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L’Aquila, sulle bollette di Case e Map scatta il ricorso in Tribunale

Caso balconi: «su 50 interventi urgenti, altri 350 problemi di entità medio alta»

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PROGETTO CASE




L’AQUILA. L’associazione Assergi due ha annunciato ieri che sta preparando un ricorso, che verrà presentato nei prossimi giorni al Tribunale dell'Aquila, contro le bollette arrivate nei mesi scorsi negli alloggi case e Map.
I citatdini chiedono dunque l'annullamento della delibera numero 281 approvata dalla Giunta il 4 luglio 2014 per normare l'invio del bollettone relativo ai consumi di gas ed elettricità per il periodo che va dal 1 aprile 2013 al 30 giugno 2014.
Le bollette vengono definite illegittime perché le somme relative ai consumi di acqua, riscaldamento ed elettricità, sono state addebitate non in base ai reali consumi, ma sulla base di coefficienti che prendono in considerazione i giorni di occupazione, la superficie totale degli alloggi e il coefficiente storico derivante da quanto già emesso nella precedente bolletta. Un metodo di calcolo da tempo sotto accusa e già bocciato dal difensore civico regionale. 

Nel ricorso si contesta anche il mancato funzionamento dei pannelli solari ad Assergi che, come da capitolato, avrebbero dovuto consentire un risparmio agli utenti.
Intanto l’assessore comunale al Bilancio Lelio De Santis, che detiene anche la delega relativa alla gestione finanziaria del patrimonio Case e Map chiede ai cittadini di fare fronte Comune con l’amministrazione pubblica rispetto alle falle costruttive e ai problemi di malfunzionamento nei quartieri «perché siamo tutti parti lese»
Sulle utenze spiega: «vorrei ricordare che, sulla base di una delibera di giunta, è stato possibile ricalcolare gli importi sulla base del dato storico e della cubatura dell’alloggio, decurtarli del 25 per cento e prevederne la rateizzazione. Stanti, infatti, le note criticità riguardo al funzionamento dei contatori, e alla luce dei dati oggettivi circa la dispersione, dovuta ad una progettazione non conforme alla classe energetica A e al mancato funzionamento dei pannelli solari, abbiamo voluto da un lato effettuare un calcolo dei consumi quanto più possibile attendibile e dall’altro prevedere riduzioni compensative del mancato risparmio».
De Santis ricorda anche che «si tratta comunque di una contabilità provvisoria a titolo di acconto e comunque, in virtù della riduzione del 25 per cento del totale, a fronte di un risparmio del 10 per cento normalmente garantito dai pannelli solari, oltre che delle modalità di calcolo, nessuno pagherà più del dovuto. Del resto, a causa delle difficoltà di bilancio e dei tagli nei trasferimenti dallo Stato, il Comune al momento non è in grado di provvedere alla sistemazione dei contatori e dei pannelli solari difettosi e, in attesa di risolvere il problema, questa è l’unica soluzione a tutela sia dell’ente che dei cittadini».

Quanto a Manutencoop, – ha annunciato l’assessore – verrà pubblicato a giorni il bando per l’affidamento del servizio di manutenzione e pulizia, per complessivi 1 milione e 200mila euro, ad un nuovo soggetto ma, nelle more del suo espletamento, «siamo ricorsi ad una proroga tecnica di tre mesi, con un importo di 450mila euro, per evitare interruzioni nel servizio stesso che non avrebbero consentito neanche l’accensione delle caldaie».
Riguardo, infine, al sequestro dei balconi, ben 800, «l’iniziativa è in linea con quanto già predisposto dal Comune, vale a dire l’ordinanza del sindaco con la quale si vieta l’accesso e i controlli effettuati dall’Amministrazione. Sulla base di questi dati abbiamo rilevato infatti criticità. Su 50 di essi, in particolare, occorre intervenire subito con opere di messa in sicurezza e poi con la sostituzione, e ulteriori 350 presentano problemi di entità medio alta. Ritengo comunque che, alla luce di quanto sta emergendo oramai di giorno in giorno, in ordine a presunte frodi nella fornitura e all’impiego di materiali scadenti nella realizzazione degli alloggi, cittadini e amministrazione devono fare fronte comune. Il Comune non è la controparte, infatti, né dei cittadini né dei Comitati. Al contrario, siamo tutti sulla stessa barca e tutti abbiamo subito un danno per il quale il Comune pagherà un prezzo altissimo. Propongo, anzi, di tenere un incontro pubblico per confrontarci e capire come muoverci, tutti insieme, per trovare una soluzione e, soprattutto, per avere giustizia e ristoro dei danni».