IL RE SOLE

Sorgi 10 anni fa: la metropolitana della neve e la presunta richiesta di tangente

Un'opera misteriosa, mai realizzata e costosa per la quale in molti si sono battuti

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Antonio Sorgi

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ABRUZZO. Il passato si abbatte come un macigno su Antonio Sorgi, il super dirigente della Regione Abruzzo arrestato con l’accusa di associazione per delinquere, turbata liceità degli incanti e corruzione, e contribuisce a determinare le misure cautelari e le accuse di oggi.
Dal passato remoto ritorna una presunta richiesta di tangente relativa a un'opera di oltre 10 anni fa da versare su un conto dell'architetto Giovanni Vaccarini per non destare sospetti. E poi c’è anche una e-mail con la bozza di una “collaborazione” per mascherare la presunta corruzione.
Emergono dalla nebbia dei tempi anche fatti dimenticati e mai approfonditi abbastanza che riguardano l'attività professionale di Antonio Sorgi nel momento in cui era appena arrivato in Regione Abruzzo ma già molto attivo nella doppia veste di imprenditore e funzionario pubblico.
Nell'ordinanza di custodia cautelare che ordina i domiciliari, firmata dal giudice Romano Gargarella, si trovano anche inaspettati riferimenti ad una inchiesta archiviata moltissimo tempo fa che riguardava la costruzione dell'opera pubblica finanziata con oltre 25 milioni denominata metropolitana della neve o "snow Shuttle" da costruirsi a Roccaraso.
Gli investigatori, infatti, hanno potuto godere di una fortuita coincidenza che ha permesso di imbattersi nelle carte di una inchiesta del 2004 che è stata trattata dai tribunali di L’Aquila e Sulmona per morire definitivamente nel 2008.
I principali imputati erano già Antonio Sorgi e Giovanni Vaccarini, il super dirigente regionale e l’amico socio archistar.
Gli episodi sono citati dalla Squadra Mobile di Pescara per confermare l'esistenza di un'associazione a delinquere tra i due, insieme all’altro socio di sempre Antonio Di Ferdinando, anche lui dentro la società “Consorzio progetti & finanza srl”.


«Dalle attività di indagini esperite», scrive il giudice Gargarella, «si può affermare che i primi rapporti tra Sorgi e Vaccarini risalgono sicuramente al marzo 2004, data di costituzione della società gestita da quest'ultimo, la Sincretica srl , quando vi era il progetto in Abruzzo di realizzare una metropolitana, cosiddetta "Snow Shuttle". In tale ambito, infatti, furono registrate alcune conversazioni telefoniche nel corso delle quali il consorzio che avrebbe dovuto realizzare il progetto, la M.N. (Metropolitane di Napoli spa o Metronapoli spa) promise a Sorgi, già in servizio presso la Regione Abruzzo e coinvolto nelle procedure di rilascio delle autorizzazioni di impatto ambientale, l'erogazione di 55.000 euro».
Dall'attività di indagine di allora emergono dunque conversazioni telefoniche intercettate dalle quali si comprendono i rapporti tra Sorgi e l’allora sindaco di Roccaraso, Camillo Valentini (che si toglierà la vita in carcere nel 2004), rapporti che ruotavano intorno alla realizzazione della contestata opera pubblica e su una consulenza tecnica. Sta di fatto che Sorgi inviò al sindaco una bozza di conferimento di incarico professionale in una mail datata aprile 2004. L’incarico riguardava lo studio di impatto ambientale (proprio l’aspetto che poi Sorgi doveva valutare come presidente del comitato Via) da affidare all’amico Vaccarini mentre in realtà l’accordo era che lo studio tecnico sarebbe stato approntato dallo stesso Sorgi.
Gli investigatori, allora, ascoltano le telefonate capiscono che questa consulenza potrebbe mascherare la corruzione anche perché alcuni componenti della società di Napoli giudicavano il prezzo richiesto dal dirigente regionale «troppo elevato».
Le telefonate sono tra il sindaco Valentini e l'ingegner De Risi di Metronapoli spa.

VALENTINI: «… Io lo chiamo un attimo la persona chi ce lo ha messo davanti (riferito Sorgi ndr), che sarebbe l'assessore… (Del quale in ogni caso non fa il nome ndr) e poi ti richiamo tra qualche minuto…»

Gli investigatori annotarono nel loro rapporto del 2004 che subito dopo il sindaco Valentini chiamò l'allora assessore Desiati, che pure fu indagato per quella storia e poi assolto come altri, il quale gli comunicò però (senza essere messo al corrente delle ragioni della telefonata) che in quel momento era impegnato e non poteva assolutamente rispondere. Dalle carte non risultano altri elementi per capire se poi vi furono altre telefonate e cosa si dissero in proposito.

