IL REGNO DEL RE SOLE

Arresto Antonio Sorgi, 15 anni di opere all’insegna del conflitto di interessi

Nell’esposto del Wwf le anomalie sui lavori di Ortona al porto, Postilli-Riccio e cimitero

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Antonio Sorgi

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L’AQUILA. «Non conosco i fatti, non ho ancora letto le carte giudiziarie, appena avrò opportunità prenderò gli opportuni provvedimenti. Di sicuro non perderemo tempo».
Così il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, ha commentato l'arresto del super dirigente regionale Antonio Sorgi, ai domiciliari da questa mattina con l’accusa di associazione a delinquere, turbata libertà degli incanti e corruzione.
 D'Alfonso che fin dalle prime ore di questa mattina ha cercato di appurare se anche altri dirigenti regionali fossero coinvolti nell’indagine per prendere gli opportuni provvedimenti, parla di «dispiacere sul lato umano» ma annuncia una riorganizzazione e un «totale rinnovamento», cosa peraltro chiesta anche dal Movimento 5 Stelle che vuole la sospensione immediata del super dirigente. «Sulle sue spalle troppe deleghe e servizi», ammette D’Alfonso.
Proprio nella giornata di oggi il governatore avrebbe dovuto sancire la fine degli incarichi fiduciari di Sorgi come dirigente (insieme a quello di Pierluigi Caputi), incarico affidato dalla precedente giunta.
Secondo quanto si apprende la scadenza contrattuale era proprio oggi e la giunta dovrebbe scegliere altro professionista più vicino al centrosinistra.  D’Alfonso dopo il suo insediamento aveva rinnovato l’incarico come “commissario” per i rifiuti a Sorgi per 30 giorni mentre si discuterà oggi anche la contestuale sospensione che la legge prevede come obbligatoria per i dipendenti delle pubbliche amministrazioni colpiti da misure cautelari.

Si dice «sorpreso e sconcertato», invece, l'ex presidente della regione Gianni Chiodi che con Sorgi ha condiviso cinque anni di gestione della regione. Prima spiega di essere «convinto che dimostrerà la sua estraneità» poi dice a braccia aperte che «per quello che ho visto in cinque anni si è trattato di un dirigente molto efficiente e un gran lavoratore. Spero chiarirà quanto accaduto ma io non ho mai avuto nessun segnale che intorno a lui potessero esserci vicende del genere». Non sono mancati attestati di stima in questi 5 anni da parte dell’ex presidente specie nei momenti più delicati che hanno già sfiorato Sorgi come quando fu indagato nell’ambito dell’inchiesta sulla filovia di Pescara o dopo nell’ambito dell’inchiesta sui progetti Ipa Adriatic (inchiesta Caligola).
«Sono stato preso alla sprovvista quando mi hanno comunicato questa notizia», ha commentato invece il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, che aveva già vissuto le diverse perquisizioni in Comune della polizia.
L’indagine ruota attorno all’appalto del cimitero del suo comune ma il sindaco spiega:  «mi trovo spiazzato perché la gara di project financing era stata annullata mesi fa per una problematica tecnica. La ditta proponente non é riferibile a Sorgi». Di fatti la ditta proponente dell’idea è la LandBau srl ma la gara di cui si parla sarebbe servita ad individuare la ditta che avrebbe redatto progetto esecutivo e svolto i lavori.

L’ESPOSTO FIRMATO DAL WWF: IL RE SOLE AD ORTONA
«Sorgi era contemporaneamente controllore e cointeressato con le società che si aggiudicavano gli appalti», è invece il teorema ipotizzato nell'esposto presentato dal Wwf, al centro delle indagini che hanno portato all'arresto di questa mattina del dirigente . Le "anomalie" riscontrate dagli ambientalisti riguardavano opere pubbliche: il porto di Ortona (oltre 30 milioni di euro), la Postilli- Riccio  e il cimitero di Ortona, il cui ampliamento è stato progettato da Giovanni Vaccarini e la manutenzione affidata alle ditte del “gruppo Sorgi”.
L'esposto, firmato dal presidente regionale del Wwf, Luciano Di Tizio, ed elaborato insieme ad Augusto De Sanctis, è stato presentato circa un anno fa in Questura, a Pescara, e riguarda le tre opere pubbliche per cui, secondo gli ambientalisti, c'erano delle irregolarità.
Irregolarità, relative a lavori precedenti, che potrebbero essere riconducibili alle modalità operative del sodalizio e delle singole società su cui si è concentrata ora l'attenzione della Procura dell'Aquila.
Nel mirino della denuncia, come detto, anche la strada 'Postilli-Riccio', una strada che è nata nei pensieri degli amministratori locali quasi 20 anni fa e che da almeno dieci è in itinere. La strada è una di quelle opere molto controverse per diverse ragioni. Una di queste è la sua reale utilità visto che è in riva al mare e parallela alla statale adriatica e molto più ampia di questa.

