RICOSTRUZIONE A PEZZI

L’Aquila, sotto sequestro 800 balconi del progetto Case

«Rischio incolumità per i cittadini»

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L’Aquila, sotto sequestro 800 balconi del progetto Case




L’AQUILA. Un provvedimento dalle misure macroscopiche che investe ben 800 balconi di 500 alloggi nei 22 plessi del progetto Case.
Dopo le indagini eseguite dal Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale (Nipaf) di L'Aquila del Comando provinciale del Corpo forestale dello Stato, il procuratore capo Fausto Cardella e il sostituto Roberta D'Avolio, hanno chiesto il sequestro preventivo di 800 balconi che si trovano nelle "new town" di Arischia, Cese di Preturo, Coppito, Collebrincione e Sassa per tutelare l'incolumità pubblica e per potere effettuare gli accertamenti tecnici sulle strutture oggetto del provvedimento.
Il fascicolo investigato, per ora a carico di ignoti, è stato aperto per il crollo colposo avvenuto il 2 settembre del balcone del progetto Case di Cese di Preturo e si è arricchito di altri due reati: frode in pubbliche forniture ed omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina.
Il Gip del Tribunale di L'Aquila Romano Gargarella ha emesso il decreto di sequestro che verrà eseguito dal Corpo forestale dello Stato lunedì prossimo, ore 9.30, ad iniziare da quelli del progetto Case di Cese di Preturo.

«Il provvedimento di sequestro, che riguarderà i balconi di circa 500 alloggi del progetto Case, non è rivolto contro gli inquilini assegnatari degli appartamenti», hanno spiegato stamattina in conferenza stampa Cardella, D'Avolio e il comandate Provinciale del Corpo forestale dello Stato Nevio Savini, «ma si vuole evitare che l'utilizzo dei balconi possa costituire pericolo per l'incolumità degli stessi e di quanti ne possano fruire».
Savini confida nella collaborazione di tutti coloro che saranno interessati del provvedimento.
E ieri Repubblica, in un articolo di Giuseppe Caporale, ha rivelato le prime risultanze investigative in merito al crollo del balcone: a cedere sono state le assi in legno che sorreggevano i terrazzini tenendoli ancorati alla struttura e «in base all'ipotesi degli inquirenti i pannelli ibridi della Safwood, impresa di Piacenza, (incollati e non inchiodati), sono stati equiparati dal collaudatore del progetto C.a.s.e. dell'Aquila ai pannelli inchiodati per i quali è sufficiente il rilascio di un attestato di qualificazione».
Nelle scorse settimane il sindaco Massimo Cialente aveva emesso l'ordinanza per impedire che gli inquilini dell'insediamento degli alloggi antisismici uscissero dai balconi, ritenuti non sicuri dopo il crollo di uno di questi. Il balcone crollato era posto al secondo piano di una palazzina prefabbricata post-sisma in via Volonte' ed era finito sul terrazzo dell'appartamento al piano inferiore. Per fortuna in quel momento non c'erano persone in nessuno dei due balconi, altrimenti si sarebbe rischiata la tragedia. 

«NON E’ SICURO USCIRE SUI BALCONI»
«La nostra azione è anche per ricordare agli inquilini che non è una cosa sicura uscire sui balconi», ha sottolineato il procuratore Cardella. «L'apposizione dei sigilli ad 800 balconi sarà effettuata in una maniera meno invasiva possibile anzi colgo l'occasione per scusarmi fin d'ora per i disagi che si potrebbero creare per i cittadini».
Subito dopo il crollo delle settimane scorse, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente aveva parlato di "difetti di costruzione". L'inchiesta della Procura per ora contro ignoti oltre alla ipotesi di reato di crollo colposo e frode nelle pubbliche forniture sta prendendo in esame anche eventuali responsabilità nel processo di manutenzione ordinaria e straordinaria. L'inchiesta sul legname fornito dalla azienda Safwood e che non sarebbe stato della qualità richiesta è della procura di Piacenza: nell'indagine oltre a varie ipotesi di bancarotta fraudolenta si ipotizzava anche il reato di truffa per aver partecipato all'appalto per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo presentando credenziali false.

«È un vero pugno allo stomaco quello che continua ad emergere dall’inchiesta della Procura. Crollo colposo e frode sono reati pesantissimi, di cui qualcuno dovrà rispondere». Lo dichiara la senatrice Pezzopane, alla luce del sequestro di 800 balconi del progetto Case.

«L’ennesima beffa, l’ennesimo schiaffo a questa città, che di crolli ne ha visti e subiti già troppi. Neanche nei cosiddetti alloggi antisismici si può vivere al sicuro.  Per costruire in fretta e veder realizzato il più grande miracolo compiuto in Italia, non si è risparmiato in cinismo e sciatteria. Si sono spese cifre astronomiche, lucrando su materiali scadenti, ancora una volta sulla pelle degli aquilani, trattati come cavie.   Gli sprechi di allora, per assecondare l’ostentazione dello show mediatico, li paghiamo oggi. Le risorse sono state sprecate per costruire case, che vengono spacciate per antisismiche, ma che sono state costruite frettolosamente, con tecniche e materiali sbagliati, la cui manutenzione costa un’enormità.  E questo perché qualcuno ha truffato, ancora una volta.  La magistratura vada avanti e faccia luce su tutte le responsabilità, ad ogni livello».

PRESTO I PRIMI INDAGATI?
Presto potrebbero esserci i primi indagati. Prima di agire il pm Roberta D'Avolio sta attendendo i documenti da parte del Corpo Forestale dello Stato sui lavori e sulle forniture di legno ritenuto scadente, insieme alla realizzazione dei balconi ritenuta difettosa.
  Accanto alle ipotesi di reato di crollo colposo e frode in pubbliche forniture e' stata formulata anche quella di omissione di lavori in edifici che minacciano la rovina, quest'ultimo in riferimento alla correttezza della manutenzione ordinaria e straordinaria e in relazione al fatto che secondo quanto si è appreso i cittadini avevano più volte denunciato anomalie nei balconi. Ma sul reato di frode in pubbliche forniture, effettuate nel 2009, c'è il rischio di prescrizione, come sottolineato dal procuratore della repubblica, Fausto Cardella.