DEMOCRAZIA DELEGATA

Elezioni Province, tempo scaduto per le liste che i cittadini non voteranno

Saranno i sindaci e i consiglieri regionali a decidere

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Elezioni Province, tempo scaduto per le liste che i cittadini non voteranno

Matteo Renzi




ABRUZZO. Tempo scaduto per la consegna delle candidature alle prossime elezioni Provinciali.
Oggi era il termine ultimo per presentare le liste che saranno pubblicate il 4 ottobre mentre si andrà al voto il 12 ottobre.
Le prime della storia di ‘secondo livello’, ovvero non saranno i cittadini a votare i candidati ma gli amministratori stessi. Una battaglia, dunque, tutta interna e tutta politica che per una volta il cittadino sarà chiamato a guardare da fuori, senza esprimere la propria preferenza.
La democrazia 2.0 quella senza i cittadini di fatto diventa qualcosa che non è... democrazia. Il tutto dopo la propaganda governativa del "taglio delle province" per risparmiare. Invece niente taglio, risparmi se va bene esigui e peso fiscale sui cittadini aumentato a dismisura.
E’ questa la riforma delle Province targata Renzi. Sul risparmio effettivo dei costi è ancora nebbia fitta. Il sottosegretario Graziano Delrio indica una cifra vicina ai 3 miliardi di euro ma l’Unione province italiane sostiene che saranno al massimo 32 milioni di euro, ovvero le indennità che non bisognerà più versare in quanto azzerate per effetto della riforma stessa.

In Abruzzo andranno al voto solo tre Province su quattro perché quella aquilana scadrà solo nel 2015 e dunque per il momento resta in piedi così com’è, con il suo presidente, Antonio Del Corvo, eletto dal popolo. A Pescara saranno 400 gli amministratori locali (sindaci e consiglieri comunali) al voto che dovranno scegliere tra l’uscente Guerino Testa e Antonio Di Marco, sindaco di Abbateggio.
A Teramo, invece, si sfidano Renzo Di Sabatino, ex sindaco di Bellante e capogruppo uscente del Pd e il sindaco di Atri, Gabriele Astolfi. A votare saranno in 580. Il presidente uscente Walter Catarra nei giorni scorsi aveva detto chiaramente di rinunciare ad una candidatura: «preferisco essere ricordato come l'ultimo dei presidenti eletti piuttosto che come il primo dei nominati». Catarra nei mesi scorsi non ha mai nascosto la sua netta contrarietà all’abolizione delle Province sostenendo che non ci saranno risparmi.
Dello stesso avviso anche il presidente uscente della provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio che si dedicherà totalmente al suo comune, quello di Fossacesia, dove è stato rieletto a maggio scorso.
E proprio da Chieti, dove sono chiamati ad esprimere una preferenza 1.000 amministratori, è arrivato l’invito di Fratelli d’Italia–Alleanza Nazionale a disertare il voto e denunciando «uno scippo di sovranità che viene perpetrato ai danni dei cittadini».
«Renzi», hanno detto Antonio Tavani ed Etelwardo Sigismondi, «aveva fatto credere agli italiani che le Province fossero state abolite, invece l’unica novità è data dal fatto che gli italiani non potranno eleggere i propri rappresentanti in seno al Governo provinciale».

COSA CAMBIA

Il presidente della provincia sarà dunque eletto dai sindaci e dai consiglieri comunali e durerà in carica quattro anni e non più cinque. Le giunte provinciali saranno abolite e saranno sostituite dalle assemblee dei sindaci della provincia, che avranno compiti propositivi, consultivi e di controllo.
I consigli provinciali saranno composti dal sindaco che presiede la provincia e da un numero di sindaci e di consiglieri comunali eletti per due anni al loro interno, in base alla popolazione provinciale (16 componenti nelle province con popolazione superiore a 700.000 abitanti, 12 componenti in quelle con popolazione da 300.000 a 700.000 abitanti, 10 componenti in quelle con popolazione fino a 300.000 abitanti).
Tutti gli incarichi di presidente della provincia, di consigliere provinciale e di componente dell'assemblea dei sindaci saranno esercitati a titolo gratuito.

I CANDIDATI DI PESCARA
I candidati alla presidenza sono: per il centrodestra Guerino Testa, presidente uscente dell’Ente e per il centrosinistra Antonio Di Marco, sindaco di. Ecco i nomi dei candidati al Consiglio per il centrodestra: Anthony Hernest Aliano, Gianfranco De Massis, Ernesto De Vincentiis, Vincenzo D’Incecco, Mario Giuseppe Lattanzio, Maria Felicia Maiorano Picone, Sandro Marinelli, Augusto Recchia, Graziano Zazzetta, Barbara Di Giovanni, 
I nomi dei candidati al Consiglio per il centrosinistra: Luciano Di Lorito, Vincenzo Catani, Feliciano D’Ignazio, Franco Galli, Leila Kechoud, Davide Morant, Ennio Napoletano, Annalisa Palozzo, Silvina Sarra, Gianni Teodoro, Francesco Zampacorta. 
I CANDIDATI DI PESCARA

I candidati alla presidenza sono: per il centrodestra Guerino Testa, presidente uscente dell’Ente e per il centrosinistra Antonio Di Marco, sindaco di. Ecco i nomi dei candidati al Consiglio per il centrodestra: Anthony Hernest Aliano, Gianfranco De Massis, Ernesto De Vincentiis, Vincenzo D’Incecco, Mario Giuseppe Lattanzio, Maria Felicia Maiorano Picone, Sandro Marinelli, Augusto Recchia, Graziano Zazzetta, Barbara Di Giovanni, I nomi dei candidati al Consiglio per il centrosinistra: Luciano Di Lorito, Vincenzo Catani, Feliciano D’Ignazio, Franco Galli, Leila Kechoud, Davide Morant, Ennio Napoletano, Annalisa Palozzo, Silvina Sarra, Gianni Teodoro, Francesco Zampacorta. 

I CANDIDATI DELLA PROVINCIA DI TERAMO

I candidati alla Presidenza sono il consigliere uscente Renzo Di Sabatino e del sindaco di Atri, Gabriele Astolfi.  Tre le liste presentate per i candidati consiglieri (ne dovranno essere eletti 12): Casa dei Comuni; Forza del territorio con Astolfi, Costituente Popolare per Teramo. L’ufficio elettorale ha tempo fino a sabato per procedere all’ammissione o alla ricusazione delle liste ma si prevede di poter arrivare alla ufficializzazione prima del giorno ultimo di scadenza.