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Mafia: killer Grassonelli presenta nel carcere di Sulmona il suo libro

Giovedì l’incontro insieme al giornalista e coautore Sardo

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SULMONA. Per la prima volta, il libro "Malerba" sarà presentato da entrambi gli autori, Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli.
Si tratta di un evento unico che si svolgerà giovedì mattina alle 10 nella sala convegni del carcere di Sulmona, dove Grassonelli, considerato «uno dei più spietati killer della Stidda» sta scontando l'ergastolo.
La presentazione, che sarà coordinata dalla direttrice del carcere, Luisa Pesante, è stata possibile grazie ad autorizzazioni speciali concesse dal Dap, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria, che d'accordo con il Ministero della Giustizia, permetterà anche l'accesso ai giornalisti e alle troupe televisive. Giuseppe Grassonelli non solo interverrà per parlare del libro scritto a quattro mani col giornalista del Tg5 Carmelo Sardo, ma è stato autorizzato anche a concedere interviste limitatamente all'opera.
Sono previsti tra gli altri interventi di magistrati, associazioni culturali e operatori penitenziari.
"Malerba" è una autobiografia che racconta la storia drammatica e potente di Grassonelli, la parabola di un giovane che ha ucciso per vendetta boss e sicari di cosa nostra che gli avevano sterminato la famiglia e che da 23 anni è rinchiuso in carcere condannato all'ergastolo ostativo (dunque non ha diritto ad alcun permesso). «Uscirà da quella cella di 3 metri per 3», ha raccontato Sardo, «solo dentro una bara». 

Grassonelli divenne killer dopo la prima strage di Porto Empedocle nel luglio del 1986. In quella occasione morirono il nonno e lo zio e lui decise di farsi giustizia da sé abbattendo ad uno ad uno coloro che riteneva gli autori di quell'agguato.
Entrato semianalfabeta a 26 anni in carcere, oggi è laureato in lettere moderne all'Orientale di Napoli con 110 e lode. Il libro ha recentemente vinto il premio "Leonardo Sciascia" destando reazioni contrastanti tanto che la polemica ha varcato i confini nazionali occupando le cronache di giornali e siti internet di tutto il mondo. Gaspare Agnello, storico giurato, si era dimesso affermando poco dopo: «E' possibile che un ergastolano che si è macchiato di crimini efferati e le cui ferite sono vive nelle carni delle sue vittime partecipi a un premio letterario di cui sono stati protagonisti Sciascia, Consolo e Bufalino?»
Malerba, che ha ricevuto 13 voti, ha superato per un solo voto «È così lieve il tuo bacio sulla fronte (Mondadori)» di Caterina Chinnici, figlia del magistrato Rocco ucciso dalla mafia nel 1983.
«Malerba è la storia di una parabola», ha spiegato l’autore Carmelo Sardo, «di un ragazzo che oggi è un uomo, figlio della nostra terra, trascinato dagli eventi in una cruenta guerra di mafia».