono di crollo colposo e omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina.
Prefetto dell'Aquila nel periodo immediatamente successivo al sisma era proprio Gabrielli che aveva un importante ruolo di controllo sulla Protezione civile allora guidata da Guido Bertolaso.
 «Ci costituiremo parte civile - ha quindi spiegato Gabrielli - quando ci sara' l'accertamento della frode, al contrario di quello che si vuole sempre rappresentare, cioè l'esistenza di una sorta di associazione a delinquere che nel tempo ha arrecato danni a questo territorio».
La ditta per ora al centro dell’inchiesta è la fallita Safwood che è già oggetto di un processo per bancarotta a Piacenza ed è nell’ambito di quelle indagini che un paio di anni fa saltò fuori l’ipotesi anche di una “L’Aquila connection” dove la finanza ipotizzava un giro di fatture false che avrebbe contribuito alla bancarotta  proprio nell’ambito degli affidamenti della prima emergenza a L’Aquila.

«Come al solito arriviamo sempre un po' prima - ha detto ai giornalisti Gabrielli, «ci siamo presentati parte civile nel procedimento penale instaurato a Piacenza perche', al di la' delle contingenze, i procedimenti penali si possono sviluppare sul piano del tempo anche in altri territori. Nella vicenda di Piacenza la societa' Safwood e' coinvolta in un procedimento penale aperto perche' c'e' una tematica che attiene alla scorrettezza con la quale la societa' in questione ha partecipato agli appalti, falsificando la documentazione finanziaria».
In considerazione di molti aspetti e fattori -che di sicuro influenzeranno l’andamento della indagini- sono in molti oggi a non credere che si riuscirà ad arrivare alla fine ad un processo e ad una verità giudiziaria così come non si è arrivati ad alcuna verità su molti fatti oggetto di inchieste che si avviano verso la prescrizione e che misero sotto la lente discutibili forniture e spese per decine di milioni di euro gestite dalla Protezione civile.
Intanto i pm de L’Aquila sono in attesa delle carte dell’inchiesta di Piacenza sulla Safwood la società nata nel 1991 e dal 2006 quotata in borsa che è stata sempre considerata uno dei principali operatori del legno in Europa.
La società capogruppo oltre che occuparsi della commercializzazione dei prodotti, gestiva direttamente le partecipazioni produttive in Russia e Polonia.
Ad occuparsi delle varie fasi di lavorazione del legno erano altre società dello stesso gruppo, la Leskom e la Sldk, che erano principalmente impegnate nell’abbattimento delle foreste, menter la Md Sp si occupava  di pannelli lamellari, travi lamellari  e liste giuntate. Il gruppo contava 1400 persone impiegate, di cui 1200 in Russia.

Inoltre Angelo Venti della associazione Libera, da sempre severo critico del Gabrielli prefetto, fa notare oggi che «L’impresa “Iter Gestione  e Appalti spa”, una delle tre ditte napoletane che hanno costruito quei balconi, era stata oggetto di una "certificazione antimafia atipica" da parte della prefettura dell'Aquila. Domanda: come è stato possibile - nonostante i tanto sbandierati "ferrei controlli" messi in campo a l'Aquila - che tale ditta ha potuto tranquillamente prendere l'appalto e portare a a termine i lavori commissionati dal Dipartimento di protezione civile?»