ADRIATICO NERO

Trivelle: anche Alessandrini dice no: «nessun vantaggio, solo pericoli»

Da giunta Alessandrini parere negativo a Ministero su istanza ricerca Elsa 2

Redazione Pdn

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Trivelle: anche Alessandrini dice no: «nessun vantaggio, solo pericoli»

Marchegiani e Alessandrini




PESCARA. La Giunta di Pescara guidata dal sindaco Marco Alessandrini ha espresso e votato un ordine del giorno che recepisce e amplifica le osservazioni negative in merito al progetto relativo alla perforazione di un pozzo esplorativo denominato Elsa 2 nell’ambito del Permesso di ricerca B.R. 268.RG. che verranno inviate oggi stesso al Ministero dell’Ambiente.

E’ stato il Movimento 5 Stelle a presentare l'ordine del giorno, e a richiedere con urgenza che il Comune esprimesse la sua posizione di contrarietà. Il risultato finale dunque è stato possibile grazie alla richiesta dei pentastellati, ma anche grazie a chi della maggioranza ha sottoscritto l'odg e lo ha emendato a sua volta consentendo così un documento condiviso e partecipato (Santroni, Martelli, Berardi,Perfetto, Kerchoud, Gaspari, zuccarini, natarelli, Teodoro,Giampietro) e alla risposta immediata dell'assessore Marcheggiani che ha provveduto a produrre la delibera in tempi rapidi.

Si tratta di una piattaforma che l'irlandese Petroceltic vorrebbe realizzare in Adriatico a circa 7 km dalla costa abruzzese, tra Francavilla al Mare e Ortona (Chieti), a ridosso di tre riserve naturali regionali, Ripari di Giobbe, Punta dell'Acquabella e Lido Riccio. No secco anche alla richiesta della società Enel Longanesi Developments che ha presentato una domanda al Ministero dello Sviluppo Economico per ottenere un permesso di ricerca di idrocarburi in una tratto di mare antistante Pescara vasto ben 73.850 ettari (istanza denominata d509 B.R-.EN), le stesse dimensioni di un parco nazionale come quello della Majella.
Dunque la presa di posizione dell’amministrazione di centrosinistra è chiara.
Nella delibera il no viene motivato dalla mancanza di garanzie in merito al ciclo dei fanghi prodotti; in merito alla capacità di fronteggiare eventuali incidenti (sversamenti, fuoriuscite e collisioni); in merito alla tutela dal rischio sismico a cui l’area è esposta; posto che le trivellazioni non sono a impatto zero, occorre considerare l’effetto cumulativo di campi di produzione attivi per anni e non del singolo pozzo esplorativo; infine, non ci sono vantaggi, né royalties per la comunità esposta.
«Con il decreto sblocca Italia le amministrazioni territoriali rischiano di non avere ruolo con avocazione allo Stato centrale delle decisioni che hanno impatto sul territorio – ha esordito il sindaco Marco Alessandrini – Siamo ottimisti, ma da parte nostra il parere è negativo, espresso nella delibera votata oggi in Giunta che verrà trasmessa al Ministro dell'Ambiente insieme al parere, anch’esso negativo, sul permesso di ricerca del progetto Elsa 2. Ci mobilitiamo per rispondere alle aspettative della comunità e consapevoli che la politica è questo. Lo facciamo in perfetta sintonia con la comunità abruzzese, con una linea istituzionale che vede sul fronte del no anche la Regione Abruzzo insieme a tantissimi Comuni costieri e che ha come priorità la tutela dell’ambiente». Pescara è situata sulla costa, nello specifico di fronte al mare dove si chiede di perforare, peraltro ad una distanza che è inferiore a quella stabilita dalle normative europee. 

Alessandrini ha chiarito che il Comune ha fatto anche un’analisi costi-benefici: «sull’eventualità di un’attività di perforazione usciamo doppiamente perplessi, perché Pescara difficilmente potrà guadagnarci. Parliamo di rischi, ma anche di ricadute di altro genere, perché prospettare l'Abruzzo come regione verde d'Europa, puntando sulla bellezza, sull’enogastronomia, sull’accoglienza e poi dare il benvenuto ad attività che non coincidono con questa linea non è certo una strategia positiva».
L’osservazione è stata tramutata anche in delibera «perché la posizione del Comune fosse forte e chiara», ha spiegato l’assessore all’Ambiente Paola Marchegiani.

MARCHEGIANI: CARENZE ESSENZIALI DEL PROGETTO
«Ci preme molto tutelare le nostre acque e la comunità abruzzese dai rischi che tale attività può comportare nell’Adriatico che è un mare chiuso. Esistono carenze essenziali del progetto sulla valutazione del rischio di danno ambientale, potenzialmente irreparabile in caso di un qualsiasi incidente, nonché sul fronte economico, considerato che la ditta che dovrebbe compiere le escavazioni ha un capitale che non dà garanzie finanziarie sufficienti per fronteggiare eventuali danni ambientali». 

Soddisfatti i consiglieri di Sel Daniela Santroni e Ivano Martelli: «I nostri deputati con numerose interrogazioni e l’assessore all’ambiente della Regione Abruzzo Mario Mazzocca, con varie azioni, sono quotidianamente impegnati per modificare lo Sblocca Italia che priva della capacità decisionale i territori sulla materia e per esprimere la nostra contrarietà».

Si tratta di un’area molto vasta che è proprio di fronte le coste di Pescara che finora erano rimaste fuori dalla richiesta di nuove perforazioni petrolifere. Anche su questo il Comune probabilmente prendere una posizione nelle prossime settimane.
Il presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, ha scritto invece al presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura per chiedere collaborazione nella «salvaguardia del “mare blu”», secondo il dettato «dell’Euroregione Adriatica, poiché il mare Adriatico, il più grande parco di cui disponiamo, è settimanalmente a rischio di nuove iniziative speculative che portano con sé solo la cancellazione delle nostre bellezze».

CONSIGLIO COMUNALE STRAORDINARIO
Intanto, Oggi pomeriggio si sta svolgendo il Consiglio comunale straordinario aperto ai cittadini proprio per discutere della questione.

Tra i primi interventi quello dell’assessore regionale all’Ambiente Mario Mazzocca che ha ribadito che la Regione metterà in campo «tutte le strategie utili a tutelare il patrimonio ambientale».
«Come sul metanodotto della Snam, come su Ombrina, Elsa 2 o la stessa Bussi   ha sottolineato Mazzocca - il nostro operato è chiaro: intendiamo difendere il nostro territorio e declinare le nostre azioni nel senso dello sviluppo sostenibile. Nessuna ambiguità, né dichiarazioni di facciata contrarie ai fatti. Abbiamo agito, e intendiamo continuare a farlo, con atti, determine, delibere. E nel nostro operato intendiamo coinvolgere le associazioni, le istituzioni e tutti coloro che hanno a cuore la salvaguardia dell'ambiente, un patrimonio irripetibile, che non può essere manomesso, pena lo svilimento di ciò che abbiamo di più caro. Siamo altrettanto consapevoli - ha concluso assessore - che per scongiurare qualsiasi deriva petrolifera occorra agire unitariamente, mantenendo fede agli impegni che abbiamo preso di fronte ai cittadini».

 

COMUNE PESCARA: ODG CONTRO LE TRIVELLE

Donlisander- PrimaDaNoi.it