RICOSTRUZIONE?

Sisma L'Aquila: Manutencoop a rischio 59 posti di lavoro. Sciopero dal 1°ottobre

Scade contratto con Comune per manutenzione progetto 'Case'

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PROGETTO CASE L'AQUILA





L'AQUILA. Dal prossimo primo ottobre i 59 dipendenti della Manutencoop, la società che gestisce i servizi di pulizia e di manutenzione del progetto Case, entreranno in sciopero.
Il motivo dell'annunciata protesta è da collegare all'incertezza del futuro dei lavoratori visto che dal prossimo 4 ottobre scade il contratto con il Comune per il servizio di manutenzione del patrimonio. Si parla di circa 4500 alloggi prefabbricati antisismici, per far fronte all'emergenza abitativa del post sisma, passato non senza problematiche e polemiche, dalla protezione civile al Comune dell'Aquila.
La decisione, presa ieri pomeriggio al termine di un'assemblea, è stata annunciata dall'Ugl.
«I 59 lavoratori (tra i quali 17 addetti alla manutenzione e 39 donne) hanno espresso la massima preoccupazione per il loro futuro occupazionale in quanto il prossimo 4 ottobre scadrà il contratto con il Comune dell'Aquila ed, in assenza di proroga, la Manutencoop sarà costretta a licenziare 59 persone».
Tutti a casa dunque. Sulla gestione del progetto Case il Comune ha fatto presente di voler creare un soggetto pubblico-privato. ll contratto con la ditta che oggi vede avvicinarsi lo spettro dei licenziamenti di massa era scaduto già nel 2013 ma il Comune aveva deciso di prorogarlo per un altro anno (per 2 milioni di euro) in attesa che si costituisse il nuovo soggetto gestore - una società mista, composta da una partecipata creata ad hoc e da un socio privato selezionato con gara pubblica - previsto dal piano formulato da un advisor, la Scs Azioninnova, al quale l'amministrazione si era rivolta per trovare una soluzione. 

L’appalto per la gestione dei 19 agglomerati del Progetto Case e dei Map venne affidato alla Manutencoop senza gara, vista l’emergenza del post-terremoto.
Per l'Ugl, sono «gravissimi i ritardi del Comune che, a distanza di cinque anni, non presenta ancora un piano concreto e credibile sulla futura gestione del patrimonio immobiliare post-sisma. Anche se dovesse intervenire una proroga di due o tre mesi, come ipotizzato dall’assessore comunale Lelio De Santis, il problema del personale resterebbe in piedi».
«E' inaccettabile - ha spiegato il segretario regionale, Piero Peretti, - l'atteggiamento ostile di coloro che attribuiscono ai dipendenti di Manutencoop la responsabilità di un servizio scadente senza sapere che ci sono appena 6 manutentori per 6.000 alloggi e che la stragrande maggioranza dei contratti sono part-time a pochissime ore al giorno. E' ora che il Comune dia risposte concrete sia a chi vive negli alloggi provvisori che ai 59 lavoratori di Manutencoop».