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Elezioni Rapino: Tar respinge ricorso, Micucci resta sindaco

Il sindaco: «avrebbero voluto ribaltare la volontà popolare»

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Rocco Micucci

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RAPINO. Il Tar Abruzzo ha respinto il ricorso presentato dal candidato sindaco di Rapino Rocco Cocciaglia della lista 'Uniti per Rapino' contro la vittoria elettorale di Rocco Micucci, capogruppo della lista 'Insieme'.
Il ricorso si basava sul fatto che la lista 'Insieme' era stata presentata il 25 aprile su fogli formato A4 e non contigui, non ritenendo valida l'integrazione presentata il giorno successivo su fogli formato A3.
La Commissione aveva preso in considerazione le firme a disposizione che, seppur in due momenti, erano state presentate entro i termini previsti dalla legge.
Secondo Cocciaglia sarebbero stati compiuti errori formali nella presentazione della lista, mentre il Tar ha chiaramente affermato che «in materia elettorale l'aspetto formalistico deve cedere al criterio della massima tutela del diritto di elettorato passivo, adattandosi interpretazioni e/o soluzioni positive, onde assicurare un'effettiva competizione elettorale». 

Il termine ultimo per la presentazione delle candidature, ricostruiscono i giudici, era fissato per il 26 aprile. Il 25 alle ore 12,00, vi è stato un primo deposito di lista (indicazione di sindaco e 10 consiglieri, simbolo, due delegati designati) sottoscritta da 31 firmatari, con relativi allegati (certificati elettorali, candidati e presentatori), il tutto regolarmente spillato. Il giorno successivo, sempre entro le ore 12,00, sono depositati altri atti a integrazione del precedente modello elettorale, così come si legge nel verbale di consegna, in modo da avere due dichiarazioni, di cui la seconda, formato da fogli A3 fronte-retro, costituisce un corpo unico senza alcuna spillatura, necessaria per i fogli A4.
«In ragione di ciò, va valutato, in termini d’integrazione e completamento», specificano i giudici, «il comportamento dei candidati, dei presentatori e dei sottoscrittori di lista, anche perchè non sussiste alcun ostacolo normativo a quelle che sono possibili integrazioni, modifiche e rettificazioni».

«La volontà della parte, invero», si legge ancora, «non è quella di sostituire il primo deposito, che resta tale senza che vi sia stato alcun ritiro del modello spillato, ma di aggiungere agli atti, come un “unicum”, altra documentazione utilizzabile anche a integrazione, in base al principio del “favor” vigente in materia elettorale».
«Siamo soddisfatti per la decisione del giudice amministrativo - commenta Micucci - pur avendo avuto sempre la tranquillità di chi ha agito nel pieno rispetto delle norme e nella massima regolarità delle procedure. Il tentativo di Cocciaglia e della lista Uniti per Rapino di ribaltare la volontà popolare è stata disapprovata dal Tar che ha messo così fine ad una vicenda che ha creato non pochi turbamenti nella nostra comunità. Qualcuno per vincere pensava di poter correre da solo, senza concorrenti! Nel frattempo, in questi mesi, la nostra amministrazione ha lavorato regolarmente, ma spero che ora si possa voltare definitivamente pagina con il passato, nonostante le pesanti eredità da affrontare, e guardare al futuro insieme nell'interesse di tutti».