MANI BUCATE

Il Comune di Ari verso il dissesto finanziario

Il nuovo sindaco: «è un’operazione verità sui conti ereditati»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4154

Il Comune di Ari verso il dissesto finanziario

Marcello Salerno




ARI. L’ombra del dissesto finanziario su Ari, Comune fiorito.
Ci potrebbe essere il Commissario nel destino immediato di questo piccolo centro nel circondario di Chieti con poco più di mille abitanti alle prese con troppi debiti e troppe spese irregolari, con una contabilità disordinata e con le vecchie amministrazioni più attente all’immagine esterna che alla buona salute delle casse comunali.
Così illustra la situazione dei conti di Ari il nuovo sindaco Marcello Salerno che annuncia per venerdì la convocazione del consiglio comunale per la dichiarazione di dissesto finanziario: «si tratta di una decisione sofferta, ma inevitabile – spiega il primo cittadino, in carica da quattro mesi – e giunta a conclusione degli accertamenti disposti subito dopo il mio insediamento sullo stato di salute del Comune. Il quadro dei conti è sconfortante: è emersa una situazione di grave squilibrio finanziario strutturale che impedisce all’Ente di assolvere alle proprie funzioni. C’è un passivo complessivo di 4 mln, compreso 1 mln di debiti fuori bilancio, ci sono anticipazioni di cassa ben oltre il consentito, insomma una situazione ingovernabile frutto di anni di spese incomprensibili che debbono essere chiarite. Infatti oggi il Comune deve far fronte ai creditori inferociti per forniture vecchie non saldate e che telefonano un giorno si e l’altro pure per il pagamento – ad esempio – delle decine di migliaia di euro per acquisto di fiori per partecipare ai vari concorsi per il “Comune fiorito d’Italia”, ma sistematicamente buttati non appena iniziavano minimamente ad appassire. Oppure chiedono il saldo per le ceramiche offerte in dono agli invitati delle manifestazioni per la memoria e la legalità oppure ci sono 200 mila euro di utenze non pagate, soprattutto energia elettrica. Il nostro paese è stato illuminato per anni come fosse Las Vegas, ora non abbiamo nemmeno il minimo indispensabile».
 Quale significato ha questa ricognizione sulle casse comunali?
«Con la dichiarazione di dissesto – continua Marcello Salerno – ho voluto un’operazione di trasparenza e di verità, a tutela di tutti i cittadini di Ari. Non chiedere il dissesto corrispondeva a continuare a nascondere la reale condizione finanziaria dell’Ente e a diventare corresponsabili di questa situazione. Al contrario, ho voluto separare con una netta linea di demarcazione quello che sarà il nostro operato da quello di chi ci ha preceduto, in modo da chiudere un capitolo e aprirne uno nuovo basato su corretti e sani principi di gestione finanziaria. E’ chiaro che chi ha amministrato il Comune di Ari portandolo al dissesto dovrà assumersi le proprie responsabilità contabili, amministrative, erariali ed eventualmente anche penali. E risponderà, come previsto dalla legge, di tutti i danni provocati ai cittadini di Ari, in ogni sede e fino all’ultimo centesimo».

 Si annunciano perciò tempi duri per le vecchie amministrazioni (dal 1999 si sono succeduti per due legislature i sindaci Renato D’Alessandro e per una Elena Di Biase che per vice aveva ancora D’Alessandro) che ora vengono chiamate dal nuovo sindaco a chiarire questa situazione debitoria.
«Negli ultimi cinque anni, come capogruppo di minoranza – spiega ancora il sindaco in carica - avevo già inutilmente denunciato più volte le pesanti anomalie riscontrate nella gestione finanziaria dell’Ente, di cui oggi ho trovato clamorosa conferma. Proprio dopo le segnalazioni di questa amministrazione, la Corte dei Conti ha recentemente confermato la presenza di gravi irregolarità, a partire addirittura dal 2008. Ora i risultati dell’attento e analitico percorso di ricostruzione della reale situazione finanziaria del Comune sono contenuti in una relazione elaborata congiuntamente dal Responsabile finanziario interno, da un esperto universitario di riconosciuta competenza nel settore della contabilità pubblica come il prof. Andrea Ziruolo, nonché dalla relazione obbligatoria del Revisore dei conti. Questi documenti attestano concordemente che la dichiarazione di dissesto è l’unica strada praticabile e che tale situazione è stata determinata da precisi comportamenti adottati al di fuori dei corretti principi di gestione finanziaria e riconducibili all’operato delle precedenti amministrazioni negli ultimi 10 anni: spese gestite al di fuori delle regole contabili, pagamenti di presunte poste debitorie senza che vi fosse stato a monte il relativo impegno di spesa, non corretta tenuta della contabilità, equilibri finanziari artificiosi nei bilanci, utilizzo di fondi vincolati necessari al completamento di opere pubbliche e distratti per finanziare altre spese. Questo ha determinato un impiego artificioso dell’anticipazione di tesoreria al di sopra del limite di legge che aggrava ancor più il saldo negativo di cassa pari a € -337.060,36, debiti fuori bilancio per oltre 1 milione di euro (circa 143% delle entrate correnti) che sommati alle anticipazioni di tesoreria o a quelle richieste presso la Cassa Depositi e Prestiti, ai mutui e ad altri debiti hanno determinato una massa passiva che sfiora i 4 milioni di euro».
Ed ora, con la dichiarazione di dissesto dovrebbe essere nominato un Commissario chiamato a gestire esclusivamente i debiti accumulati ad Ari fino al 31/12/2013.

Sebastiano Calella