VERGOGNA INFINITA

Sisma L'Aquila, crollo balcone: «pannelli incollati e non inchiodati»

Una azienda di Piacenza coinvolta nell’inchiesta

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Sisma L'Aquila, crollo balcone: «pannelli incollati e non inchiodati»

 



L’AQUILA. Un'azienda piacentina coinvolta nel crollo del balcone in una palazzina degli alloggi antisismici dell'Aquila costruiti dopo il terremoto del 2009.
Si tratta della Safwood, azienda che vendeva legname, dichiarata fallita dopo una vasta indagine della Guardia di Finanza di Piacenza coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Colonna.
Indagine in cui, oltre a varie ipotesi di bancarotta fraudolenta, si ipotizzava anche il reato di truffa per aver partecipato all'appalto per la ricostruzione post-terremoto in Abruzzo presentando credenziali false.
Si configura secondo la Procura anche il reato di truffa aggravata ai danni dello Stato, contestato ad alcuni ex dirigenti Safwood. Per questo motivo il sostituto procuratore Antonio Colonna invierà nei prossimi giorni gli atti ai colleghi aquilani, che hanno competenza sull'argomento.
«Da Piacenza non sono arrivati documenti, quando arriveranno valuteremo se ci sono aspetti che possono essere utili alla nostra inchiesta», ha commentato il Procuratore della Repubblica dell'Aquila, Fausto Cardella.
L’azienda ha fornito il legno per realizzare un insediamento del progetto case all'Aquila, dove i balconi sono crollati per «difetti di costruzione», come denunciato dal sindaco dell'Aquila Massimo Cialente.
Un caso sul quale la stessa procura dell'Aquila sta indagando.

IL CRACK
La ditta in questione è la Safwood, sul cui crack ha posto l'attenzione la Guardia di Finanza di Piacenza: nell' ambito di quella indagine sarebbe venuta fuori una fornitura di legno di 11 milioni in subappalto che secondo gli le Fiamme gialle di Piacenza sarebbe "fasulla" al raggruppamento temporaneo d'impresa (Rti costituito dalle azienda napoletane Iter Gestione e Appalti Spa, Sled Spa e Vitale Costruzioni Spa).
La Rti si è aggiudicata una parte del bando pubblico della protezione civile nazionale per la realizzazione in 19 news town di circa 4500 alloggi prefabbricati antisismici dove sono stati ricoverati oltre 16mila aquilani rimasti senza casa dopo il terremoto del 6 aprile 2009.
Queste aziende, per problemi finanziari, successivamente sono state acquisite da altre imprese, tanto è vero che il Comune dell'Aquila nel contenzioso avviato dopo il crollo del balcone, ha come controparte l'assicurazione con la quale la Rti ha stipulato la polizia fideiussoria.
Dopo il crollo del balcone dal secondo al primo piano, per il quale solo per caso non si è verificata una tragedia, il Comune dell'Aquila ha attivato controlli negli altri insediamenti, circa 500 alloggi, realizzati dalla Rti vietando comunque l'utilizzo delle terrazze.
«Subito dopo il grave fatto abbiamo aperta una inchiesta che è in pieno svolgimento», ha spiegato ancora il procuratore capo che non si è pronunciato sugli esiti. La proprietà del progetto case è passata dalla protezione civile nazionale al comune dell'Aquila in un clima di polemiche soprattutto per la difficoltà a reperire fondi per la gestione e la manutenzione. Per quest'ultimo servizio è stato affidato con una serie di proroghe alla Manutencoop che aveva vinto il bando con la protezione civile, che scadrà in questi giorni. 

Assi senza bulloni ma con la colla
E ieri Repubblica, in un articolo di Giuseppe Caporale, ha rivelato le prime risultanze investigative in merito al crollo del balcone nel progetto case: a cedere sono state le assi in legno che sorreggevano i terrazzini tenendoli ancorati alla struttura e «in base all'ipotesi degli inquirenti i pannelli ibridi della Safwood (incollati e non inchiodati), sono stati equiparati dal collaudatore del progetto C.a.s.e. dell'Aquila ai pannelli inchiodati per i quali è sufficiente il rilascio di un attestato di qualificazione».
Mentre la Guardia di Finanza nella sua informativa scrive: «appaiono interessanti le dichiarazioni rese da Paolo Lavisci (consulente della ditta, ndr): "La Safwood rischiava di non superare il collaudo, con evidenti ricadute di carattere economico [...]"; "Per quanto di mia conoscenza non ha concluso positivamente nessuna delle due procedure (tra cui la richiesta di rilascio di un certificato d'idoneità tecnica all'impiego, ndr). In particolare la seconda è stata interrotta dopo un mio colloquio con Paolo Zanon, membro della commissione di collaudo. Con lui si concordò, su mia indicazione, che, attesa la natura "ibrida" dei pannelli della Safwood e la presumibile lunghezza della procedura di conseguimento del certificato, fosse più semplice e congruo considerarli pannelli inchiodati, per i quali non sarebbe stata necessaria una procedura diversa dalla semplice qualificazione"».

11.438 PERSONE NEI MAP    
Intanto l’assistenza alla popolazione ha elaborato i dati aggiornati all’ ottobre sui beneficiari delle varie forme di sostegno in seguito al terremoto del 6 aprile 2009.
Sono 81 gli alloggi disponibili, di cui 63 nel Progetto Case e 18 Map. Sono 57, invece, quelli in manutenzione a cura del settore Ricostruzione pubblica. Le persone che vivono nel Progetto Case ammontano a 11.438, mentre sono 2.396 quelle che dimorano nei Map. L’Assistenza alla popolazione ha inoltre reso noto che sono 133 i contratti di affitto per appartamenti del Fondo Immobiliare e 38 i contratti rinnovati per le case in affitto concordato. Percepiscono il contributo di autonoma sistemazione 1.635 persone.