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Ari, il Consiglio comunale ha detto si al dissesto

Dubbi dell’opposizione sulla reale crisi delle casse comunali

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Ari, il Consiglio comunale ha detto si al dissesto




ARI. Con otto voti a favore e tre contro, il Consiglio comunale di Ari ha dichiarato il dissesto finanziario, come preannunciato dal nuovo sindaco Marcello Salerno sulla base di una relazione del professore Andrea Ziruolo e della ricognizione sui conti effettuata dal responsabile della ragioneria.
I tre voti contrari sono stati quelli del gruppo di minoranza i quali, attraverso il capogruppo Mario Caldarone hanno dichiarato «di nutrire qualche dubbio» sulla necessità del dissesto.
«In effetti – spiega Caldarone – conosciamo la relazione di Ziruolo, ma non i conti nel dettaglio. Li abbiamo chiesti e ci hanno assicurato che li avremo presto. Appena in nostro possesso li controlleremo e se sono critici come dicono, il dissesto ha un senso. Altrimenti no e noi riteniamo che si poteva evitare. Ma è presto per esprimersi compiutamente».
 Durante il Consiglio il sindaco Marcello Salerno ha riassunto le tappe fondamentali che hanno portato ad accertare e dichiarare lo stato di dissesto. Infatti il 4 luglio c’è stata una segnalazione in cui il segretario comunale, in qualità di responsabile finanziario, evidenziava alcune criticità nella situazione economico-finanziaria stratificatesi negli anni precedenti, il che metteva a rischio la capacità dell’Ente di garantire l’assolvimento delle funzioni e dei servizi indispensabili. Successivamente il 14 luglio una verifica straordinaria di cassa metteva in luce i gravi problemi di liquidità del Comune. Il che aveva prodotto la delibera n. 74 che chiedeva al nuovo responsabile del servizio finanziario Nicola Sabatini di verificare la reale situazione finanziaria del Comune, anche con il supporto del prof. Andrea Ziruolo. Secondo questa ricognizione le cause del dissesto risalgono agli ultimi 10 anni di amministrazione.
In particolare, il dissesto sarebbe stato provocato da una mole immensa di debiti fuori bilancio (oltre 1 milione di euro), da un’eccessiva anticipazione strutturale di tesoreria, da entrate sovrastimate che hanno consentito di superare i limiti di spesa e da fondi vincolati distratti per sostenere altre spese e numerose altre irregolarità contabili.

Sebastiano Calella