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Confcommercio Abruzzo dice no al petrolio: «la vera ricchezza è il turismo»

Anche il Comune di Francavilla presenta le osservazioni

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SPIAGGIA OMBRELLONI

ABRUZZO. Le Confcommercio di Chieti, Teramo e Pescara ribadiscono la netta contrarietà ad ogni progetto inerente la realizzazione di piattaforme per la ricerca petrolifera nel mare prospicente le coste abruzzesi.
Ma anche la Confcommercio L’Aquila si unisce alla protesta contro eventuali interventi nell’entroterra.
«La vera ricchezza della nostra regione è costituita dal territorio stesso», commenta l’associazione di categoria, «dalle bellezze naturali ed artistiche, dalla cultura e dalla storia millenaria: spiagge dorate, piste da sci, eremi, castelli, basiliche, parchi naturali, sono solo alcune delle tante risorse che abbiamo e che vanno valorizzate.
Dobbiamo essere bravi a portare alla luce i nostri gioielli attraverso una politica che finalmente punti sulle nostre bellezze come autentico volano di uno sviluppo sostenibile della nostra regione che unisca benessere economico e salute dei cittadini».
Secondo Confcommercio deve essere «chiaro a tutti che il vero petrolio della nostra regione e’ il turismo e che occorre abbandonare senza indugio ogni scellerata e improbabile strategia che pensi che le trivelle petrolifere possano essere un motore dell’economia abruzzese».

Secondo le associazioni il presidente del Consiglio Renzi sta sbagliando a puntare sul petrolio: «la vera rivoluzione sarebbe quella di puntare per la prima volta nella storia sul turismo come comparto centrale dello sviluppo economico invertendo un trend che lo ha visto fino ad ora come la cenerentola dei bilanci dello Stato e delle Regioni».

ANCHE FRANCAVILLA DICE NO
Intanto ieri anche il Comune di Francavilla al Mare (ma anche l’associazione Nuovo Senso Civico e il Movimento 5 Stelle Abruzzo con l'ausilio di Tommaso Giambuzzi) ha inviato al Ministero dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, la delibera di Giunta Municipale contenente le osservazioni al ‘Progetto Elsa 2’ (che prevede la trivellazione di un pozzo petrolifero a meno di 4 miglia marine di distanza dalla costa tra Francavilla e Ortona), esprimendo parere assolutamente negativo.
Nei giorni scorsi lo ha fatto anche il Comune di Pescara. «Il progetto – afferma il sindaco, Antonio Luciani - non tiene minimamente conto dell’aspetto paesaggistico del tratto di costa interessato dalla realizzazione del ‘Pozzo Esplorativo Elsa 2’. La piattaforma esplorativa, infatti – sottolinea il primo cittadino -, è ben visibile dalla costa, e ciò non si riscontra nella documentazione presentata dalla Petroceltic, denotando un palese occultamento della situazione post intervento».

«Non risultano indagati – sottolinea l’Assessore all’Ambiente, Gianluca Bellomo - i grandi rischi prevedibili in fase di allestimento del cantiere e in fase di produzione. Non è evidenziata nel documento l’efficacia degli interventi posti in essere in caso di fuoriuscita di idrocarburi liquidi e gassosi. Manca un dato esatto sulla politica aziendale di prevenzione degli incidenti gravi e, soprattutto, non è dato comprendere come la Petrolceltic, che ha un capitale sociale di soli 2.000.000 di euro, possa avere una capacità finanziaria e tecnica sufficiente a gestire e far fronte a responsabilità e conseguenze potenziali scaturenti da incidenti gravi. Le valutazioni della Petrolceltic, inoltre – dice l’Assessore Comunale all’Ambiente -, non hanno minimamente preso in considerazione le possibili conseguenze di un eventuale evento sismico che potrebbe verificarsi nella zona e che potrebbe avere impatto sulla piattaforma. I danni derivanti con ricaduta sull’ambiente marino e costiero sarebbero non reversibili. Nessun dato si rintraccia in ordine a detto rischio».

«Nessun indotto dal punto di vista economico, inoltre – riprende il primo cittadino -, si può riscontrare con la realizzazione del ‘Pozzo Esplorativo Elsa 2’: sul territorio del Comune di Francavilla al Mare non esistono, infatti, insediamenti industriali, artigianali o di distribuzione che possano avere attività indotte».
«Il nostro parere negativo – concludono il sindaco Luciani e l’Assessore Bellomo – scaturisce da un senso di responsabilità che ci impone di salvaguardare l’intero ecosistema abruzzese e difenderne le peculiarità turistico-balneari-ricettive. Un senso di responsabilità così forte che ci ha posto ad ispiratori degli altri Comuni costieri, con i quali ci siamo rapportati e che abbiamo trovato concordi con le linee guida del nostro documento già approvato in Giunta».