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S. Giovanni Teatino, a rischio il patto di stabilità interno

Lunga relazione del Revisore dimissionario sulla crisi dei conti

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S. Giovanni Teatino, a rischio il patto di stabilità interno

Ezio Chiacchiaretta


SAN GIOVANNI TEATINO. L’ombra del mancato rispetto del Patto di stabilità da parte del Comune di San Giovanni Teatino si è materializzata ieri sera durante un consiglio comunale partecipato, ma tranquillo, salvo le solite polemiche tra opposizione e maggioranza.
Dopo le schermaglie procedurali con le quali il presidente dell’assemblea Nicola Tumini ha tentato di limitare a dieci minuti il tempo degli interventi.
«Io parlo anche una o più ore», ha replicato Ezio Chiacchiaretta, che aveva presentato l’odg per  ascoltare la relazione del Revisore dei conti Andrea Ziruolo, che si è dimesso dalla carica per contrasti con l’amministrazione e soprattutto con il responsabile della contabilità, tanto che prima di lasciare l’incarico – in cui è stato già sostituito ieri sera - ha inoltrato una segnalazione alla Corte dei conti.
Dopo le scuse del sindaco per la gazzarra del precedente Consiglio giustificata con la passione con cui vengono seguite le vicende del Comune, di fronte ad un pubblico attento e disciplinato che ha riempito la sala consiliare, Ziruolo ha ripercorso le tappe della sua attività di controllo, specificando a più riprese che le sue erano notazioni tecniche e non critiche politiche, in quanto le decisioni e le scelte finali spettano al Consiglio comunale ed alla Giunta. E forse questo è lo snodo di tutta la questione che ora mette in crisi i conti del Comune. 

Ziruolo, ripercorrendo le sue verifiche dei flussi di cassa e ricostruendo i contrasti con il direttore della ragioneria Vicaretti sulla salvaguardia del patrimonio di San Giovanni Teatino, ha dimostrato che certe manovre sulle società partecipate al 100% dal Comune rischiano di indebolire appunto il patrimonio e risultano “elusive” delle norme ministeriali che tutelano il patto di stabilità interno. Questo non può essere consentito da un Revisore che segnala, ma non può imporre nulla, salvo informare la Corte dei conti. Così come è avvenuto anche per il recupero dei soldi percepiti in più dai dipendenti comunali e che pur iscritti in bilancio come credito non sono stati né recuperati né contrattati ai fini di una transazione. Il risultato è che si appesantiscono i conti e mette a rischio la solidità dell’amministrazione, la quale per salvare il salvabile potrebbe ora vendere – cioè chiudere – alcune società partecipate come la Fb servizi, licenziando il personale, come scorciatoia più rapida per risparmiare sui costi. Questo disegno politico amministrativo è stato ampiamente contestato dall’opposizione che con un lungo intervento di Ezio Chiacchiaretta ha messo sotto accusa la giunta attuale ed ha chiesto le dimissioni del sindaco Luciano Marinucci. Il tutto in un lungo excursus degli errori di questa amministrazione, dai rapporti “strani” con la Coop per questioni edilizie al riacquisto del campo sportivo che hanno messo in ginocchio le finanze comunali. Nessuna replica della maggioranza nel merito delle questioni sollevate, ma solo un appello dello stesso sindaco alle opposizioni per collaborare a salvare il bilancio.

Sebastiano Calella