 

«Quanto alla posizione dei due indagati principali, il funzionario Sorgi e l'architetto Vaccarini (che avrebbe dovuto fare da prestanome facendo solo apparire di aver redatto la relazione che in realtà era programmata da Sorgi e da Valentini) la prova documentale è assai scarsa», scriveva il pm nella sua richiesta di archiviazione di quella indagine, «unico documento acquisito è rappresentato dal semplice rinvenimento dell'e-mail trasmessa da Sorgi a Valentini con la bozza di scrittura di conferimento di incarico professionale per la relazione di impatto ambientale che la società Metropolitane spa avrebbe affidato formalmente alla società "Sincretica" . L'interessamento e l'aiuto di Sorgi è evidente ma nessun conferimento di incarico formale è stato rinvenuto»,

scrive il pm motivando la sua richiesta di chiudere l'inchiesta. E poi continua:

«dalla telefonata di cui all'allegato 48 emergerebbe che Valentini e De Risi della società Metronapoli stiano per formalizzare l'incarico a Vaccarini (il Valentini è perfettamente consapevole del fatto che la relazione la redigerà Sorgi). Non riescono perché mancano dei dati e il sindaco ricontatta Sorgi. Questo avviene il 24 maggio 2004. Il giorno successivo il sindaco di Roccaraso, Valentini, contatta De Risi e gli fa comprendere chiaramente che non è assolutamente d'accordo sulla liquidazione richiesta, giacché sarebbero state calcolate tariffe troppo elevate. Sorge in realtà da parte di chi legge la telefonata», scrive ancora il pm, «il sospetto che la tariffa mascheri una sorta di tangente chiesta da Sorgi o comunque il prezzo della corruzione. Dopodiché non è dato sapere come va a finire la vicenda. Pertanto (pur essendo chiaro nelle sue linee essenziali il piano illecito) è difficile giuridicamente ipotizzare anche solo il tentativo relativo al reato di corruzione e sostenere che gli indagati non siano riusciti nell'intento per cause indipendenti dalla loro volontà, anziché per questioni relative proprio al mancato accordo sul prezzo. D'altro canto quanto alla richiesta di idoneità degli atti, a prescindere dalle conversazioni, esiste solo una bozza inviata via e-mail ma non recepita in alcun documento formale acquisito agli atti».

Queste le motivazioni che indussero il pubblico ministero di allora a richiedere l'archiviazione, nonostante non fosse messa in discussione la ricostruzione dei fatti o il rinvenimento dell'unica prova.

Il giudice per le indagini preliminari Gargarella oggi ricorda poi che il suo collega dichiarò l'incompetenza territoriale e trasmise gli atti a Sulmona dove il fascicolo venne definitivamente archiviato.
La procura della Repubblica dell'Aquila il 3 settembre 2008 chiedeva l'archiviazione sia per Sorgi che per Vaccarini.
«All'epoca, l'acquisizione di un'email inviata da Sorgi a Valentini con allegata una bozza di scrittura di conferimento di incarico professionale non era elemento di indagine sufficiente», scrive oggi nell'ordinanza di custodia cautelare il giudice, «ma, alla luce dei rapporti attuali tali fatti appaiono indice della sussistenza di un accordo pregresso».
Dunque per gli inquirenti -ma anche per il giudice che ha stabilito le misure cautelari per Sorgi- risulta rilevante l'episodio di 10 anni fa nel quale quel tentativo di presunta corruzione viene giudicato isolatamente.

IL GROVIGLIO DELLO SNOW SHUTTLE
Il progetto era di quelli ambiziosi, ne parlò anche la stampa nazionale e fu ribattezzata «la funicolare più lunga d'Europa»: 4.624 metri di lunghezza, per due terzi nel cuore delle rocce.
Era il "Metrò della Neve", ma anche lo "Snow Shuttle", «un'opera di ingegneria avanzata», un vero e proprio ‘pallino’ del sindaco Camillo Valentini, poi arrestato e morto in carcere due giorni dopo.
L’opera doveva collegare Roccaraso alla stazione sciistica di Aremogna - due punti geografici distanziati da 7 chilometri di strada montana - superando un dislivello tra monte e valle di 350 metri e seguendo una pendenza del 7 per cento.
Un sistema di mobilità di tipo a fune terrestre viaggiante su binari capace di trasportare 3 mila persone all’ ora (480 persone a convoglio) ad una velocità a regime di 45 chilometri orari, in qualunque condizione atmosferica, e in soli otto minuti.
Il trenino finì anche nelle carte della maxi inchiesta che sconvolse la ‘Cortina del Sud’, una inchiesta che contava 35 indagati, accusati di «indirizzare con modalità illecite le linee programmatiche della Regione in materia di lavori pubblici; pilotare gli appalti pubblici per l’adeguamento delle strutture per la Coppa del Mondo di sci; veicolare le risorse della Regione e della Comunità europea a favore di imprese già individuate truccando le gare d’appalto».
Per 15 di questi le accuse erano ancora più pesanti perché sospettati di far parte di un’associazione a delinquere per agevolare gli interessi di alcune imprese del consorzio di imprese (socio di minoranza la Stu Roccaraso Spa e le imprese che costituivano la società consortile “Snow Shuttle”, socio di maggioranza della costituenda Stu “Snow Shuttle Spa”). Nel corso degli anni sono stati tanti i processo incardinati, quasi tutti archiviati compreso quello più corposo, relativo proprio alla realizzazione del Metrò della Neve. Dove non è arrivata la archiviazione ci ha pensato la prescrizione cancellando anni di inchieste di fatto finite nel nulla.

Alessandro Biancardi