LA DENUNCIA

Uda, Dipartimento lingue: D’Antuono caccia le carte e rincara le accuse

«Ho detto troppi no su pubblicazioni e viaggi dal rimborso facile»

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Uda, Dipartimento lingue: D’Antuono caccia le carte e rincara le accuse





CHIETI. «E’ stata una vendetta. Io non sono stato rieletto direttore del Dipartimento di lingue perché i colleghi hanno capito che con me i giochetti erano finiti. Ed hanno dirottato i voti su Pier Carlo Bontempelli che è uno studioso che non c’entra nulla con quelli che volevano la mia testa».
 E’ un fiume in piena il professor Nicola D’Antuono, direttore non rieletto del Dipartimento di lingue alla d’Annunzio: vuole far sapere a tutti che «io volevo stare zitto, ma se mi dicono che non è vero quello che denuncio, allora parlo io con documenti alla mano».
 Insomma le critiche e le accuse lanciate con la sua lettera choc al rettore ed al dg dell’università di Chieti-Pescara si appoggiano sull’ampia documentazione che possiede.
«Il fatto è che, soprattutto, nell’ultimo periodo ho detto molti no ai viaggi immotivati, ai rimborsi gonfiati, ai contratti editoriali (cioè ai libri pubblicati dai prof con i fondi del ministero) e me l’hanno fatta pagare – continua il prof D’Antuono – qualcuno giustamente mi domanda perché non ho parlato prima. Ma io sono un uomo delle istituzioni e non affido alla cronaca le mie valutazioni, le scrivo nei verbali: basta leggerli, è tutto scritto dal 27 maggio del 2010 in poi, cioè da quando sono stato eletto direttore. Troverà cose interessanti sui colleghi che ora mi attaccano».
 Ma queste cose non poteva dirle prima della sua mancata rielezione?
«Per chiarire meglio che non ho parlato solo oggi, le invio un pò di materiale: mail, verbali, contratti, scambi di idee, cioè documenti che confermano il contenuto della lettera al rettore e che ribadisco con tanto di dichiarazione di totale responsabilità per quello che ho scritto. Perché non dico mai una cosa se non ho i documenti per provarla. E mi sono sempre consultato con rettore e dg. Il problema è forse un altro: io sono di cultura salernitana, ho vinto il concorso del Ministero nel 1993, quindi non debbo nulla all’Abruzzo, e quando sono venuto a Pescara sono diventato subito direttore. Però mi sono subito accorto che qui il clima interno all’UdA è peggio che a Napoli. Ma questo è un discorso troppo lungo…»

 E così poco dopo il prof. D’Antuono inonda la posta elettronica di una serie di documenti preceduti da una dichiarazione:  «Sotto la mia totale responsabilità, e con il beneficio della prova, su richiesta del prof. Carlo Consani e del Comitato Scientifico, confermo la sostanza della mail allegata e le stesse espressioni, in toto e in tutti i passaggi. Sarebbe stata questa l’occasione da parte del Direttore della collana e del Comitato scientifico – che hanno già avuto modo di leggere il 14 settembre scorso la mia mail allegata – di rispondere in modo circostanziato alle critiche espresse sulla conduzione della collana  e sui visibili comportamenti contrari al regolamento dipartimentale. Sono preoccupato che l’atteggiamento “disinvolto” del prof. Mariani regga inconsapevolmente quello distratto e opportunistico degli altri professori, che sono a conoscenza benissimo di nomi e fatti, e che non avrei difficoltà a fare in Senato Accademico, come è stato richiesto dalla collega prof. Augusta Consorti con lettera al Rettore. Ovviamente», continua D’Antuono, «citando episodi fin dal pieno possesso della carica. Per ristabilire alcune verità inoppugnabili, già evidenziate nella “lettera aperta” dei giorni scorsi, ormai di dominio pubblico a mezzo stampa, desidero per ora – onde restare in argomento - far pervenire a tutti un pò del materiale di corrispondenza e alcune pagine di documentazione in mio possesso (solo una parte, in verità), dalle quali alcune menzogne saranno dileguate e giudizi ingenerosi contro la mia persona dissipati. Accoglierei con favore l’eventuale iniziativa dei colleghi in causa (ai quali si aggiunga anche il prof. Andrea Pasquino per il contratto editoriale con la casa editrice messinese Mesogea), di respingere in modo documentato le puntualizzazioni facendole apparire farneticazioni dello scrivente».
 Firmato: Prof. Nicola D’Antuono. 

E via un lungo elenco di mail, di scambi di idee, di contratti editoriali che rispettano o no le regole dei finanziamenti ministeriali, di verbali di riunioni dei Comitati interni al Dipartimento, di progetti di pubblicazione, di profili di contratti di ricercatore da inviare al rettore, di solidarietà ai Cel (i lettori di lingua madre) minacciati di tagli allo stipendio ed ai contratti. Insomma la vita quotidiana del Dipartimento secondo la visione dell’ex direttore, compresa la sua dichiarazione esplicita di non voler ricandidarsi.
E in allegato anche la sua risposta alla polemica sulla sua proposta in Senato accademico – ma non concordata con il Dipartimento - per due posti da associato e da ricercatore, come sollecitato dal programma del prof. Bontempelli, che poi è stato eletto direttore.

E’ quasi impossibile per i non addetti ai lavori comprendere se tutto questo materiale conferma o smentisce che le regole sono state violate, ad esempio nei contratti editoriali che riguardano le pubblicazioni edite dai prof con i soldi del Ministero. Mentre non è stata allegata documentazione dei viaggi all’estero che il prof. D’Antuono contesta come «svaghi pazzeschi»: «da quando c’ero io non li ho mai consentiti – spiega accalorato l’ex direttore – prima di me con i fondi a disposizione i docenti partivano e riportavano i documenti giustificativi per i rimborsi: “sai non in albergo c’era la camera singola, ho preso una doppia.” Ma chi mi assicurava che erano andati da soli? Oppure riportavano le ricevute del taxi che non si può utilizzare. Qualcuno per andare a Venezia o Parigi ha speso 3 mila euro. Senza dire – aggiunge – dei no che ho detto al finanziamento del Curt, il centro di ricerca teatrale che il rettore Franco Cuccurullo finanziava, oppure al Centro di studi islamisti».
 E non finisce qui, assicura il prof. D’Antuono.
«Queste polemiche non mi piacciono – commenta il nuovo direttore Pier Carlo Bontempelli – io mi sono sempre tenuto in disparte da queste vicende e quindi non posso aggiungere altro. Vorrei solo che nel Dipartimento entrasse un pò di aria fresca contro la muffa che si avverte».

Sebastiano Calella