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La paura di Sorgi per le perquisizioni e le carte da nascondere

Per il gip «concreto pericolo di inquinamento delle prove»

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La paura di Sorgi per le perquisizioni e le carte da nascondere

Antonio Sorgi




ABRUZZO. La necessità di nascondere certi faldoni è stata fatale per Antonio Sorgi.
È stato soprattutto questo comportamento che ha pesato nella decisione del giudice Romano Gargarella per determinare la possibilità di un eventuale inquinamento probatorio.
Insomma, «concreto pericolo di inquinamento delle prove»: per questo sono poi scattati gli arresti domiciliari per il super dirigente della Regione e per Antonio Giordano, dirigente in forze al Comune di Francavilla.
Probabilmente senza la prova che Sorgi aveva la necessità di nascondere documentazione non meglio accertata anche per lui ci sarebbe stato un provvedimento più lieve come quello irrogato ai soci Giovanni Vaccarini e Antonio Di Ferdinando che scontano solo un divieto di esercitare la loro professione.
Questa necessità particolare di Sorgi è emersa dalle indagini: dopo le perquisizioni da parte della Squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, (era metà dicembre 2013), sono stati molti gli incontri tra gli indagati per passarsi informazioni sull’indagine e sono apparsi inequivocabili i discorsi intercettati.
Intanto tutti gli indagati saranno ascoltati lunedì prossimo a L’Aquila dove avranno modo, se lo vorranno, di spiegare la loro versione portando nuove prove ed argomentazioni per confutare le accuse di turbativa d’asta ma soprattutto si associazione a delinquere.

IL GIORNO DOPO LA PERQUISIZIONE
Il 18 dicembre 2013 alle 7:38, all'indomani della perquisizione subita, Sorgi tenta di chiamare, senza avere risposta, Antonio Giordano il quale tuttavia non può rispondere perché egli stesso sta subendo a sua volta la perquisizione da parte della polizia.
La stessa mattina, però, Sorgi alle 9:25 si reca negli uffici del socio Antonio Di Ferdinando avvisandolo di aver subito una perquisizione in relazione proprio alla gara di Francavilla. Anche questa conversazione è intercettata in ambientale.
E nel colloquio si fa riferimento anche all'incontro avuto da Sorgi con Roberto Olivieri, presidente della commissione di appalto per il progetto di finanza del cimitero di Francavilla.


Di Ferdinando: «Io pensavo che era qualcosa che riguardava appunto la Regione…»
Sorgi: «No, in generale, turbativa d'asta, sia alla Regione che.. Francavilla… Ho incontrato Roberto!!… Roberto, cazzo… Ieri con te abbiamo parlato per telefono?… Di sta cosa… chi ha detto che parlavo con Roberto, per telefono… Me l'ha chiesto…?»
Di Ferdinando: «tu mi hai detto che dovevi incontrarlo…»
Sorgi: «L'ho detto per telefono?…»
Di Ferdinando: «Sì…»
Sorgi: «Questo diranno… diranno che l’ho incontrato…»
Di Ferdinando: «eh...»
Sorgi: «io ho detto che l’ho incontrato perché… Se mi hanno seguito… Mi pare l'ideale…»
Di Ferdinando: «In effetti… I finanziamenti… Non ci stanno… Non è che…»
Sorgi: «No, no,… È chiaro che quel Giovanni… Voi non avete nessun rapporto con la Regione… È naturale questo… Senno’ come cazzo fai a muoverti, capito? (incomprensibile)… finanziamenti… E poi il consorzio non prende finanziamenti… È solo… E poi…»

Nella conversazione lo stesso Sorgi ammette che la società “LT Progetto”, formalmente intestata alla moglie, era di fatto da lui gestita. È sempre dalla conversazione si evince che la finalità dell'incontro tra Sorgi e Di Ferdinando era quello di fare una “bonifica documentale” di eventuali atti compromettenti, procedendo nel caso a loro occultamento.
I poliziotti ascoltano il fruscio delle carte e dei faldoni che vengono prelevati, spostati e messi sulla scrivania, si cercano contratti, atti di costituzione e altro, si trovano le carte di Sincretica, la società di Giovanni Vaccarini, ma non si trovano quelle della Lt Progetto.

COME FAR SPARIRE I DOCUMENTI?
La segretaria si dà da fare e controlla i vari fascicoli al fine di verificare se occorre far sparire qualcosa.
La segretaria: «i fascicoli che stavano lì dentro. Questi devi controllare... Controlla che ci sia qualche cosa che magari è da togliere…»
Insomma Sorgi temendo che la polizia potesse tornare nuovamente presso la sua abitazione come aveva già fatto concordava anche con la moglie di nascondere della documentazione contenuta in una cartella:

Sorgi: «devi prendere il fascicolo… quello di coso…»
Moglie: «il fascicolo?»
Sorgi: «quello di (incomprensibile) … Non lo ha preso tant'è… Poi devo togliere la cartella quella del fotovoltaico… Dove la nascondo? Dove la metto la roba?»
Moglie: «sotto allo studio in qualche rivista mia… Dentro un libro…»
Sorgi: «un libro… È una cartella… è una cartella…»
Moglie: «no… È un fascicolo…»
Sorgi: «è una cartella… è una cartella…»
Sempre dalle intercettazioni emerge anche che il super dirigente temendo nuovamente una perquisizione aveva fatto una sorta di bonifica informatica al suo computer è resettato un hard disk.
Moglie: «Mettiti d'accordo con tua zia per il tablet… Diglielo a tua zia per il tablet…»
Sorgi: «Senno’ Federico… Federico e Lorenzo, capiscono… due ragazzi… Ha comprato…»
Moglie: «Non è che poi li interrogano dopo…»
Sorgi: «costa 450 euro non è che costa 1 milione di euro… Costa 400 euro»
Moglie: «540…»
Sorgi: «l'ultimo modello…»
Moglie: «tu quello che mi hai detto hai detto che costa sulle 500 (..) A saperlo lo facevamo sparire»
Sorgi: «Lorella a saperlo… Toglievo i… (incomprensibile)»
Moglie: «che toglievi?»
Sorgi: «Toglievo l'hard disk del backup e facevo… Pulivo tutto il computer… cazzo me ne frega… Quello ha il backup… Cancellavo tutto… Il computer lo azzeravo tutto… A zero… (inc) Ho ripulito tutto…»
Moglie: «eh»
Sorgi: «avevo già ripulito tutto… Quando successe… Io ho lasciato i file dei lavori… Tutta la roba dentro lo scaffale… Ho tolto tutto!!!»

Alessandro Biancardi