IL FATTO

Carceri d'Abruzzo: «il provveditorato di Pescara rischia la soppressione»

La denuncia della Uil: «disagi per 1500 poliziotti»

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Carceri d'Abruzzo: «il provveditorato di Pescara rischia la soppressione»





PESCARA. La Uil Penitenziari Abruzzo si dice molto preoccupata per la futura sorte del Provveditorato dell'Amministrazione Penitenziaria di Pescara.
Dal documento di sintesi per la predisposizione dello schema di riorganizzazione e riduzione complessiva degli uffici dirigenziali e delle dotazioni organiche del Ministero della Giustizia si prevede, infatti, la riduzione a 10 degli attuali 16 provveditorati e tra questi quello di Pescara.
Mentre gli addetti alla predisposizione del documento di sintesi prevederebbero l'accorpamento del Prap di Pescara a quello della Puglia con sede a Bari, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria lo vedrebbe accorpato a quello del Lazio presso la sede di Roma.
Entrambe le soluzioni per la Uil Penitenziari porterebbe ad uno sconquasso della geografia penitenziaria abruzzese.
«La cancellazione», commenta il vice segretario regionale Mauro Nardella, «porterebbe con sè, indipendentemente dalla sede presso la quale andrebbe a confluire, oltre ai tantissimi problemi di gestione delle pratiche meramente penitenziarie, non poche disfunzioni e disagi per i circa 1500 poliziotti penitenziari operanti nel territorio abruzzese e molisano. Se ciò dovesse accadere, infatti, la disbriga di questioni amministrative, non ultime quelle riguardanti i diritti soggettivi, ovvero l'ambito disciplinare, diventerebbero oggetto di immani spese e notevoli perdite di tempo».

Dunque il rischio è che la centralità di Pescara verrebbe a cadere e lo spostamento delle competenze a Roma, o nella peggiore delle ipotesi Bari, porterebbe un poliziotto penitenziario dell'Aquila o Avezzano per esempio a doversi sobbarcare più di 400 chilometri per dirimere una propria questione.
«Stress, spese e tempo verrebbero rimessi in negativissima discussione con ovvie e peggiori conseguenze sulle già brutali condizioni alle quali tutti i giorni sono costretti a sottostare», continua Nardella.
«Sarà inoltre molto più difficile garantire le prerogative sindacali decentrate in quanto più complicato diverrebbe la gestione delle relazioni».
Per evitare ciò la Uil Penitenziari chiede l'intervento immediato delle Istituzioni Abruzzesi, non ultime la Regione e le prefetture di tutte le Province. In subordine la Uil Penitenziari propone, qualora non dovessero esserci novità in tal senso, l'accorpamento del Prap Abruzzo-Molise con quello delle Marche e conseguente mantenimento della sede a Pescara che «si ritroverebbe, così, nella posizione più congeniale possibile sia per le sedi penitenziare del Molise che delle Marche. Verrebbe ulteriormente sfruttata, inoltre, una struttura, come quella di Via Alento, costata allo Stato diversi milioni di euro e solo da pochissimi anni ultimata».