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Il vice presidente del Csm Legnini: «le nuove sfide con il mio passato nel cuore»

Le emozioni del vice presidente Csm al momento dell’elezione

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Il vice presidente del Csm Legnini: «le nuove sfide con il mio passato nel cuore»

Giovanni Legnini



ABRUZZO. «E’ stata un’emozione indescrivibile, fortissima. Il presidente della Repubblica, il plenum della magistratura, i rappresentanti del Parlamento, l’attenzione dei mezzi di comunicazione tutti concentrati sulla mia elezione a vice presidente del Consiglio superiore della magistratura.  E insieme all’emozione c’era intensa la consapevolezza del mio nuovo ruolo e delle sfide che attendono il nuovo Consiglio».
Giovanni Legnini, appena eletto vice presidente, racconta a PrimaDaNoi.it come ha vissuto quei momenti in cui è stato investito di un ruolo delicato e decisivo per le Istituzioni, soprattutto in questo momento così delicato anche per la Magistratura.
La voce è ferma e riesce a trovare qualche minuto nel trambusto della giornata e tra le richieste che piovono da ogni parte.
«La Magistratura è e dovrà essere sempre autonoma, indipendente ed imparziale» ha sottolineato lo stesso Legnini nel discorso subito dopo l’elezione, presente il Presidente Giorgio Napolitano. 

«Con il ministro della Giustizia ci sarà sempre un confronto non rituale, ma effettivo sul contenuto delle riforme», ha aggiunto il neo vice presidente Csm, sottolineando che saranno sempre segnalate le norme in contrasto con gli obiettivi dell’indipendenza della magistratura o che potranno ledere il ruolo dei giudici.
 Il suo discorso è stato molto apprezzato, soprattutto quando ha parlato di «rapidità dei giudizi e certezza del diritto» che «costituiscono il presupposto affinché si torni a guardare ai giudici e ai pubblici ministeri come ai detentori prestigiosi ed affidabili di una funzione che è e dovrà essere sempre autonoma, indipendente ed imparziale».
 Ma cosa pensava in quel momento?
«Naturalmente ero concentrato sull’argomento, perché non era un discorso rituale, tanto per dire – racconta Giovanni Legnini – e nella mia esperienza politica ormai lunga questa vice presidenza è sicuramente il punto più alto raggiunto. Ma se il cervello era puntato sulla giustizia, il cuore era in tumulto e le emozioni, le esperienze, i contatti umani, la famiglia, l’Abruzzo erano sullo sfondo. E credo che nei concetti che ho espresso c’erano sicuramente le mie radici, la mia professione, la mia attività politica. Che oggi – a mente più fredda – si ripresentano ancora più netti e vicini».

 Questo significa che l’elezione non taglia i suoi legami con la Regione di cui è rappresentante?
«Certamente il mio ruolo di terzietà non mi consentirà di essere operativo come prima – spiega il neo vice presidente – ma sui grandi temi, se richiesto, cercherò di dare il mio contributo compatibilmente con la mia nuova funzione. Insomma l’Abruzzo nel cuore non sarà uno slogan: non farò mai mancare il mio sostegno a chi lavora per un futuro migliore della regione».
Un saluto particolare agli abruzzesi?
«In questi giorni mi sono giunti messaggi a migliaia da tutte le parti e non so se riuscirò a rispondere a tutti – conclude Giovanni Legnini – approfitto perciò di questa occasione per dire che ringrazio per i messaggi di felicitazione e aggiungo che proprio questa corale manifestazione di affetto mi darà la forza di operare serenamente. Gli amici, i colleghi avvocati, i collaboratori, la famiglia e l’Abruzzo, tutto continuerà ad avere un posto riservato nel mio cuore».
Poi il nuovo vice presidente si congeda e ritorna alla lunga giornata che lo attende.

Sebastiano Calella