Gli ambientalisti che l’hanno contestata considerano questa infrastruttura, oltre che sproporzionata anche nell’investimento, (oltre 6 milioni di euro) una vera testa di ponte per poter poi cementificare uno dei tratti di costa abruzzese rimasta per decenni indenne, quella che va dal fiume Foro a Lido Riccio.
Anche l’iter è stato più volte bloccato anche per mancanza di finanziamento che ha coperto solo la prima parte dei lavori già effettuati e poi abbandonati.
Tornando all’esposto: nella fase progettuale della strada risalente a una decina di anni fa, ad esempio, la 'LT Progetti' - riconducibile a Sorgi e legalmente rappresentata dalla moglie (non indagata) - aveva ottenuto un incarico come supporto al Rup (responsabile unico del procedimento) per circa 70mila euro.
Lo stesso Sorgi, successivamente, in qualità di dirigente regionale, aveva firmato la compatibilità ambientale del progetto. Caso analogo anche per il porto di Ortona, opera costata complessivamente oltre 30 milioni di euro e realizzata in fase di emergenza. Lo stesso consorzio di società finito del mirino degli inquirenti per il cimitero di Francavilla al Mare, cioè la 'LT Progetti' e altre due ditte, attraverso un project financing si è occupato anche della realizzazione del cimitero di Ortona.
«Sulla base dei documenti di cui eravamo in possesso - spiega Di Tizio - ci sembrava che forse Sorgi era da un lato controllore e dall'altro cointeressato con le ditte che andavano a prendere gli appalti. Insieme all'esposto abbiamo presentato centinaia di pagine di documenti relativi ai lavori delle tre opere».

IL ‘NEMICO’ DEGLI AMBIENTALISTI
E proprio gli ambientalisti negli anni passati hanno contestato più volte Sorgi, presidente del comitato V.I.A. abruzzese, dove sono passati decine di progetti, piccoli e grandi. Oggi chiedono una chiara presa di posizione da parte del Consiglio regionale. «Serve una legge organica sulle procedure ambientali», dice il Forum dell’Acqua, «le altre regioni da anni hanno specifiche norme regionali mentre in Abruzzo le attivita' di valutazione sono organizzate attraverso semplici delibere di giunta regionale che in questi anni sono cambiate piu' volte».
Per il Forum «bisogna ripartire dalla legge 'Acerbo' su trasparenza e partecipazione nei procedimenti ambientali che fu prima approvata e poi rapidamente 'affossata' dallo stesso consiglio regionale che l'aveva varata, proprio dopo l'intervento di Sorgi. In Abruzzo esistono addirittura procedimenti del tutto opachi, come quelli che riguardano le valutazioni di incidenza ambientale degli interventi sui siti di interesse comunitario e sulle zone di protezione speciale, che rappresentano il 35% del territorio regionale. Ora la politica dovrebbe dare un unico segnale: riprendere quella norma, sentire comitati ed associazioni, e approvarla, subito, in Consiglio regionale aggiungendo un articolo sull'obbligo dell'inchiesta pubblica sulle opere piu' controverse».

ACERBO: «E’ UNO DEGLI UOMINI PIU’ POTENTI D’ABRUZZO»
«Ho personalmente denunciato per anni il ruolo svolto da Sorgi nella Regione Abruzzo», commenta invece l’ex consigliere regionale di Rc, Maurizio Acerbo.
«Ho chiesto innumerevoli volte le sue dimissioni e tutte le volte veniva fuori un amplissimo fronte di estimatori e sostenitori da Sel al PD fino all'apoteosi di Forza Italia che con Chiodi ne ha fatto una sorta di plenipotenziario. Se mi davano retta oggi probabilmente Sorgi non sarebbe oggetto di misure cautelari».
«Se confermate le accuse alla base dell'arresto di Antonio Sorgi - ha continuato Acerbo - gettano un'ombra pesantissima sugli ultimi 10 anni di vita politico-amministrativa regionale. Non si tratta di un dirigente qualunque ma di uno degli uomini più potenti d'Abruzzo che ha goduto della sponsorizzazione e della stima di centrodestra e centrosinistra che negli anni delle giunte Pace, Del Turco e Chiodi gli hanno progressivamente attribuito un ruolo abnorme. Per Rifondazione Comunista e gli ambientalisti più seri per anni Sorgi è stato il 'nemico pubblico numero 1'. Ricordo che Sorgi - ha concluso Acerbo - è stato già oggetto di inchieste, anche derivanti da nostri esposti, come nel caso della filovia Pescara- Montesilvano. Finora se l'è sempre cavata come altri super-dirigenti della Regione. Non è detto che non ce lo ritroveremo candidato alle prossime elezioni»