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Amianto, Casson interroga ministri: «fare luce su decessi di San Salvo»

Il senatore vuole risposte certe sulla Siv- Pilkington

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Amianto, Casson interroga ministri: «fare luce su decessi di San Salvo»

Felice Casson




ROMA. Il senatore Felice Casson, vicepresidente della Commissione permanente Giustizia, con una interrogazione parlamentare congiunta ai tre Ministri della Salute, Lorenzin, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Poletti e della Giustizia, Orlando, sulle presunte omissioni sulla tragedia-amianto nella ex Siv di San Salvo, poi Pilkington-Techint.
«Il tipo di produzione della Siv Pilkington», scrive Casson nella sua interrogazione, «sottoponeva i lavoratori ad un pesante carico di nocività. La presenza di un forno fusorio, di nastri trasportatori, di tubazioni, condotte e simili aveva richiesto un notevole utilizzo di coibenti. È stato impiegato amianto in grandi quantità nonostante a quell'epoca fosse ben nota la sua nocività, senza "naturalmente" informare i lavoratori dei rischi cui erano sottoposti, senza eliminare le polveri, senza dotare gli stessi lavoratori di protezioni individuali, se non, in non pochi casi, protezioni in amianto. Altresì i manufatti in cemento-amianto sono stati utilizzati per le coperture dei capannoni. L'amianto non è stata l'unica sostanza tossica e cancerogena impiegata nel ciclo produttivo. Vanno aggiunti ad esso altri composti tossici cui i lavoratori erano esposti quali il diclorometano, il fenolo, lo stirene, l'acetone, il toluolo, il butanolo».
La nuova proprietà subentrata nel 1993 «"non si è accorta"», continua Casson, «della legge n. 257 del 1992 recante "Norme relative alla cessazione dell'impiego dell'amianto" che ha messo al bando l'amianto e che ha prescritto la messa in sicurezza e la bonifica degli ambienti in cui era presente. Solo nel 2006 il forno fusorio è stato bonificato e addirittura nel 2007 vi è stato un incendio che ha interessato un capannone con copertura in amianto che si è diffuso anche all'esterno della fabbrica; le conseguenze dell'esposizione all'amianto e alle altre sostanze tossiche sui lavoratori sono state pesantissime».

LA STIMA DEI MORTI
Il senatore ricorda anche che un gruppo di lavoratori provò a fare una stima di morbilità e mortalità in epoca recente ed ha censito: «153 lavoratori, "deceduti 10, 20, 30 e persino 40 anni prima dei loro giorni", dal 2009 ad oggi sono morti prematuramente, di cui i primi 65 avevano un'età media di appena 49 anni, mentre i primi 100 raggiungevano, mediamente, i 55 anni tra i quali solo nel biennio 1993-1995 sono deceduti 13 lavoratori, con età media di 52,3 anni "in costanza di rapporto di lavoro" mentre, altri 15 lavoratori deceduti, ugualmente, in "costanza di rapporto di lavoro" e 23 lavoratori 50enni e 60enni, erano in "mobilità" o in pensione»
«Inoltre», si legge ancora nella interrogazione, «vi è un ben più lungo elenco di "malati gravi" o "malsopravvissuti", relativo a ben 1.044 interventi chirurgici all'apparato respiratorio eseguiti nel periodo 1997-2010, presso una rinomata clinica universitaria-ASL nazionale, tra i quali spiccano ben "14 casi di mesotelioma pleurico", 384 "resezioni polmonari", 169 "lobectomie", 128 "resezioni atipiche parenchimali" ed altre delicate operazioni; rilevando che i 1.044 interventi eseguiti dal 1997 al 2010 si riferiscono a quelli effettuati da un solo chirurgo quale "1° operatore"».
Casson chiede ai ministri se siano a conoscenza di questi fatti e se intendano appurare quanti siano stati i lavoratori colpiti (malati e deceduti) per malattie correlate.
«Tre ministri della Repubblica e la Magistratura di Vasto», commenta con soddisfazione Antonio Colella del comitato Ambiente e Territorio Vasto”, « finalmente, faranno giustizia su quelle morti innocenti, su “poco chiari affari”, e su ciò che è realmente accaduto dal 1991 ad oggi.
Le risposte arriveranno nei prossimi mesi.