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Carichieti, 5 Stelle: «Bankitalia chiarisca i veri motivi del commissariamento»

I grillini esprimono perplessità su ciò che è accaduto nelle ultime settimane

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Gianluca Castaldi

Gianluca Castaldi

CHIETI. Sei senatori del Movimento 5 Stelle hanno presentato una interrogazione sul commissariamento della Carichieti.

Il Ministero dell’Economia con decreto del 5 settembre 2014, ha disposto, su proposta di Banca d’Italia, lo scioglimento degli organi della cassa di risparmio con funzione di amministrazione e di controllo e la sottoposizione della stessa alla procedura di amministrazione straordinaria.

La Banca d’Italia ha poi nominato come commissario straordinario, Riccardo Sora e i componenti del Comitato di sorveglianza, Paolo Benazzo, Maria Teresa Bianchi e Marco D’Alberti.
Dopo Tercas  e Caripe, Carichieti è dunque il terzo istituto di credito a ricevere il provvedimento straordinario  e l'Abruzzo rischia di perdere la sua ultima Cassa di Risparmio espressione del territorio.
Dal documento della Banca d’Italia si evince che le sofferenze ammontano a 435 milioni di euro, che le perdite previste ammonterebbero a 304 milioni, che vi sarebbero ingerenze vietate ed intrecci con personaggi della Fondazione, rischi in materia di antiriciclaggio, “fidi facili” ad amici imprenditori e nomi noti a livello locale, lacune nella gestione di crediti per 109 milioni di euro ad alcuni imprenditori dell’area Chieti-Pescara, e poi ancora 5 milioni di euro concessi a una società riconducibile a un consigliere della banca, la mancata azione di responsabilità verso l’ex dg della Cassa, Francesco Di Tizio, per finire con la storia che avrebbe guidato la banca, non senza suggeritori

Nel merito, il M5S, tramite i parlamentari Gianluca Castaldi, Nicola Morra, Enrico Cappelletti, Gianni Girotto, Ornella Bertorotta e Vito Petrocelli, chiede al Ministero dell'economia e delle finanze maggiore trasparenza sulle motivazioni che hanno condotto alla  decisione, ed esprime preoccupazione per le sorti della Cassa.

Inoltre, i grillini sottolineano l'opportunità di «incrementare le attività ispettive e di controllo sull'operato degli istituti finanziari al fine di evitare il ripetersi di incresciose situazioni» analoghe alle vicende di Tercas, Caripe e CariChieti.
Secondo i pentastellati «potrebbe essere stato travalicato il potere di vigilanza bancaria nel caso in cui  il commissariamento sia stato utilizzato in maniera distorta e strumentale, per favorire precisi e individuati gruppi d’interesse tali da configurare fattispecie di corruzione, concussione, falso, truffa e abuso d’ufficio».
E sempre secondo i 5 Stelle, non sono chiari i motivi per cui il direttore Roberto Sbrolli «risulti essere stato confermato nella carica, nonostante abbia "manifestato una ridotta autonomia di giudizio in talune scelte concernenti il personale e scarso rigore nella gestione del credito, con particolare riferimento ai citati rapporti facenti capo all’ex presidente della Fondazione"».
 «Un'eventuale grave esposizione al rischio creditizio», si legge ancora nell’interrogazione, «avrebbe dovuto avviare i necessari rilievi già all’indomani dell'approvazione del bilancio per l’esercizio 2013. In tale circostanza Bankitalia non avrebbe mosso alcun rilievo formale e sostanziale».
I grillini chiedono ancora che Bankitalia renda conto del suo operato «motivando le ragioni, le finalità del commissariamento nonché i criteri con i quali vengono nominati  i commissari; andrebbero definite con certezza le questioni inerenti gli assetti futuri, anche relativamente agli aspetti occupazionali, al fine di pervenire ad una rapida definizione della vicenda in modo che Carichieti possa proseguire la propria mission sostenendo lo sviluppo del tessuto economico e sociale del territorio teatino ed abruzzese».